Primarie, che vinca il migliore

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Mentre scrivo è in corso il tavolo tecnico organizzativo che si pronuncerà sulla data e sulle regole delle primarie con cui il centrosinistra sceglierà il suo candidato alla presidenza della Regione Puglia per le regionali 2010. Io dico ora: che vinca il migliore. Se vincerà Emiliano, naturalmente lo sosterrò.Sono un uomo della sinistra e sono impegnato a sconfiggere la fabbrica delle paure che è il centrodestra che governa l’Italia.
Ho cercato in tutti questi mesi di non mettere mai il piede in quell’arena particolare in cui andavano in scena le polemiche, i pettegolezzi, le contumelie, lo straparlare. Ho cercato di rimanere sempre al mio posto e di dire una parola in meno piuttosto che una parola in più, facendomi carico anche di comprendere i sentimenti degli altri interlocutori.
Di me posso dire di non essermi mai innamorato del potere. Sono entrato nel potere e ho promesso una cosa: che avrei cercato di non lasciarmi stravolgere l’anima, di non farmi mangiare il cuore dal potere. Alla fine di questa esperienza di Governo regionale, posso dire di essere stato fedele a me stesso: sono stato felice ogni volta che ho modificato, in positivo, la vita a qualcuno.
Sono stato talvolta poco attento ai partiti perché mi sono sentito responsabile di 4 milioni e 68mila pugliesi. Quello è diventato il mio partito. Non per spocchia o alterigia nei confronti dei partiti, ma talvolta sono stato un po’ disattento verso le loro esigenze perché mi sono sentito pressato dalla necessità di dare risposte a questo immenso, sconfinato corpo che non è soltanto un corpo elettorale, è un corpo che soffre e che vorrebbe avere diritti. Finisco questa esperienza con la speranza di poter dire: ho lasciato un segno positivo, ho piantato un seme.

Nichi Vendola

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Antronio Valitutto 4 gennaio 2010 - 22:42

caro nichi,la tua onestà emerge ancora una volta in queste poghe righe,ma se devo essere sincero non capisco la necessità delle primarie in puglia.secondo me al pd non va proprio giù che tu possa continuare nella tua azione politica per i prossimi cinque anni,ormai sono presi più dalla necessità di allearsi con l’udc che dall’urgenza di costruire un centro sinistra serio.ma io vedo non solo la corsa al potere dei democratci,ormai non più compagni,ma anche la loro non riconoscibilità della tua presidenza.ma che io sappia non c’è mai stato la mancata scelta di chi ha gia operato bene,loro’cioè il pd,a questo punto credo che hanno idee diverse sulla tua persona.oppure cercano di insabbiare chi come te rappresenta la sinistra onesta e pulita per accaparrarsi nuove posizioni di potere?
il popolo di sinistra è libertà è con te nichi,insieme chi con il voto chi come candidandosi alle provinciali abbiamo iniziato un percorso finalmente nuovo nel panorama politico italiano,proprio per cambiare il modo di far politica che al pd non piace a quanto pare.

Francesca Sperelli 4 gennaio 2010 - 01:46

Primarie senza democrazia, ultimo atto del partito liquido
di Michele Prospero – http://www.ilmanifesto.it – 25 Ottobre 2009

«Non partecipazione ma delega. Ai media»

Davvero le primarie del Pd sono un’esperienza di democrazia diretta? Con una fraseologia ultrademocratica (la trita retorica del «decidi tu», il flebile mito della generazione internet come rivoluzionaria novità contro gli ammuffiti militanti) si sta in realtà celebrando il rito triste che annuncia il trionfo di partiti elettorali a spiccata dominanza mediatica.

Solo grazie alla completa corruzione semantica delle parole che da tempo deforma il dibattito pubblico, è possibile spacciare per democrazia diretta quella che a tutti gli effetti è solo una manifestazione di politica opaca che archivia il vetusto partito degli iscritti e impone una carnevalata a uso e consumo dei media.

Le primarie del Pd sono lo spirito di questo (brutto) tempo per cui non ha più senso essere «parte» e occorre diluire ogni appartenenza nel mare indistinto di una opinione pubblica che fa la coda nei gazebo e poi irretita sparisce per sempre dallo spazio pubblico.
Le primarie non sono affatto un rilancio della partecipazione politica che sollecita il ritorno di soggetti che discutono con passione e mutano opinioni dopo il confronto aspro.

Piuttosto esse sono un ulteriore momento del declino politico italiano che assegna a un elettore irrelato il compito di tifare nel gioco competitivo che restringe la grande funzione storica dei partiti a quella minimale di esprimere un capo. La logica che le ispira è più quella della delega assoluta che non quella della partecipazione consapevole di molti a definire un progetto di società.

Le primarie nascono infatti dall’idea che, per quanto riguardi i soggetti politici strutturati, la partecipazione non avvenga dentro i canali di partito, intesi quali durevoli luoghi di identità e di appartenenza (secondo lo spirito dell’articolo 49 della Costituzione), ma si insinui a intermittenza dal di fuori e dietro forti sollecitazioni mediatiche.

