Scegliere deputati e senatori si può. Con le primarie

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Di fronte alle laceranti spaccature nel centrodestra che stanno portando alla paralisi del governo e ad una grave crisi istituzionale, il dibattito nei gruppi dirigenti del Centrosinistra resta asfitticamente incentrato sul come evitare le elezioni e ancor più quelle primarie di coalizione che consentirebbero di affidare la scelta del candidato premier al popolo del centrosinistra, sottraendola appunto alle tattiche ed agli accordi tra partiti. Si invoca un governo tecnico con la motivazione che la legge elettorale attualmente in vigore sia inaccettabile e vada cambiata.

Siamo del tutto d’accordo sul giudizio in merito alla legge elettorale, e speriamo che tutti i partiti del centrosinistra facciano tutto il possibile per ottenere la sua modifica.

Ma se non ve ne saranno le condizioni, e se davvero i dirigenti del centrosinistra ritengono inaccettabile la sottrazione della scelta dei propri rappresentanti al “‘popolo sovrano”, esiste un modo semplice per restituire questo diritto ai propri elettori: affidare la scelta dei candidati al parlamento a primarie aperte che consentano di comporre le liste bloccate secondo l’ordine dettato dalle preferenze raccolte alle primarie. A favore di questa logica e naturale soluzione si sono gia’ espressi autorevoli esponenti del centrosinistra.

Sinistra ecologia libertà può e deve dare un forte segnale esprimendosi subito a favore di questa scelta, impegnando in primo luogo se stessa a scegliere i propri candidati alle elezioni politiche, e comunque sempre laddove non sia prevista la possibilità di esprimere le preferenze, attraverso lo strumento delle primarie aperte.

Questa assunzione di responsabilità consentirebbe a SEL non solo di evidenziare la propria capacita’ di porsi come soggetto politico realmente innovativo – e porsi anche in questo caso come ‘sparigliatore’ di vecchi metodi e logiche – ma anche di rafforzare ulteriormente la possibilita’ che si costruisca una nuova coalizione di centrosinistra in cui, attraverso le primarie, il potere di scelta su nomi e contenuti sia definitivamente affidato a quelpopolo che ha gia’ dimostrato più volte maggiore generosità, saggezza e spirito unitario di quanto abbiano fatto coloro che si trovavano ai vertici dei partiti.

Si tratterebbe, dunque, di un’importante e positiva spinta per il percorso avviato da Nichi Vendola, la cui candidatura alle primarie sta riscuotendo sempre maggiore consenso proprio per la sua capacità di rappresentare un vero cambiamento non solo delle idee e dei programmi, ma anche delle pratiche politiche.

Proponiamo quindi che la scelta dei/delle candidati/e di SEL alle elezioni basate su sistemi di voto che non consentano l’espressione di preferenze, avvenga sempre attraverso il metodo delle primarie aperte e che tale principio venga inserito nello statuto che verrà approvato dal congresso del prossimo ottobre.

Guido Allegrezza
Fabio Bonanno
Luana Di Molfetta
Simone Petrangeli
Ileana Piazzoni
Nazzareno Pilozzi
Davide Santonastaso
Giancarlo Torricelli

Ci sono 47 commenti per questo post
Facebook Per Le Primarie Del Centrosinistra 30 agosto 2010 - 13:20

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Alessandro Porcelluzzi 28 agosto 2010 - 19:20

La forza di Vendola è stata proprio nel rappresentare il primo esperimento di primarie vere. Primarie in cui il popolo ha scelto una opzione politica, non semplicemente questo o quel candidato calato dalle oligarchie. Non interrompere questo flusso di rinnovamento e partecipazione è un dovere per il nostro partito. Se voteremo con questa legge elettorale (orribile), dobbiamo pretendere che le liste siano composte attraverso questo metodo.

Roberta Mollicone 28 agosto 2010 - 13:24

mi piaceeee, sono d’accordo, a patto che i candidati li decida il “popolo di SEL” e no a liste bloccate!

