Direttamente da Parigi, l’OCSE ha tuonato la sua sentenza sulla situazione salariale in Europa e guarda caso l’Italia si trova al 23° posto della classifica, addirittura meglio di noi la Grecia.
In effetti è da tempo che gli stipendi degli italiani sono notevolmente erosi, alcune stime sostengono che negli ultimi cinque anni i lavoratori hanno perso più di 2.000 euro. Insomma si acquista alimentando il debito delle famiglie. La “rincorsa salariale” è determinata da una crescita delle retribuzioni inferiore all’inflazione reale e nasconde un effetto di trascinamento della perdita di potere d’acquisto: un lavoratore dipendente oltre alla perdita dell’anno in corso non recupera la diminuzione del potere d’acquisto nemmeno dell’anno precedente.
Ecco come sostiene sempre l’OCSE lo stipendio di un lavoratore italiano è inferiore del 16,5% rispetto alla media calcolata dalla stessa organizzazione confrontando tutti i paesi membri. Più trascorrono i mesi e più la situazione potrebbe ulteriormente peggiorare, considerando le dinamiche legate sia all’aumento del prezzo del greggio che delle tariffe energetiche. Se consideriamo invece l’imposizione fiscale, quindi il peso delle tasse sul salario, l’Italia si attesta al 6° posto con un bel 46,5%, stipendi più bassi con una tassazione più alta, più alta soltanto per i lavoratori, che pagano come sempre in prima persona l’evasione che attanaglia questo Paese, governato da corrotti e corruttori.
Le famiglie che ricorrono spesso nei discorsi politici e negli articoli di stampa, sono le prime a pagare a caro prezzo queste devastanti situazioni, oggi come non mai formare una famiglia è difficile, anche se per fortuna alcune indagini sociologiche mostrano che tra i primi valori anche dei giovani di oggi c’è la Famiglia. Immagino che per ogni cittadino siano motivo di sofferenza le difficoltà che segnano molte delle nostre famiglie: giovani coppie che non riescono a sviluppare un progetto pur sognato per mancanza di risorse; instabilità economica e incertezza sul futuro sempre più marcate; situazioni conflittuali che determinano crisi a volte drammatiche come separazioni, divorzi, abusi nello stesso ambito familiare, abbandoni.
La Famiglia deve essere considerata la più importante risorsa vitale della nostra società, grazie ad essa dobbiamo il nostro sviluppo; sostenerla deve essere un dovere di tutti. Del resto, quale ambiente è in grado di garantire la qualità della vita se non la Famiglia? Sicuramente ci potranno essere altri contesti che in parte la sostituiscono o la integrano, ma anche oggi la Famiglia costruita su relazioni umane significative e su valori autentici conserva un ruolo fondamentale sulla formazione e il benessere di ogni persona.
Le Famiglie devono essere protagoniste della vita sociale, proponendo o meglio esigendo una politica familiare più concreta ed efficiente, altrimenti diverranno le prime vittime dell’odierna intera classe politica.
Andrea Sironi
hO DIMENTICATO DI AGGIUNGERE CHE QUANDO SI PARLA DI CRISI DELLA FAMIGLIA,IL NON GUADAGNO O IL POCO GUADAGNO PROVOCA CRISI NELLA FAMIGLIA PERCHE QUESTI LAVOTARORI (TRATTATI DA UN CAPORALATO CHE OGGI SI CHIAMA COOPERATIVA ) SI SENTONO UMILIATI ED AL COSPETTO DELLA PROPRIA MOGLIE O MARITO ED AI FIGLI SI SENTONO DI SERIE 0,QUANDO POI SANNO QUANTO GUADAGNANO I POLITICI PER ESEMPIO,CHE TRISTEZZA SAPESTE………..