Quando il partito non ha più confini organizzativi solidi diventa così aleatorio da disperdersi nella leggerezza dell’opinione pubblica che cancella differenze, conflitti. Se in luogo degli iscritti decidono gli elettori, non cresce la democrazia diretta ma il populismo oggi trionfante.

Che dopo il militante e l’iscritto sia giunto ormai il tempo dell’elettore sembra essere nel senso delle (brutte) cose di oggi, ma i partiti non sono stati creati solo per seguire la corrente dominante.
Il maggior partito d’opposizione ha già svolto un congresso al quale ha partecipato circa mezzo milione di iscritti. Un evento politico di tutto rispetto nelle sue dimensioni (al traumatico congresso che portò allo scioglimento del Pci presero parte circa 300 mila iscritti).

Sul versante qualitativo uno scenario inquietante: ovunque le sale quasi deserte nel momento del dibattito e della presentazione delle mozioni si sono magicamente riempite all’atto del voto.

Sono gli inconvenienti dei partiti cartello, ossia di formazioni flaccide in cui declina l’iscritto che si mobilita per incentivi simbolico-identitari e si afferma il cacciatore di status e di benefici materiali elargiti dalle cariche elettive che controllano le risorse pubbliche.

Non saranno certo le primarie il correttivo di questo essiccamento valoriale e funzionale dei partiti, divenuti spettrali oligarchie attorniate da media e clientele.
Occorrerebbero un’ideologia attorno a fini non negoziabili, una cultura politica a ridosso di una idea di democrazia e un radicamento negli interessi sociali della postmodernità, non certo una estemporanea fioritura di gazebo.

Le primarie sono invece il ritrovato di un partito molto liquido che talvolta appare come un docile braccio collaterale di agenzie mediatiche in grado di dettare la linea, di indicare la leadership più gradita. Dopo che gli iscritti hanno mostrato di non apprezzare affatto il loro segretario in carica, la parola passa agli elettori che potrebbero imporre agli iscritti di conservare comunque un leader che non è di loro gradimento.

Non solo sono possibili infiltrazioni esterne (persino negli Usa la destra si è mobilitata nelle primarie aperte per sostenere la Clinton contro l’ascesa di Obama), ma il peso preponderante nella selezione della leadership è assunto dai media che sono più influenti degli stessi dirigenti nelle opzioni degli elettori estranei alle vicende organizzative.
Scagliare gli elettori contro gli iscritti rientra in un populismo pervasivo che odia la funzione parziale e identitaria dei partiti. In una democrazia rappresentativa il partito politico è appunto solo una parte, e non l’intero.

Proprio per questo il metodo democratico nella vita dei partiti riguarda gli iscritti, i militanti, quanti cioè si riconoscono in una appartenenza comune (fino ad accollarsene la responsabilità in termini di contributi finanziari e di azione quotidiana) e non certo gli elettori indifferenziati.

Affidare agli elettori in quanto tali (e in più senza leggi, procedure certe) il compito di nominare il segretario di un partito (che non svolge peraltro una funzione istituzionale ma un compito organizzativo di raccordo tra parti di società e potere) non è affatto una epifania della democrazia diretta.

Le primarie del 25 ottobre, al di là delle ansiogene aspettative di rivincita che le animano, non sono un buon segnale per la democrazia. Chi ha perso in maniera così trasparente la fiducia degli iscritti (dei suoi iscritti) potrebbe in teoria riacquistare i gradi di comando grazie al voto di elettori indistinti.

Ma davvero il popolo delle primarie può imporre agli iscritti di tenersi per forza un leader sconfitto in un regolare confronto congressuale? Anche se le primarie confermeranno le risultanze congressuali, il problema spinoso della loro funzione deviante resta. Partiti ridotti a mere macchine elettorali sono l’esatto contrario dell’affresco dell’articolo 49 della Costituzione, che disegna il ruolo dei soggetti della mediazione collocandoli con un piede nella società e con un altro nelle istituzioni della rappresentanza. Ma anche per la carta, come per i partiti, non corrono tempi buoni.

Gina 3 gennaio 2010 - 12:55

quante domande retoriche che non portano a nulla

io credo che Sel è stata troppo accondiscendente e lo è ancora in molti territori, nei confronti del Pd tanto che la dirigenza pd pensava di mettere da parte vendola come se nulla fosse oppure di giocare la carta contro di lui del personalismo
la verità è che in molte amministrazioni locali sel, che per altro io ho bìvotato, non si distingue affatto dal pd, anzi maschera purtroppo scelte amministrative copre scelte amministrative sbagliate e vicine ai poteri forti.
è questo il nostro problema, che spesso non siamo conseguenti con i tanti buoni propositi che narriamo.vendola forse è l’unico che ancora è coerente, ma tanti di Sel non lo sono e spesso confliggono con il prc anziche con il pd. credo che queste contraddizioni le pagheremo presto.
forza niki

Spartaco Innocenzi 3 gennaio 2010 - 12:47

@Lucio – Io,invece,amo tutti coloro che si battono per la pace nel mondo,per una società più giusta,per la lotta alla precarietà,per un mondo più vivibile,per l’unità della Sinistra.Non sto qui a sindacare la responsabilità del motivo per cui questa sinistra non riesce a scrollarsi di dosso la crosta dei rancori,della incomunicabilità.Come chiamarlo se non un suicidio politico quello di andare divisi regalando oltre il 6% rimanendo fuori da ogni parlamento?Divisioni e lacerazioni hanno un solo scopo:rimanere fuori vita natural durante da ogni consesso politico.Che strategia politica!