Mauro Morelli* 26 agosto 2010 - 18:53

Nessun astio, credimi. E nemmeno polemica. Solo non condivido l’idea che le primarie siano, a questo giro, la panacea di tutti i mali.
L’ho già sentita, questa solfa,e sai quando? Quando si doveva introdurre il maggioritario e l’elezione diretta di sindaci e presidenti vari, con uno sguardo al rpesidenzialismo.
E non credo sia stata una cosa così positiva. Ne penso che sia opportuno che un partito come il nostro dibatta di questa roba, quando c’è un sistema politico intero da riportare in democrazia. Decidiamoci a discutere del cambiamento della legge elettorale e lasciamo eprdere ipotesi plebiscitarie che non ci appartengono. Resta chiaro che ci sono opportunità che vanno colte, ma da qui a farne una bandiera, ne passa molta di acqua sotto i ponti.
Gli sbarramenti? Non sono democratici, a mio avviso.
E la crisi del centrodestra dimostra che la “governabilità” ottenuta attraverso le leggi elettorali è altrettanto fragile di quella che avevamo negli anni prima della riforma maggioritaria.
Il bipolarismo, semprechè non si tratti della sfida tra un centro ed una destra, lo trovo, invece, una risorsa se basato sulla politica. Ma non per questo voglio escludere dalla rappresentanza milioni di persone che votano secondo le loro idee ed esprimono le loro opinioni attraverso il voto a partiti minori.
Non condivido le “holding” del voto, come PD e PdL, secondo cui il mio voto sarebbe di fatto meno valido del voto di un loro elettore. E che, poi, senza vergogna arraffano i contributi elettorali anche degli elettori non loro.
Non condivido nemmeno il “senato federale” eletto in via indiretta (leggi nominato) dai consigli regionali. per me le cariche pubbliche devono essere elettive e scelte con la preferenza singola.

ma spero ci sia un luogo più adatto, nel partito, per questa discussione rispetto ai commenti ad un post.

Peace and Love

*SEL Napoli.

Franco Astengo 26 agosto 2010 - 11:07

Caro Massimiliano, è il vecchio Milani-Pasquino (commissione Bozzi, 1985, alla quale ho lavorato com ghost-writer del compianto Eliseo) riadattato ( quel progetto comprendeva, infatti, collegi più piccoli crando uno squilibrio nel risultato tra Nord e Sud. Poi la commissione chiuse i battenti e non se ne fece più nulla. Nel Pdup in quel momento si era in pieno “mitterandismo”, per questo motivo la ricerca sui due turni. Oltre ai discorsi di Epinay). Ancora un ricordo: la prima bozza di un sistema di questa tipo la elaborammo Magri e lo scrivente, nella sede di pace e guerra in via Muzio Clementi. Grazie per l’interlocuzione Franco Astengo

Massimiliano Smeriglio 26 agosto 2010 - 10:56

condivido tutto

Franco Astengo 26 agosto 2010 - 09:14

Di seguito risposta ad Antonello Natali
IPOTESI DI SISTEMA ELETTORALE: PROPORZIONALE A DOPPIO TURNO CON PREMIO DI MAGGIORANZA
Allo scopo di avviare, nelle sedi più diverse, la discussione sulla modifica (necessaria) del sistema elettorale e proponendo anche modifiche costituzionali importanti dal punto di vista della rivitalizzazione della centralità del Parlamento (monocameralismo o seconda camera delle Autonomie locali eletta, come il Senato Francese, in via indiretta; statuto delle opposizioni; sfiducia costruttiva) riprendiamo, da precedenti elaborazioni portate avanti negli anni scorsi, una idea di sistema elettorale a doppio turno, sulla base di circoscrizioni interregionali, con voto di preferenza (anche plurimo, si potrebbe pensare a due preferenze esprimibili).
Nel caso di compresenza tra Camera dei Deputati eletta a suffragio universale e Camera delle Autonomia eletta con un sistema di secondo livello, è evidente che la fiducia al Governo dovrà essere concessa soltanto dalla Camera dei Deputati.
A questo modo (trattandosi di circoscrizioni ampie, anche se l’assegnazione dei seggi all’interno della circoscrizione avviene con il metodo d’Hondt, sicuramente preferibile, è possibile, a differenza del sistema spagnolo e del progetto Ceccanti-Vassallo del 2007, avere la rappresentanza anche delle formazioni minori, senza privilegiare troppo le forze entnoregionaliste) potrebbe essere garantito l’equilibrio tra rappresentanza e governabilità, all’interno di un sistema dove la convivenza bipolarismo e presenza delle forze politiche risulterebbe possibile (riportiamo l’attenzione a quanto riferito poco sopra su statuto delle opposizioni e sfiducia costruttiva).

