Scompaiono i corsi serali dalla scuola italiana

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Che la riforma Gelmini fosse devastante lo sapevamo in partenza, ma è fresca fresca la notizia per cui salteranno gran parte delle scuole serali pubbliche per il limite numerico di studenti imposto dalla nuova normativa che è di 25 alunni per classe. Il numero è già pazzesco per la scuola regolare e nel caso dei corsi serali che sono per antonomasia di recupero per un verso e di agevolazione per i lavoratori che aspirano a un titolo di studio, diventa un limite pazzesco!

Inoltre, per Rieti e per molte altre città di provincia sarà la morte totale di ogni possibilità di servizio pubblico di istruzione per chi fuoriuscito dalla scuola, nella maggior parte dei casi per motivi di disagio sociale, senza aver raggiunto il titolo voglia tentare di superare il gap della mancanza di attestati scolastici.

La via indicata da questi provvedimenti è chiara: se hai i soldi il diploma te lo paghi presso qualche centro privato con buona pace dei tanto ventilati livelli di qualità dell’insegnamento e della possibilità, fondamentale in uno stato civile, di aprire le porte dell’istruzione a tutti.

Sinistra Ecologia Libertà ha già più volte criticato aspramente i tagli sulla scuola voluti da questo governo, ma oggi torna a chiedere a tutti e in particolar modo alle istituzioni pubbliche e a quelle scolastiche di intervenire duramente e prontamente su questo stato di cose, mettendo in atto tutte le possibili soluzioni affinché Rieti non perda anche questa ultima spiaggia di civiltà.

L’Istruzione Pubblica è una necessità irrinunciabile per un Paese che si definisca democratico e la soppressione di strumenti che permettano a tutti di accedervi è il ritorno al Medioevo e alla chiusura in ceti invalicabili della società.

Ci sono 8 commenti per questo post
Maurizio 3 settembre 2010 - 11:27

Per Corrado: questi tizi lo capiscono benissimo, è per questo che lo fanno. Cercano di garantire se stessi, i loro figli e nipoti, i loro amici. E tutti gli altri possono anche attaccarsi al tram. In bocca al lupo a te e a noi!!!

Marco 2 settembre 2010 - 09:47

da peacelink.it
Il digiuno del prof. Rocco Altieri si è interrotto oggi.
Il digiuno è durato dieci giorni e ha voluto focalizzare l’attenzione sull’esigenza di difendere i corsi serali, spazio di dialogo interculturale per gli immigrati e di formazione dei lavoratori.
Un importante risultato perché ha bloccato lo smantellamento dei corsi deciso in Toscana.
Ma il prof. Altieri invita a creare un coordinamento nazionale per estendere il movimento in tutt’Italia.
Per questo domani digiuna a staffetta Maria Teresa Tarallo.
Oggi ha digiunato Luisa Rizzo.
Giovedì 2 settembre digiuna Antonella Recchia: “Aderisco al digiuno a staffetta. E’ l’opportunità di partecipare ad una lotta nonviolenta per qualcosa in cui credo fermamente”.
Venerdì 3 settembre digiuna Milvia Renna.

Mauro 2 settembre 2010 - 09:43

Questa è un’ulteriore conferma che gli italiani sono un popolo senza memoria, A distanza di 60 anni i discorsi di Piero Calamandrei Sulla costituzione e sulla scuola dimenticati dai più sono terribilmente attuali e nessuno si accorge che il piano che paventava Calamandrei nel discorso sulla scuola pubblica di fatto sta per essere messo in atto da questo governo, dopo pero aver lavorato sulla distruzione della cultura attraverso la televisione, la dittatura non è solo potere autoritario e violenza fisica è anche controllo delle coscienze e conoscenze del popolo.

Corrado Distefano 1 settembre 2010 - 21:53

Io sono uno di quei ragazzi che, per motivi economici (mio padre fa il bracciante agricolo, mia madre è casalinga) non può permettersi la possibilità di studiare all’università, anche grazie al costo elevato degli studi universitari. Ma nonostante questo io voglio studiare, e sto cercando un corso di formazione o qualcosa di simile per poter avere una minima chanche di poter trovare un lavoro. Il problema è che con questi tagli anche tanti altri ragazzi, molto più bravi di me e nella mia stessa situazione, non avranno la possibilità di studiare. E ci perderemo tutti. Ma questi tizi non lo vogliono capire.

Red Passion 1 settembre 2010 - 12:00

La mia domanda è: chi ha interesse a demolire l’istruzione pubblica? Le scuola private. E in Italia qual è la principale organizzazione che trae interessi dall’istruzione privata? La chiesa Cattolica. Difesa della scuola pubblica va quindi anche a braccetto con difesa della laicità delle istituzioni pubbliche, cosa avversata in secula et seculorum dalle istituzioni vaticane. Potrò ancora sentire questa parola, laicità, a sinistra? O è diventata tabù per non perdere troppi voti “cattolici”?

Giuseppe Vinci - Fasano 1 settembre 2010 - 00:16

Questo è il regalo che il berlusca farà al CEPU e al sig. Polidori per l’appalto della nuova campagna di comunicazione mirante a rilanciare la figura del duce del terzo millennio.

Marco 31 agosto 2010 - 17:23

Avevo segnalato in commento ad un articolo di E.Deiana sui Rom lo sciopero gandhiano della fame del prof.Altieri a Pisa contro la chiusura dei corsi serali . L’ iniziativa di Rocco Altieri ha riscosso molta solidarieta’ , tra l’ altro S.Rodota’ e Il presidente di Peacelink.it A.Marescotti,ed e’ stata vincente. La prima classe dell’ istituto serale della scuola di Pisa dove insegna il prof.Altirei sara’ ripristinata. Ma sarebbe auspicabile che a questo punto l’ impegno per una scuola al servizio di lavoratori e migranti continuasse.

Giggio Del Metallo 31 agosto 2010 - 15:14

Più che ritorno al medioevo, mi sembra un ritorno ai primi del ’900. Istruzione diffusa nelle città, molti imparavano a scrivere il proprio nome, e per leggere una pagina di giornale ci voleva un’ora…. Il programma dei liberisti/clericali è quello di rendere estremamente elitaria l’istruzione di livello alto, abbassare di molto il livello culturale della classe media, ritenuta uno ”spreco” come dice sempre la Mercegaglia. La chiesa aprezza questo progetto, poichè sa benissimo che la cultura diffusa determina inevitabilmente l’allontanamento delle masse dalla fede cattolica.

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