Lucio 3 gennaio 2010 - 09:53

Andrea queasto in Veneto si sta facendo….

Andrea F. 3 gennaio 2010 - 00:13

Rispondo a coloro che giustamente fanno notare come in questa vicenda i più coerenti nella scelta di sostenere Nichi Vendola siano i compagni della federazione della sinistra:
se Laboratorio Puglia deve essere , che sia banco di prova per una convergenza e un’unità d’intenti delle due sinistre (anche ,magari , in previsione della costruzione di un’alleanza di sinistra a livello nazionale) ,meglio se si riuscisse a ripetere l’esperimento anche in altre regioni dove andare con il Pd arrecherebbe un danno d’immagine , ad esempio Calabria e Basilicata (regione questa in cui guarda caso il candidato del Pd ha incassato l’appoggio dell’UDC).

Lucio 2 gennaio 2010 - 20:08

Sono del PRC e non vi amo affatto…però chiedo al PD :quale presidente di Regione uscente,che ha governato diciamo discretamente una Regione mai stata di Sinistra avrebbe accettato di mettersi da parte senza manco fare le primarie da voi introdotte?
A prescindere da tutte le considerazioni(vendola ha fatto molti errori e non è un santo) è un assurdo politico….in questo contesto è di gran lunga il migliore Presidente che la Puglia può avere…(però non credo che si possa fare il portavoce di un partito ed il presidente di regione,ma questi sono problemi vostri..)

Giuseppe 2 gennaio 2010 - 19:25

Scellone hai proprio ragione…loro sin dall’estate hanno sostenuto Vendola….la cosa incredibile(e questo va indagato) e che a qualcuno dei nostri ha dato fastidio….

Scellone 2 gennaio 2010 - 18:29

Lo dico senza ipocrisia.bravi i compagni del prc e della federazione,che senza se e senza ma hanno dato,da subito,il sostegno a Vendola.e questo non va assolutamente dimenticato.

Annarita 2 gennaio 2010 - 16:36

Vorrei un tuo commento, Nichi, sul triste epilogo pugliese: scomparsa di Emiliano (che figuraccia dopo tutto quel casino! io mi vergogno!), silenzio del PD e forse un po’ troppo silezio anche da parte nostra. O no?
Non sarebbe male anche un commento sull’articolo di Flores d’Arcais sul Fatto (riporto solo uno stralcio: «come ti viene in mente che la mia proposta abbia a che fare, anche solo alla lontana, con un rassemblement di “signori delle tessere” e con “trattative con piccole burocrazie moribonde pronte a confluire per ricominciare a scannarsi tra di loro”? Questo è quello che continuano a fare le ennesime “rifondazioni” e neoconfederate SEL (credo significhi “sinistra ecologia libertà”), tristemente autoreferenziali e praticamente clandestine.»).

Battistino 2 gennaio 2010 - 09:03

Scusate ma per me la lettera di Emiliano aRepubblica è una vera schifezza. Piena zeppa di menzogne, la prima , e gravissima, è dove accusa vendola di non volere l’alleanza con la UDC, accusandolo di aver cambiato dalla sua scelta duranteb il rimpasto, mentre non nha il coraggio morale di scrivere che è la UDC ad aver cambiato. Altre ce ne sono la più volgare è dove accusa in pratica vendola di fare il gioco stesso della destra accomundalo alle strategie poltiche di Fitto. Trovo questa lettera immorale ecredo che riveli l’animo nero di chi la ha scritto, un uomno del potere, sicuramente falso nei suoi atteggiamenti populisti, assunti durante la campagna elettorale per l’elezione del sindaco di Bari.Questa lettera dovrebbe aprire gli occhi a tutti coloro che nel PD sono contrari alla pugnalate alle spalle data avendola, infatti continua ad accusarli di aver provocato incidenti, nonostante i numerosi video pubblicayi nella rete dimostrino il contrario, ma questa gente ha mucchi di pelo sullo stomaco, sono falsi evolgari, hanno l’arroganza del potere radicata nel loro animo , se ancora ne possiedono uno.