FUNZIONAMENTO

ISTITUZIONE DI RIFERIMENTO: PARLAMENTO MONOCAMERALE COMPOSTO DA 500 MEMBRI
ASSEGNAZIONE DEI SEGGI: 400 SEGGI AL PRIMO TURNO CON CRITERIO PROPORZIONALE, 100 SEGGI AL SECONDOTURNO CON PREMIO DI MAGGIORANZA ALLA LISTA O ALLA COALIZIONE VINCENTE, NELLA SEGUENTE PROPORZIONE: 75 A 25;
MECCANISMO DI VOTO AL PRIMO TURNO: L’Italia sarà suddivisa in 9 grandi circoscrizioni (Piemonte,Valle d’Aosta e Liguria 40 seggi; Lombardia 67 seggi; Emilia – Romagna 32 seggi; Triveneto 53 seggi; Toscana, Marche e Umbria 44 seggi; Lazio, Abruzzi, Molise 50 seggi; Campania 35 seggi; Puglia, Basilicata e Calabria 39 seggi; Sicilia e Sardegna 40 seggi).
ASSEGNAZIONE DEI SEGGI AL PRIMO TURNO: Si presentano le forze politiche senza alcun vincolo tra di loro, e all’interno di ciascheduna circoscrizione si assegnano i seggi con il metodo d’Hondt (senza clausola di sbarramento). A questo modo le forze politiche si misurano ed ottengono seggi senza la defatigante contrattazione nei collegi ( l’ultimo quoziente, per ogni circoscrizione si aggira tra gli 80 – 90.000 voti).
ASSEGNAZIONE DEI SEGGI AL SECONDO TURNO. E’ evidente la necessità di formare coalizioni molto larghe. Alla coalizione vincente saranno assegnati 75 seggi, a quella perdente 25 (una proporzione in grado,appunto, di garantire la governabilità). Per il secondo turno sarebbe preferibile che i partiti apparentati formassero una sola lista che dovrebbe essere bloccata (senza preferenze) dove i singoli partiti sono sarebbe rappresentati in misura percentuale pari al risultato del primo turno.
Naturalmente è legittimo immaginare ( o sognare) la combinazione che si vuole al secondo turno (anche la presentazione di liste isolate o di mini – coalizioni: di fatto la minoranza sarebbe suddivisa anch’essa con il metodo d’Hondt).
Savona ,li 8 Agosto 2010 FRANCO ASTENGO

Antonello Natali 26 agosto 2010 - 00:39

Caro Mauro, colgo un certo astio nelle tue parole, forse qualcuno ha detto che i temi che sollevi non vanno discussi? Fatti una camomilla e ragioniamo. Anch’io sono contrario a primarie aperte a tutti, preferisco primarie degli iscritti. Vuoi un proporzionale puro o come preferirei con sbarramento? Hai proposte per modificare le leggi elettorali per gli enti locali? Faccele conoscere e potremmo discuterle. Cerchiamo di essere positivi e propositivi senza fare polemiche a tutti i costi; grazie.

Mauro Morelli* 25 agosto 2010 - 22:28

Il problema cari compagni è la visione che si ha del partito in relazione alla società.
Un partito radicato nella società e nei territori non ha alcun bisogno di lasciare la selezione della classe dirigente al consenso popolare poichè intercetta, proprio perchè radicato, i bisogni, le aspettative, le difficoltà ed i vizi di quello stesso popolo. E di conseguenza riesce a dare una adeguata rappresentanza di questi quando propone le sue politiche e le liste elettorali.
Inoltre, inutile sbatterci la testa, la democrazia funziona solo su una base elettorale certa. Non ha alcun senso infatti fare elezioni primarie “aperte” al voto di tutti, anzi è pericoloso poichè si rischia di esporsi a “cammelli” in quantità.
Inoltre non esistono regole certe per queste primarie, non si capisce chi sosterrebbe i soldi e soprattutto non si capisce perchè chi perde le primarie si dovrebbe candidare, sapendo di non essere certamente eletto.
insomma questa proposta fa acqua da tutte le parti.
Vogliamo, poi, discutere degli effetti della riforma dell’elezione diretta dei sindaci/presidenti di regione/provincia? oppure è una cosa che non ci interessa?
Vogliamo discutere di una riforma in senso proporzionale delle assemblee elettive (tutte)? O nemmeno questo ci interessa?
Le primarie vanno nel senso di un sistema maggioritario, non proporzionale. Ed, in generale, non fanno parte della mia cultura politica.
Poi ci sono le eccezioni, ovviamente. Ma queste sono opportunità da cogliere, non regola scritta nella pietra.
Al lavoro ed alla lotta.

*SEL Napoli.

Franco Astengo 25 agosto 2010 - 12:26

E’ proprio perchè credo di conoscere abbastanza bene il meccanismo delle primarie, almeno nel modello “ufficiale” che è quello USA, che sono assolutamente contrario, nella situazione italiana all’uso di questo strumento. Fra l’altro, in Italia, manca il dato fondamentale che è quello della certezza della platea dell’elettorato attivo (occorre, cioè, preventivamente, che quanti intendono votare alla primarie si iscrivano ad apposite liste elettorali, che negli USA servono per votare anche alle “secondarie”). Si tratta di un dato decisivo, che fa la differenza. Certo, in un sistema fondato su partiti radicati nella società e non di tipo “azienda” o “elettorale-personale” come nel caso italiano la scelta interna, senza competizione, ma attraverso il dibattito democratico nelle strutture rimane di gran lunga preferibile. Così come è assolutamente sbagliato il modello dell’elezione diretta per cariche monocratiche, che ha portato, negli Enti Locali alla moltiplicazione dei centri di nomina e di spesa in una dimensione al rigardo della quale il compianto Maranini (inventore del termine “partitocrazia”) impallidirebbe soltanto al pensiero. Grazie per l’attenzione Franco Astengo

