La fuoriuscita del Psi da Sel ma non dei socialisti e specialmente dei lombardiani, non significa che Sel non esista più, anzi la fuoriuscita di un partito, ci ha fatto riflettere ulteriormente e capire con più lucidità che non abbiamo bisogno dei partiti perché SeL sta nascendo dal basso per una necessità della nostra società. Sinistra e libertà è nata in occasione delle elezioni europee e ha messo radici nei territori. Ci sono molto circoli sparsi per l’Italia ed anche politici che stanno nelle istituzioni che sono di SeL. Ci sono state delle scissioni per formare questo nuovo partito e il suo progredire non è arrestabile.
Sinistra e libertà ha avuto un milione di voti alle europee, e ha un potenziale molto più alto perché come dicono Michele Dalai e Gennaro Migliore nel loro libro E’ facile smettere di perdere se sai come farlo, “ La sinistra c’è, è un fiume carsico che rifiuta di accollarsi la responsabilità di sparire e che assiste sempre più insofferente alle crisi di identità, ai confitti e agli improvvisi ravvedimenti di dirigenti senza diligenza, di segreterie senza più scrivanie, di strateghi confusi e sconfitti troppe volte per ricordare come si vince”. La sinistra c’è ed è una grande massa di persone e non è quel 3% delle politiche e quel 6,6% delle europee, ma è molto più grande. Bisogna però motivare gli elettori che si sentono traditi sconfitti anch’essi, bisogna motivarli ad andare a votare. Dove ha sbagliato la sinistra?
Proprio quando un ragazzo di Berlinguer è diventato presidente del consiglio ci siamo trovati coinvolti in una guerra in Kossovo e a bombardare con uranio impoverito e non siamo stati capaci di risolvere il conflitto di interessi. Ricordo Moretti che diceva a D’Alema: “ fai qualcosa di sinistra”. La sinistra ha sbagliato perché quando si è trovata nelle sedi decisionali ha fatto ben poche cose di sinistra, cose per cui invece gli elettori l’avevano votata. E questo perché non si è saputa elaborare una vera alternativa al modello della destra sottovalutandone la pericolosità. Poi è venuto il pd che dopo avere messo fuori la sinistra – quella che loro chiamano radicale – dal parlamento, ha giocato il ruolo di partito di sinistra, ma anche di centro–centro e centro–sinistra per coprire tutte le posizioni ma non ha fatto opposizione e non ha condotto una politica di sinistra, lasciando gli elettori che l’avevano votato, ancora più delusi.
In Italia c’è un divieto di fare cose di sinistra. Abbiamo visto come il Pci, nonostante fosse un grande partito non abbia mai potuto governare. Allora avevano paura dell’Unione Sovietica ed adesso di chi hanno paura! Hanno paura dei precari, dei disoccupati, dei pensionati, delle famiglie che non ce la fanno a finire il mese? No, queste destre vogliono solo calpestarli e queste sinistre non hanno potuto o voluto fare niente per difenderli.
Io credo che proprio adesso che non c’è più l’Unione Sovietica, adesso si potrebbero fare scelte di sinistra, senza equivoci. La sinistra che aveva scelto la terza via di Blair “prendere ciò che funziona dalle politiche neoliberiste e da quelle socialdemocratiche”, quella sinistra aveva abbandonato il terreno delle politiche di uguaglianza, di riduzione e rimozione delle disuguaglianze.
Adesso noi stiamo costruendo, appunto, dal basso e senza bisogno di partitini una sinistra plurale che comprenda socialisti, comunisti, verdi e altri che hanno un progetto comune: ripristinare la democrazia in Italia, ridurre le differenze sociali, difendere i diritti dei lavoratori, rispettare l’ambiente e la salute dei cittadini.
L’antiberlusconismo, non può bastare alla costruzione della sinistra. Per SeL la politica deve essere uno strumento utile e non uno strumento e basta per dirigenti autoreferenziali. Uno strumento capace di elaborare nuove forme di convivenza e sviluppo.
Nel nostro paese ci sono uomini e donne che resistono, che non si rassegnano al malcostume, alla disgregazione sociale e credono nella possibilità democratica e vogliono partecipare alla ricostruzione del nostro Paese, che votano nella speranza di cambiare le cose, altri che vedono i loro bisogni e i loro sogni, ignorati e non vanno più a votare. Tutti questi saranno gli elettori di Sinistra e libertà. Sono proprio tanti. E’ un grande potenziale. Noi abbiamo bisogno di loro per crescere e loro hanno bisogno di questo strumento che è SeL. La differenza tra noi e altri partiti di sinistra conservatori consiste nel fatto che noi avendo fallito vogliamo elaborare nuove strategie e loro invece guardano al passato per risolvere i problemi di oggi.
sarebbe interessante sapere da chi è composto il Coordinamento nazionale e le decioni che lo stesso può intraprendere senza la presenza dell’unico partito cofondatore di SeL(PSI).
Sarebbe interessante, inoltre, sapere se il coordinamento nazionale puà disporre di nome e simbolo dinanzi all’eventuale diniego di uno o più soci fondatori di SeL. E se lo stesso simbolo e nome può essere utilizzato in sede elettorale.
Sarebbe davvero interessante saperlo…