Fornaro Tonino 1 gennaio 2010 - 17:14

Il vulnus creato dalla debolezza politica del PD ,con le sue divisioni interne ,la mancanza di una strategia di sinistra ,sia pure moderata,pesano sulle spalle di Emiliano e di Vendola.Se la lettera del sindaco di bari avrà come esito la sua rinuncia alle primarie,sarà l’unico atto politico serio di un esponente del PD .Tuttavia carica su Vendola una grande responsabilità che dovrà essere affrontata con determinazione e con una linea politica chiara .Porre le dovute attenzioni per allargare le alleanze ,ma precisa nelle scelte programmatiche per portare avanti ciò che è stato chiamato “la primavera pugliese .Da tutta Italia verrà il pieno sostegno a Vendola , per battere i vari Fitto e la destra e per dimostrare ancora una volta che gli inciuci dalemiani dividono e indeboliscono la sinistra . Tonino Fornaro

Roberto D'andrea 1 gennaio 2010 - 13:10

Due parole di ringraziamento per la Federazione della Sinistra no eh?

Cesiano Del Maso 1 gennaio 2010 - 11:59

Carissimo Nichi, gentilissimo portavoce nazionale, la nostra scommessa non è vincere per vincere e per sedere al caldo, ma cambiare il triste esistente. Lo dobbiamo ad oltre sei miliardi di persone, la cui stragrande maggioranza soffre la prepotenza di una sparuta minoranza. Lo dobbiamo ad un pianeta stanco, alle future generazioni che dovranno patire le conseguenze della nostra indifferenza. Lo dobbiamo a coloro che nutrono una speranza di cambiamento, ma anche ai tanti scettici. E tu lo puoi fare insieme a questa creatura che stiamo costruendo. Buon anno e buona campagna elettorale.
Cesiano Del Maso (coordinamento provinciale sel Siena).

Tonino Soldo 31 dicembre 2009 - 18:24

Caro Nichi intanto Buon e radioso 2010 e credo che tutto quello che sta accadendo bisogna leggerlo anche in modo diverso .. credo che tutta la pantomima abbia risvegliato in molte persone la passione per la politica e per quello che sta accadendo nella nostra Regione. Vai avanti anche solo con SEL perchè l’obiettivo è anche quello di ricostruire un grande partito della sinistra plurale ed ecologista. Vincere per non governare non ha
senso.

Gianfri: Iscritto Al Psi Nr. 3490 31 dicembre 2009 - 16:54

@LUCIANO (LI): appunto! Il problema è proprio quello, tutta la sinistra è con lui…e basta; ergo, si perde!

Gianfri: Iscritto Al Psi Nr. 3490 31 dicembre 2009 - 16:52

IL TESTO DELLA LETTERA DI MICHELE EMILIANO A SERGIO BLASI

Caro Sergio,
A questo punto della vicenda regionale occorre fare un punto definitivo, almeno per quanto mi riguarda. Come e’ noto io ho sempre considerato il presidente uscente come il candidato obbligato per le prossime elezioni. Pur avendo egli condiviso la necessita’ elettorale e strategica di un’alleanza con l’UDC ed avendola concretamente cercata (vedi incontro con Casini) durante il rimpasto di giunta di questa estate, egli oggi ritiene che la sua candidatura sia più’ importante della prospettiva politica aperta da quella alleanza. Questa sua opinione fa saltare la coalizione con l’Udc che abbiamo gia’ costruito in Puglia nelle scorse amministrative perche’ quest’ultima forza politica chiede al centrosinistra una candidatura diversa.

E qui sfortunatamente per me e per le persone che mi vogliono bene entro in ballo io. Perche’ dalle consultazioni in corso emerge gia’ due mesi fa che esiste un solo candidato che tiene insieme tutti i partiti e che dispone di sondaggi che rendono molto probabile la vittoria del cs alle prossime elezioni. Ed e’ solo questa la ragione di un pressing progressivo e sempre più’ insopportabile che – nonostante tutti i miei pubblici e categorici rifiuti, Ti ha obbligato qualche giorno orsono ad indicarmi quale candidato del PD. Tu hai formulato questa indicazione in totale solitudine e senza consultarmi e ciononostante non ho potuto rifiutarmi ancora perche’ altrimenti, per ragioni opposte e contrarie a quelle del presidente della regione, avrei definitivamente assunto su di me la responsabilita’ di avere distrutto la coalizione che puo’ farci vincere le elezioni.

La mia candidatura a questo punto doveva passare dalla assemblea regionale e poteva essere varata senza troppe complicazioni. Ma io sono il sindaco di Bari e non posso non anteporre la difesa della mia citta’ ad ogni altra considerazione. Ti ho a questo punto detto che non avrei mai accettato senza una modifica della legge elettorale che riconducesse alla legalita’ repubblicana la legge regionale pugliese che prevede l’incandidabilita’ dei sindaci delle citta’ più’ grandi. A questo punto Tu ed il capogruppo PD Maniglio mi avete pubblicamente assicurato il voto del PD sull’emendamento “salva Bari”. Ed allora ho deciso di accettare la Tua proposta senza ulteriori condizioni.