Dario Bonaiti 25 agosto 2010 - 09:44

Secondo il ragionamento di Franco Astengo e Mauro Morelli quindi la richiesta di Vendola di fare primarie sarebbe “plebiscitarismo” e, sempre secondo il loro ragionamento, meglio sarebbe che il candidato premier venisse scelto da una ragionata scelta dei gruppi dirigenti dei vari partiti. In tal caso quale potrebbe essere mai la probabilità di avere un cambiamento? Per quanto riguarda la competizione interna, i candidati alle politiche non sono i “gruppi dirigenti” che saranno eletti nei congressi dagli iscritti, e comunque saranno frutto di competizione interna né più né meno delle primarie, quindi non è certo quello il problema. Infatti non devono essere primarie chiuse ma primarie aperte, così da coinvolgere anche gli elettori, non solo gli iscritti.
E comunque consiglierei di informarsi di più e meglio sullo strumento primarie prima di dare certi giudizi, tanto più che il modo con cui le ha declinate il Pd è piuttosto singolare, in ogni caso è innegabile che è l’unica seria novità messa in campo da quel partito.

Mauro Morelli* 24 agosto 2010 - 23:25

A me questo furore ideologico legato alle primarie fa più paura che piacere. Non lo dico per fare il “Bastian Contrario”, ma perchè non vedo in questo strumento ne il futuro della democrazia, ne, in generale, la democrazia stessa. Certo ci sono occasioni nelle quali questo è uno strumento realmente democratico ed è evidente che possa servire a scardinare le forme pattizie più odiose dei partiti di centro (leggi PD ed UdC). Ma non possono e non devono diventare l’argomento di selezione della classe dirigente di un partito della sinistra. E’ sbagliato, assolutamente sbagliato ed alla lunga controproducente, affidare la selezione della nostra classe politica alla semplice ricerca del consenso. Non mi convince assolutamente lo strumento plebiscitario per prendere le decisioni cadine sulla selezione della rappresentanza di un partito che vorrebbe andare in parlamento.
Questa roba non è fatta per la sinistra. Stiamo vivendo tutti una stagione drogata dal plebiscitarismo, nella quale non importa cosa si dica, l’importante è il consenso. E non mi pare una cosa così positiva.
Battiamoci per le preferenze, ma non riduciamoci a ricorrere al consenso per scegliere come comporre le nostre liste.
C’è una differenza abissale tra il sottoporre agli elettori una lista ragionata, per competitiva e composta con un criterio di concorrenza, ed il farsi imporre la lista dal meccanismo del consenso, nel quale più di una volta ci sono ombre poco chiare e molto ma molto poco contrastabili (vedi primarie del PD).
Inoltre, perchè noi dovremmo metterci nelel condizioni di schiacciare il nostro corpo di iscritti in una perenne lotta a chi ha più consenso? Questo ha ucciso il PD nella culla, impedendo una reale aggregazione della comunità e dell’identità, trasformando la vita interna di un partito dall’essere “democratica” ad una lotta infinita di grumi di correnti. Per favore, non facciamo la stessa fine. Facciamo una scelta seria e responsabile e costruiamo il partito su una dialettica democratica interna, anche aspra nel confronto, e sulle scelte dei vari gruppi dirigenti cui daremo fiducia al congresso e non facciamoci prendere dal nuovismo che pervade l’italia.

*SEL Napoli.

Fabio 24 agosto 2010 - 15:52

Ammetto l’ignoranza in materia e chiedo venia per la bizzarria.
Qualcuno sa dirmi se sia vietata la presenza di due presidenti del consiglio?
Magari un uomo e una donna, magari dividendosi il singolo stipendio per due.
Fabio

Franco Astengo 24 agosto 2010 - 08:06

Mi scuso se esprimo, ancora una volta, la mia netta contrarietà alle primarie: elemento di esaltazione della negativa personalizzazione della politica e di distorsione rispetto alla vita interna di soggetti politici che siamo chiamati a rinnovare e rimotivare nel loro insieme di vita collettiva. Per scegliere le figure istituzionali (dai senatori ai consiglieri di circoscrizione) è necessario adeguare le leggi elettorali, al riguardo del cui meccanismo di “formula” mi permetto di esprimere la preferenza per il proporzionale. Vanno combattute, inoltre, e a fondo tutte le elezioni dirette a cariche monocratiche (questo meccanismo ha avuto, a livello di enti locali, un esito disastroso sul piano degli sprechi e della crescita della spesa pubblica). Non dobbiamo adeguarci ai modelli correnti, ma muoverci “contro” anche sul terreno fondamentale della concezione e dell’esercizio della politica. Grazie per l’attenzione Franco Astengo

Carlo 23 agosto 2010 - 14:45

condivido in pieno e lo sottoscrivo,come silvia vorrei aggiungere la mia firma.