A seguito dei noti incidenti l’assemblea regionale non si e’ potuta svolgere. E sono dunque stato richiesto di accettare le primarie! Certo primarie anomale, perche’ pur trattandosi di primarie interne al PD, esse si svolgono tra il Presidente del partito ed un estraneo! E non v’e’ dubbio che si tratti di primarie interne al PD atteso che nessun’altra forza politica aderisce a questa consultazione. Nonostante questa anomalia ho detto ancora un altro si’ al partito democratico, ribadendo pero’ che l’emendamento “salva Bari” era la garanzia minima che chiedevo non per me, ma per la mia amministrazione che non poteva essere sciolta da un minuto all’altro. Ho letto ieri le Tue dichiarazioni su questo punto. Hai detto che il nostro segretario nazionale sostiene che il PD non puo’ votare la legge senza la condivisione di maggioranza ed opposizione.

Il presidente uscente ha ribadito la sua indisponibilita’ a votare la modifica nonostante la accettazione da parte mia delle primarie. Primarie che senza quell’emendamento non potrei che desiderare di perdere perche’ avrei fatto del male alla mia citta’. Come al solito Fitto ci aiuta a capire. Le sue dichiarazioni odierne confermano che la pensa come Te. Egli sa che se la Tua proposta di candidatura fosse la proposta del centrosinistra noi avremmo ottime possibilita’ di vincere le elezioni ed e’ per questo che lancia la stessa battaglia del presidente uscente e non vuole cambiare la legge elettorale pugliese. Nonostante la sua palese (sic!) incostituzionalita’ dimostrata dalla sentenza della Corte Costituzionale in un caso identico che Ti ho consegnato.

Potrei andare avanti, dimettermi da sindaco, come correttamente mi chiede Fitto, gestire durante le primarie la violenta reazione di tutte le centinaia di eletti che perderebbero il posto e che certamente, destra e sinistra, non voterebbero per me alle primarie, fare le primarie anomale con il presidente uscente, e poi cominciare la campagna elettorale, sperando che i sostenitori più’ accesi del mio antagonista abbiano accettato veramente il risultato delle primarie e sperando che nel frattempo Io sud, Udc ed Idv non si siano stancati di noi e del nostro dramma.

La campagna elettorale dovrebbe poi sopportare il disappunto dei baresi nell’aver perso il loro sindaco e la loro amministrazione non per un bel progetto condiviso da tutti (almeno nel PD) ma per una battaglia di potere che abbiamo dovuto lanciare a causa della indisponibilita’ del presidente uscente ad indicare un suo successore che riuscisse dove lui ha fallito e cioe’ nel costruire uno straccio di coalizione che lo sostenga. A questo punto ho dei doveri verso me stesso e verso la mia storia personale. Io non sono un politicante senza mestiere incapace di capire che non sono più’ in grado di rappresentare il progetto politico necessario alla costruzione del bene comune. Io sono un magistrato, un sindaco, il Presidente del mio partito, sono una persona seria ed in queste qualita’ io ti dico che a questo punto, al Tuo posto, andrei dal presidente uscente gli direi che vista la situazione di disfacimento nella quale ci troviamo, lasci a lui la decisione. O si fa da parte e ci lascia indicare il candidato con maggiori possibilita’ di vittoria oppure assuma la guida del centrosinistra o di quel che ne rimane e cominci la campagna elettorale subito, senza ulteriori perdite di tempo.

Io faro’ la mia parte per la Puglia e per il mio partito, senza rimpianti ed anzi con grande sollievo. Non credo ci possano essere altre soluzioni. Un ultimo invito a me stesso: mettiamo da parte tutti i rancori e salviamo almeno cio’ che di buono abbiamo fatto in passato.
Un forte abbraccio.
Michele Emiliano

Francesco P. 31 dicembre 2009 - 15:22

Verrebbe da pensare che da un momento all’altro qualcuno spunterà da un angolo di strada e ci dirà “sei su scherzi a parte!”. Davvero sembra una buffonata inquietante;i tira e molla di Emiliano fanno ridere poco e lasciano solo disgustati.
A me viene anche da farmi qualche domanda, una su tutte: perché, ora, questa mossa?
E, in effetti, mi sono dato alcune risposte plausibili:
1- sa di perdere: i sondaggi sono impietosi e perdere le primarie sarebbe la fine dei sogni di gloria di Emiliano e D’Alema.
2- prende tempo: se venisse approvata la legge elettorale regionale, Emiliano tornerebbe in corsa, lo farebbe millantando un dovere di patria. Non è improbabile uno scenario simile: chi ha portato il conto dei cambi di rotta del PD, da giugno ad oggi?
3- le ragioni che adduce Emiliano mi inquietano: penso che voglia mettere Vendola nell’angolo. Perché si sa che la coalizione allargata non funzionerebbe, incassati i no di
Unione dei Camorristi(UdC) e Italia della Vergogna(IdV) sul nome di Nichi, l’unica soluzione possibile sarebbe l’arrivo di un salvatore della patria (lo stesso Emiliano o…Boccia?) per portare il centro(poco)sinistra alla vittoria (…). A quel punto, con i no di Casini e DiPietro e la necessità di far numero, la palla passerebbe nelle mani di Vendola che giustamente chiederebbe “ma perché mi dovrei ritirare?insisto: si facciano le primarie!”. E avrebbe più che ragione!
A quel punto, la coalizione si potrebbe spaccare, non essendoci i tempi tecnici per svolgere le primarie. Centristi (ed arrivisti) del PD con IdV e UdC (DiPietro e Cuffaro: che bello!) con un nome a difesa dei poteri forti, quel rompiscatole di Vendola con i compagni della sinistra del PD, e i comunisti, più qualche socialista e verde. Allora sarà facile fare un fuoco incrociato su di noi, saremo definiti estremisti, terroristi, ecc…Saremo accusati di essere chiusi, teste di cazzo che guardano al passato, perché crediamo che la sanità debba prima di tutto curare, l’Università debba formare, le ferrovie debbano servire prima di tutto i pendolari, l’energia deba essere pulita, l’acqua debba restare pubblica, i migranti debbano essere accolti, la camorra ed il lavoro nero annientati. Ci diranno che non siamo capaci di guardare al futuro, ai benefici della privatizzazione. A proposito sarebbe interessante citare mister “vendiamo le coste”, Tremonti, quello che ora fa il (falso) no global, dopo che a Genova mandava i caramba a sparare ai manifestanti: lui è il classico esempio di chi si sta rimangiando quello che ha detto in passato (anche se lo fa furbescamente: per lui lo Stato interviene a mettere una pezza al culo dei privati, guardate Alitalia, e la Bad Company). Dico questo solo per gradire, e ricordare che infami abbiamo al governo…
Tornando a noi: si creerebbero le condizioni per una scelta.
O ritirare la candidatura di Nichi (dico la mia: giammai!) e sostenere il solito manager di Confindustria che corre col PD.
O ci si arma di coraggio e si va avanti con Nichi e la coalizione Rosso-Verde, succeda quel che succeda. Ma guardate che la cosa avrebbe due risvolti di cui tener conto:
1- intanto c’è da dire che Nichi è amato più di Emiliano, e di chiunque altro al loro posto. E’amato per quello che ha fatto, è amato perché viene dalla gente, è amato perché sa dare concretezza alle proprie idee. E’amato perché vittima di una congiura, da parte di buffoni della casta, che hanno perso la faccia. Nichi potrebbe farcela sul serio.
2- si potrebbero creare le premesse per riallacciare le fila del dialogo con il popolo (e i partiti) della sinistra italiana. Che finalmente si troverebbe riunita attorno ad una figura in grado di rappresentare tutti.
E’ quello che attendiamo da sempre. E’, secondo me, anche uno dei compiti di SEL.
Se dovesse essere questo lo scenario io dico: Nichi, proviamoci!
Perché senza di te, in Puglia, si tornerebbe ai tempi di Fitto, quando ci chiudevano l’erogazione dell’acqua per far montare la rabbia contro la gestione pubblica dell’acquedotto, e giustificarne la vendita.
Compagno, la riuniamo la sinistra?

Antonio Rizzi 31 dicembre 2009 - 13:43

Emiliano sempre più ridicolo!

Francesco Agresti 31 dicembre 2009 - 13:08

Per il bene dei cittadini pugliesi e di tutti noi di sinistra ecologia libertà,ti vogliamo di nuovo presidente della Regione Puglia.Nichi,tanti Auguri di un grande 2010!!!Francesco Agresti Coordinamento provinciale Sinistra Ecologia Libertà di Lucca!!

Antonella 31 dicembre 2009 - 12:49

Emiliano ha ritirato la candidatura: perchè??
Sarebbe curioso avere delle motivazioni, quelle vere…
io da cittadina vorrei saperle…
http://bari.repubblica.it/dettaglio/primarie-del-centrosinistra-il-sindaco-emiliano-si-ritira/1817666

Slayered 31 dicembre 2009 - 12:26

dal sito Repubblica Bari Michele Emiliano non è più disponibile a fare le primarie per la scelta del candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Puglia per le regionali del 2010. Il sindaco di Bari lo ha fatto sapere con una lettera inviata al segretario regionale del Pd, Sergio Blasi. Emiliano è anche presidente dell’assemblea regionale del Partito democratico

Daniele Monacchini 31 dicembre 2009 - 12:04

Caro Nichi,
buon anno; che sia migliore di questa burrascosa parte terminale. E forza per le primarie, perchè per SeL serve una mobilitazione nazionale a sotegno della tua ricandidatura e della tua rielezione. Certo il vulnus è difficile da riparare. Ed è proprio sempre maggiore la diffidenza verso alcuni esponenti del PD, anche nelle realtà territoriali in cui viviamo. Esiste una studiata tendenza a farci fuori alla quale dobbiamo rispondere con la forza decisa e tranquilla che tu hai dimostrato di avere in questi mesi. Daniele Monacchini, consigliere comunale di SeL-Cortona

Luciano (li) 31 dicembre 2009 - 11:56

Forza NICHI,tutta la sinistra è con te.