Fabio 22 agosto 2010 - 23:20

Concordo pienamente sull’iniziativa, qualche obiezione letta nei commenti a questo post è condivisibile quindi occorre definire regole chiare e che garantiscano la maggior democraticità possibile.
Credo che il terrore scatenatosi nel centrosinistra dopo la candidatura di Nichi alle primarie, e anche nel centrodestra dopo aver perso in Puglia e per il dilagare delle fabbriche, possa far si che questa iniziativa riscuota successo e che qualcuno decida di imitarci.
Fabio

Silvia Acquistapace 22 agosto 2010 - 16:12

vorrei aggiungere la mia firma a questo documento e segnalare a tutti il sito http://www.perleprimarie.org dove sono già pronte proposte di regolamento adatte al nostro scopo

Silvia Acquistapace

Agostino Marrella 22 agosto 2010 - 13:36

L’idea è, in sé, ottima. Ma è anche semplice da realizzare? Cosa vuol dire “primarie aperte”? Che si può candidare anche chi non aderisce formalmente al partito che le promuove? E non c’è da temere che tali primarie possano costituire, di fatto, solo un passaggio “ratificatorio” delle candidature dei soliti noti? Ultima domanda: ancor prima… delle primarie, non sarebbe il caso che nei partiti vigesse una reale democrazia interna?

P.S. Resta comunque il fatto che nessuno dei partiti del centro-sinistra che godettero della “porcata calderoliana” e che diedero la fiducia al “Prodi II” si pose, allora, il problema del superamento di una legge elettorale furbesca e schifosa ad un tempo. Fu subito chiaro a tutti, che le “baronie partitocratiche” avevano immediatamente preso gusto alla potestà di nominare i parlamentari di “propria competenza”.

Sel: Scegliere Le Liste Con Le Primarie « Lampi Di Pensiero 22 agosto 2010 - 11:54

[...] (pubblicato, con dibattito, anche sul sito nazionale di SEL) [...]

Rita 22 agosto 2010 - 09:47

condivido le affermazioni dell’ultimo commento…vivo a caserta… e conosco troppo bene le infiltrazioni e la mentalità cammorista anche della sinistra…

Marta 21 agosto 2010 - 23:39

Vi consiglii di leggere l’ultima intervista a Nichi Vendola del Il Sole24 ore pubblicata sul sito Il Clandestinoweb,sito che segue molto da vicino Nichi Vendola.

Dario Bonaiti 21 agosto 2010 - 23:23

Certo che si possono fare le primarie anche per le elezioni con preferenza, il problema è che di solito quando c’è la preferenza il problema è trovare i candidati per riempire la lista!!! Che senso avrebbe poi sottoporre le persone due volte alla ricerca delle preferenze? Sono invece piuttosto perplesso in merito all’idea secondo cui le primarie vanno bene però con tanti e tali limiti per cui alla fine di fatto c’è una “istanza superiore” (ma chi sarebbe?) che decide a monte l’ordine in cui poi verranno messi, così da precostituire in qualche modo il risultato. Non si può chiedere che le scelte siano fatte su base democratica e poi pretendere che si sia esenti dai rischi tipici di ogni processo democratico (che chance può avere la persona capace che però non ha consenso? nessuna, ma il problema non si risolve evitando la questione del consenso – altrimenti si ricade nell’autoreferenzialità), ma costruendo un soggetto politico in cui le persone capaci possano trovare spazio e strumenti per costruirsi quel consenso. Inoltre eviterei di dare per scontato che qualcuno che ha acquisito notorietà e consenso in campi al di fuori della politica non abbia il diritto a trasferire tale patrimonio in ambito politico.

Federico Fiandro - Piemonte 21 agosto 2010 - 22:46

si possono fare le primarie anche per costruire le liste da presentare ad elezioni con la preferenza: interne al partito che si presenta. si chiamano assemblee degli iscritti :-) )

Aldo Morana 21 agosto 2010 - 17:29

Condivisibile tenuto conto della legge elettorale oggi vigente.

Mirko.lombardi 21 agosto 2010 - 16:09

Sono daccordo con le primarie. Bisogna però sapere che con le primarie quasi sempre uno sconosciuto bravo perde di fronte ad un conosciuto discreto.Così come perde uno che non ha la possibilità di farsi una campagna al pari di chi, magari già nelle istituzioni, ha mezzi economici, apparati ecc. già pronti e sperimentati. Nulla di grave se si rimedia con regole, poche, chiare e severe che mettano davvero tutti nelle medesime condizioni. E poi, sempre prima, vanno definitii criteri di formazione delle liste ad esempio la rigorosa alternaza uomo-donna, l’adeguata presenza di “esterni” agli apparati, la competenza specifica sperimentata nel tempo ecc ecc. Il metodo poi di selezione finale è a scorrimento fino al concorso dagli obbiettivi che di genere, di competenze, di esperienze e di ricambio generazionale definiti in precedenza e che devono essere assolutamente conosciuti dagli elettori che votano alle primarie. Non è complicato, basta crederci ed evitare che le primarie siano una questione solo fra pochi noti, magari anche di qualità, ma sempre gli stessi, o che l’eventuale outsider sia il cantante o il giornalista di turno, magari bravissimi ma scelti in ragione della loro giusta fama professionale. Per fare tutto questo bisogna aprire una discussione seria sul profilo e sulla composizione che si vuole offrire al vaglio della scelta delle primarie.

Alfonsodt 21 agosto 2010 - 12:41

ben vengano queste iniziative,allo stato attuale delle cose in questo paese e con questa porcata di legge elettorale benvengano anche le primarie per i candidati,anche sè il metodo fa qcqua da tutte le parti a mio modo di vedere le cose,la democrazia non è fatta di premi,ma è fatta di scelte e con esse si governa,il popolo sovrano per essere tale,deve scegliere personalmente con il proprio voto a chi dare la propria fiducia,senza cercare di scoprire l’acqua calda,il sig,tizio e il sig caio si candidano per essere eletti in un determinato partito,propongono le loro idee e sempronio decide quali sono le idee a lui più confacenti dei contendenti, ed esprime con il suo voto dando la propia fiducia alla persona che più è rispondente ai suoi ideali di rappresentatività,altrimenti qualsiasi pezza a colori si vuole adottare,rimarra tale,appunto una pezza,e il cittadino elettore di questa repubblica democratica,non potrà esercitare fino in fondo il suo dettato costituzionale,in poche parole devo essere io e solo io a decidere a chi voglio dare la mia fiducia e non essere condizionato o peggio obbligato ad acettare pacchetti precostituiti dai potentati di turno.sè il popolo tornerà ad essere sovrano nella decisione dei propri rappresentanti sono sicuro che saremo una democrazia più moderna e rappresentativa,altrimenti questo sistema farà comodo sempre alle gerarchie di partito con buona pace dei cittadini che non vanno a votare anche per questo motivo.-un saluto di sinistra atutti-alfonso di tullio mil/te SEL.

Enrichetta 21 agosto 2010 - 12:36

Concordo pienamente con Patrizia Sentinelli occorrono criteri certi e trasparenti una garanzia che aiuta la democrazia interna.

Bastiano.b.bucci 21 agosto 2010 - 12:15

Chiedo scusa, ma scrivendo non avevo letto l’intervento di Claudio, col quale concordo completamente, magari si può anche discutere di ballottaggi come alternativa al proporzionale, per togliere ai partiti la facoltà di fare e disfare coalizioni.
Un po’ di tempo fa proposi al nostro partito di mettere in atto una raccolta di firme per una legge di iniziativa popolare che desse attuazione integrale all’art. 49 della Costituzione, per far sì che i partiti usino realmente metodi democratici, e garantiscano la parità di genere negli organismi interni e nelle scelte dei candidati. Così da evitare partiti aziendali o partiti di questo o quel padroncino… La democrazia deve partire dai livelli più elementari.

Joe 21 agosto 2010 - 12:14

GRANDE IDEA!
La trovo un gran bel modo per la gestire la transizione. Magari potendo esprimere 2 o 3 preferenze.
Personalmente amo molto il seguente sistema elettorale, poco conosciuto. Cito da Wikipedia:
“Il sistema uninominale a voto alternativo con maggioranza assoluta o instant runoff: è la versione a turno unico del sistema majority. Tipicamente usato come base del sistema elettorale australiano, prevede la possibilità per l’elettore di non votare un singolo candidato, ma di classificare tutti i candidati secondo il proprio ordine di gradimento. Qualora nessun candidato abbia raggiunto la maggioranza assoluta di prime preferenze, il candidato meno votato viene eliminato, e le sue schede vengono ripartite fra i rimanenti candidati seguendo le seconde preferenze in esse riportate. Il meccanismo continua in tal guisa finché nessun candidato residuo abbia raggiunto la prescritta maggioranza assoluta.”