Davide 31 dicembre 2009 - 11:18

E’ “normale”,purtroppo che in politica quando si considera il Governo come uno strumento di cambiamento di trasformazione dell’esistente quando con scelte concrete si danno ali ai sogni è proprio in quell’istante che l’arroganza e la cecità del potere fa muro perchè tutto cambi perchè niente cambi.Governare con radicalità intesa come il dovere civico della politica di dare risposte ai problemi della gente ai bisogni ai desideri delle persone in carne ed ossa è possibile e i tuoi cinque anni sono la dimostrazione.La politica “politicante” ha paura delle idee che si fanno pressi politica reale e non velleitaria.La Puglia spaventa i cultori delle congenti necessità e del tema della governabilità come totem di una politica che è comitati di affari e potere nel senso più deleterio del termine.Per queste cose e per le tante altre che si potrebbero scrivere spero

Gaetano 31 dicembre 2009 - 10:49

E’ con il nodo alla gola e gli occhi lacrimanti che ti auguro di vincere queste elezioni e sai perchè? Perchè in te, nel tuo operato al governo della Puglia ho visto materializzarsi,rendere possibili i miei sogni di uomo di sinistra. Ti auguro che il tuo ed il mio pensiero di un cristianesimo puro, anche se non mistico,(parlo del concetto di prossimo, quello più bisognoso in tutti i sensi, da te sempre tenuto presente nella tua azione di governo) ti aiuti ad ottenere non in modo strumentale il consenso di tutti i cattolici.

Barbara 31 dicembre 2009 - 09:50

Bellissime le tue parole è proprio questo che manca ai nostri politici, lavorare con coscienza, senza essere spocchiosi, senza usare il potere per propria mera gratificazione, voi politici dovreste essere come dei bravi padri di famiglia, insegnare il rispetto, la giustizia per la res publica, perché lo stato siete voi, siamo noi, è come quando da bambini la nonna ci insegnava a non buttare la carta in terra, ma a metterla nella nostra tasca o come quando ci spiegava di cedere il posto a sedere alla persona anziana o alla donna in gravidanza o alla persona invalida o quando ci sgridava se avevamo rubato i gessetti della lavagna, o di chiudere il rubinetto dell’acqua, perché l’acqua è un bene prezioso o tante altre cose, forse una nonna all’antica del 1900, ma quegli insegnamenti sono il nostro tesoro.
Abbiamo avuto filosofi, storici, scienziati, economisti, premi nobel, abbiamo avuto i migliori insegnanti, è mai possibile, che non riusciamo a far tesoro di tutto questo per noi, per i nostri figli, per i nipoti.
Caro Nichi io non sono pugliese, ma vorrei avere nel nostro paese mille Vendola, mille Fava, milioni di persone oneste, che ha rispetto per la res publica.

Armando Bacchetti 31 dicembre 2009 - 05:16

Nichi,l’affetto personale,la solidarieta politica,mia e di tanti copagni e compagne ti accompagneranno anche in questa battaglia,siamo convinti tutti che il risultato finale sarà solo un aspetto di questa vicenda,per ora conta solo come questa
vicenda e stata condotta,per chi e in nome
di cosa hai sostenuto questo scontro.
In questi due aspetti caro Nichi hai gia vinto,
nella tua condotta in questi mesi c’è un contributo grande alla politica a come la politica dovrebbe essere un contributo grande
a SEL di cui sei stato nominato dirigente nazionale.Credo quindi che in Puglia ci si misurerà su una questione che ha valore nazionale,la politica i suoi modi ,il centro sinistra il suo destino,il mezzogiorno le condizioni politiche per il suo sviluppo.
Nichi vai avanti SEL e molto di più in Italia
stanno guardando l’esito di questa battaglia.
I compagni e le compagne sanno sin d’ora che
dovranno fare con te un pezzo di campagna elettorale,sono molti ancora i pugliesi sparsi
per l’Italia dovremo cercare di farli venire a votare tutti e magari qualcuno se può venire
giù qualche settimana prima del voto a dare una mano,iniziare subito anche nel nord a parlare di queste vicende a far conoscere la
posta in gioco il popolo di internet puo essere
coinvolto se sara necessario costruiamo gemellaggi tra circoli tra paesi e comunità
per fare pesare su questa vicenda il contributo
che compagne e compagni potranno e vorranno dare. UN abbraccio e un augurio di un buon 2010, dalla Toscana.

Stefano 31 dicembre 2009 - 01:05

come ho già scritto nell’altro tread… e questa dichiarazione di vendola lo conferma:

a me pare che il giochino é stato confezionato a puntino.
Ora ci son le primarie, Vendola le perderà a fronte della grigia mobilitazione antivendola dei poteri forti.
a questo punto vendola, sconfitto, si accomoda in second’ordine a sostegno del candidato pd. salvando capra e cavoli. tanto rumore per nulla. altro che o nichi o rompiamo col pd…

Antonio Pacifico 31 dicembre 2009 - 01:04

Caro Nichi non soltanto la Puglia ma il mondo intero avrebbe bisogno di gente come te!
Complimenti!