Bastiano.b.bucci 21 agosto 2010 - 12:01

Ben vengano le primarie come male minore, purché non si considerino la panacea per risolvere i problemi di una legge elettorale profondamente antidemocratica. Le primarie costituiscono una toppa, perché o sono di partito e allora si escludono tutti i non iscritti e non ha davvero senso, oppure sono aperte e allora non dispongono della tassatività necessaria ad ogni confronto elettorale: chi o cosa garantiscono l’appartenenza del votante alle primarie? Si fa subito ad introdursi nel campo avverso per scompaginare eventuali scelte non gradite…
Allo stato e con questa legge elettorale dunque avanti con le primarie sempre e dovunque, ma non debbono diventare “il sistema” migliore: il candidato lo devono scegliere i cittadini all’atto del voto nell’ambito di una sufficientemente grande lista di candidati con la possibilità di esprimere più di un suffragio. L’unica cosa buona che c’era nella prima repubblica è stata tolta per favorire le manovre di palazzo di partiti costruiti dall’alto. In alternativa, se proprio non possiamo resistere alla tentazione dell’uninominale, che si vada sempre e dovunque ai ballottaggi, senza premi di maggioranza, per evitare che si possa governare una qualunque istituzione col 30 % dei suffragi.
Insomma in uno stato democratico la legge elettorale è una cosa seria: se necessita la via subordinata, facciamola nostra, ma se dobbiamo essere un partito bisognerà discutere anche di queste problematiche e farlo senza l’assillo del contingente.

Claudio Degl'innocenti 21 agosto 2010 - 11:54

Daccordo sul documento, specie in questa fase.
Ritengo tuttavia che la battaglia che il partito dovrebbe intraprendere, impegnandosi già in sede congressuale, sia soprattutto quella per un drastico ridimensionamento dell’attuale potere dei partiti nella società e perchè conseguentemente recuperino la loro vera funzione, che non è quella di gestione delle poltrone ma “concorrere con metodo democratico a determinare la politica nazionale”.
Dobbiamo allora essere in grado di mettere in moto meccanismi adeguati che comunque ben caratterizzerebbero un partito che si propone come diverso da tutti gli altri e cioè

- che in qualsiasi elezione (quelle vere non le primarie) siano recuperate le preferenze ed il proporzionale, sistema sicuramente più efficace e meno costoso

- che siano praticamente aboliti tutti gli enti pubblici non eletti direttamente dal popolo (eliminando cioè tutte le poltrone a disposizione delle segreterie dei partiti) lasciando di fatto solo quel che prevede la costituzione: comuni, province, regioni

- che, a cominciare dalla nostra organizzazione e dalle regole per il congresso, nel rapporto di genere si assegni il 50% ad ognuno tramite liste separate, come ad esempio prevede la legge elettorale della Campania. Si elimina così il sistema delle quote che inevitabilmente farà sempre sì che qualche uomo dovrà lasciare il posto a qualche donna, come se fosse una concessione al “gentil sesso”.

Michele 21 agosto 2010 - 11:52

D’accordo, bene così.

Maurizio Matzenik 21 agosto 2010 - 11:20

Sono d’accordo, ma avrei agginto una limitazione nella presentazione dopo due mandati elettorali. Si noti che sostengo l’incompatibilità all’elezione perciò il candidato che si voglia presentare anche in altri partiti sarebbe escluso. Questa norma che deve passare all’interno dei partiti potrebbe diventare legge dello Stato.
Solo così si rinnova la classe dirigente politica!

Patrizia Sentinelli 21 agosto 2010 - 10:51

Sono d ‘accordo.Anche con il modello tedesco,che condivido, la linke utilizza le primarie interne per scegliere chi candidare.occorre immettere nuova democrazia e partecipazione per risalire la china.Naturalmente serviranno criteri certi e trasparenti per garantire rappresentanza sociale,di genere e di territorio e pari tetti di spesa

Giuseppe 21 agosto 2010 - 10:13

Le Primarie sono la parola concreta di chi vuole mettere il proprio Poliico che gli da’ fiducia.

Domenico Bruno 21 agosto 2010 - 09:09

Si vota,forse prima non perchè qualcuno non ha rispettato il programma,ma perchè qualcuno ha necessità di non fare coincidere la propria scadenza di mandato con quella del Presidente della Repubblica e qualche altro non vuole dividere il tesoretto di AN .
La legge elettorale non è opportuno cambiarla nel senso di aggiungere le preferenze per il rischio di infiltrazioni mafiose e voti di scambio, ma l’idea di fare le primarie per le candidature e magari istituzionalizzarle può essere una soluzione, anzi secondo me è la soluzione.
Vendola è la persona giusta non per la Sinistra ma per l’Italia
da un militante di Destra

Gaspare Giacalone 21 agosto 2010 - 08:42

Condivido in pieno!