Michele 30 dicembre 2009 - 21:53

Caro Niki , che dire : sei straordinario ! In questo assurdo braccio di ferro a cui ti hanno costretto i notabili del PD , hai saputo mantenere un atteggiamento fermo e sereno , attento agli interessi generali della tua regione senza perdere di vista la tua appartenenza. Alla fine hanno dovuto convenire sulle tue posizioni e tu chiudi la vicenda con parole superbe, con una lezione di stile alla quale nessuno era piu’ abituato. Questo paese ha bisogno di gente come te. Grazie , Niki

Pasquale Pandolfi 30 dicembre 2009 - 21:34

Caro Nichi,
poche righe, chiare ed essenziali, che esprimono il coraggio della tua coerenza. L’equilibrio, L’atteggiamento, la dimostrazione di chi intende costruire veramente qualcosa di diverso alla ricerca di quegli elementi positivi che possano essere quel valore aggiunto alle cose che sono il bene comune.
Buon anno

Lucia Panzieri 30 dicembre 2009 - 21:13

Caro Nichi, ci hai ridato la speranza nel futuro, con la tua bellezza. Vorremmo essere tutti pugliesi per darti la nostra preferenza. Non cambiare mai, buon anno di cuore, Lucia

Maurizio 30 dicembre 2009 - 20:43

“ho lasciato un segno positivo, ho piantato un seme.”
ti auguro di poter continuare a curare quel seme, quella pianta…quella vita.
in bocca al lupo Nichi

maurizio

Doriano Simeoni 30 dicembre 2009 - 19:42

Come sempre sei una persona eccezionale e corretta, purtroppo però questi requisiti in politica spesso diventano difetti perchè vengono scambiati dagli altri per ” debolezza “. Ad eccezione della Puglia in tutti gli altri casi, quando i candidati del PD devono fare il secondo mandato , non vengono fatte le primarie ed il secondo mandato è automatico. Penso che la nostra pazienza e la nostra correttezza politica non verranno ripagate dagli altri che invece sono cinici e spregiudicati. Dietro la vicenda pugliese come sempre c’è baffino, ma in Europa che sono un pochino più furbi degli italiani, l’hanno trombato proprio i socialisti e la sinistra sull’ipotesi di incarico per il ministero degli esteri. Mi meraviglio che Bersani e la Bindi abbiano avallato questa assurda situazione e non abbiano potuto fare nulla. Caro Nichi dobbiamo ancora crescere ed insieme agli altri dirigenti nazionali come Mussi,Francescato, Migliore, Cento, Fava e così via dobbiamo dar vita ad un grande partito della sinistra riformista, laica, ecologista e pacifista, allora ci rispetteranno! Il congresso andava fatto prima delle regionali, perchè sarebbe stata una importante ribalta. Un abbraccio e buon anno.
Doriano Simeoni

Antonello Natali 30 dicembre 2009 - 19:17

Questa esperienza finisce ma dopo le primarie e dopo le elezioni regionali la continuerai perchè i pugliesi sapranno scegliere il migliore.
Se posso permettermi un consiglio, occupati anche dei partiti, o meglio di chi li “occupa”, di molti di loro non ci si può fidare, anche se sono alleati.

Antonio 30 dicembre 2009 - 19:07

Caro Niki.
Da pugliese che vive al Nord,in un pezzo di terra d’Italia particolarmente assalita dalla cultura razzista della Lega e dei suoi alleati non posso che augurarmi, la tua vittoria .Credimi, quel giorno non sarà bello solo per la Puglia, terra che continuo ad amare intensamente , ma sarà un bel giorno anche per questa brutta Italia .
Ciao

Mario Bertolo 30 dicembre 2009 - 18:57

Basta leggere queste poche righe per capire chi è il migliore.
Ti saremo sempre vicini e sostenitori in questo delicato passaggio che è solo l’inizio di un impegno che tutti vogliamo duri almeno altri 5 anni.
Chiediamo a tutti i pugliesi di sostenerti con l’impegno che ha sempre contraddistinto quella terra meravigliosa.
mario bertolo SEL della Castellana (TV)

Angelo Torre 30 dicembre 2009 - 18:51

Caro Nichi, comprendo la tua posizione ed in gran parte la condivido, al contrario tuo, però, sono stanco della cultura del perdono, è sicuramente un mio limite, questo lo so, ma non posso nè perdonare, nè dimenticare le offese proferite da Emiliano, Blasi e Casini, sono intollerabili così come è fuori dalla mia cultura politica il solo pensiero di poter condividere un futuro percorso politico con chi pretende l’approvazione di leggi ad personam.
Tu dici di voler combattere la fabbrica delle paure che il centrodestra ha creato ed io ti credo, conoscendo la tua storia politica, ma consentimi di dirti che se vuoi veramente farlo, per il futuro, scegliti meglio i tuoi “fratelli”.

Paolo Perna 30 dicembre 2009 - 18:41

vai Nichi, tieni duro. Crediamo in te e non solo per la puglia,ma per l’intero partito della sinistra.

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