Antonello Natali 20 agosto 2010 - 23:34

Finalmente! Avevo espresso gli stessi concetti in alcuni commenti postati su questo nostro sito. Condivido quindi ogni parola della presente proposta, come credo sia condivisa dalla stragrande maggioranza dei nostri compagni. Formuliamola sotto forma di mozione da presentare alle assemblee provinciali ed al nostro primo congresso nazionale.

Francesco P. 20 agosto 2010 - 23:05

gran bella idea, dimostra quanta voglia ci sia di creare un partito nuovo (e non un nuovo partito come qualcuno vuol farci credere)!

Salvatore - Napoli 20 agosto 2010 - 21:29

primarie e ogni circolo propone un nome locale..senza farsi abbindolare da presunti dirigenti alla terza o quarta canidatura.Così si seleziona la classe dirigente, “dal basso”

Maurizio Campagna 20 agosto 2010 - 20:57

Le primarie sono sempre un’espressione di democrazia e di libertà.
Sono d’accordo che la scelta dei candidati avvenga attraverso le primarie,in questo modo si rendono partecipi gli elettori e non mi sembra cosa da poco.

Serena Cernecca 20 agosto 2010 - 20:34

Assolutamente condivisibile.
Sottolineo, come altri hanno già fatto prima di me, che è importantissimo che il neo partito parta con il piede giusto con idee nuove e metodi e pratiche politiche democratiche e innovative e che tali costituiscano una prassi metodologica. SEL che sta per nascere deve darsi come obiettivo quello di creare essa stessa per prima una vera alternativa politica e di governo e per farlo deve essere in grado di porsi come altissimo obiettivo quello di fungere da locomotore politico per la sinistra tutta iniziando proprio dagli elementi base della correttezza della democrazia della trasparenza e della coerenza con i principi sulla quale intende fondarsi.
Le primarie fanno parte di questo insieme di fondamentali, come la parità di genere (che deve essere però poi sostenuta nei fatti) e come l’impegno di libberarsi dal vecchio (non anagrafico ma di fatto) nomenklato, di apparato i cui metodi logori e nebbiosi hanno portato l’intero sistema politico al collasso e, nel caso della sinistra, alla disfatta elettorale.
Occorre quindi che tutti noi con forza, nel prossimo congresso, si imponga la buona politica, metodi trasparenti e parità di opportunità.
Questo deve essere un imperativo.

Merkuzio 20 agosto 2010 - 19:26

Di grazia, ma in che modo le primarie per la selezione delle candidature di SEL sarebbero una spinta per tutto il centro-sinistra? Sel potrebbe adottare le priumarie per le candidature, ma rimarrebbe una scelta isolata, statene certi. Serve una nuova legge elettorale, che soprattutto abbatta la soglia di sbarramento e poi restituisca il diritto di scelta con la preferenza ( sono personalmente proporzionalista convinto) E poi, siamo sicuri che oggi la priorità non sia quella di isolare Berlusconi, lasciare consumare le sua crisi, sua e del suo sistema di potere e cercare di determinare le condizioni per una nuova legge elettorale. Ma carissimi, fermo restando che non si voterà nell’anno in corso, vi dice niente che chi chiede le elezioni subito è la Lega? A volte a guardare solo il proprio ombelico si prendono sonore capocciate, anche se è un bell’ombelico.

Filippo Boatti 20 agosto 2010 - 17:47

Benissimo.

Maurizio Galeazzo - Sel Genova (coordinatore Circolo "iqbal Masih" - Centro Est - Genova 20 agosto 2010 - 15:56

Sono assolutamente d’accordo con quanto espresso dalle compagne e dai compagni. Aggiungerei la proposta di composizione delle liste con il 50% di genere, inserendo pariteticamente le prime donne e i primi uomini che hanno ottenuto il maggior numero di preferenze.

Erich Czichy 20 agosto 2010 - 15:10

non vedo nessun motivo ragionevole per non sceglere una strada di questo tipo, anzi la credibilità e come consequenza la fiducia della “gente” aumentasse…

Nuccio Gibilisco 20 agosto 2010 - 14:50

Quoto in toto questa ptoposta, anche perchè, mi spiace dirlo, all’interno di SEL si nascondono piccoli uomini che conservano intatti i vizi del passato, che giocano ancora con piccoli pacchetti di tessere per il predominio effimero di poltroncine vituali che gli permettono di controllare le macerie della sinistra che hanno contribuito, non poco, a distruggere. Aggiungerei le primarie anche per la scelta dei coordinatori provinciali del nascituro partito. E’, per me, molto importante partire con il piede giusto, simo un partito in costruzione che si segnala come l’unica novità nel panorama politico italiano, e ci corre l’obbligo di essere veramente nuovi e alternativi nelle pratiche e nella prassi, per riconciliarci con il popolo e con i giovani.

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