Sono 33, quasi tutte donne. Professioniste formatesi negli studi e ,soprattutto, in 5 lunghi anni di lavoro in prima linea gestendo le emergenze che arrivavano e arrivano al 114. un servizio pubblico gestito da Telefono Azzurro e finanziato dal Governo con sedi operativi a Milano e,soprattutto, a Palermo che copre l’intero territorio nazionale. Un servizio importante quanto delicato che riceve ogni giorno migliaia di chiamate che spesso riportano casi estremi di abuso e violenza.
Ebbene queste donne e questi uomini, ripetiamo professionisti altamente qualificati, ora vengono sostituiti dal personale del Servizio Civile. Il motivo , a detta di Telefono Azzurro, è semplice: costa troppo pagare gli stipendi. Eppure Telefono Azzurro ha ricevuto, come è giusto, fior di finanziamenti dallo Stato ( 400mila euro sono previsti per i primi 4 mesi del 2010 relativamente al servizio 114), la sede di Palermo è ubicata in un immobile confiscato alla mafia che è stato concesso alla onlus e nel 2008 si registra un avanzo di esercizio di oltre 1.300.000 euro.
La cosa assurda e grave sta nell’aver,nei fatti, dequalificato il servizio (che è su scala nazionale) senza un reale motivo evidente se non quello, scandaloso, di aver anteposto alla professionalità delle operatrici esigenze di cassa. Certamente i volontari del Servizio Civile Nazionale daranno il massimo ma è difficile credere che possano sostituire l’esperienza maturata in questi anni dalle operatrici a cui il contratto non è stato rinnovato.
Queste lavoratrici occupano da giorni, e con la solidarietà del parroco don Cosimo Scordato, il campanile della chiesa di S.Saverio all’Albergheria a Palermo. Una zona simbolo, perché in questo quartiere pochi anni fa venne alla luce un agghiacciante rete di abusi violenze e maltrattamenti sui minori. Come a voler sottolineare la necessità di interventi e vigilanza adeguata nei confronti dell’infanzia. Una vigilanza che mal si coniuga con le esigenze -opinabili per altro- dell’economicità dei servizi.
È una situazione dove al dramma per la perdita di posti di lavoro si somma la preoccupazione per il rischio concreto di un depotenziamento delle capacità di ascolto ed intervento del servizio stesso. Una situazione che deve essere risolta e che richiede interventi in sede nazionale. nonchè l’attiva solidarietà di tutti e di tutte.
Sel Sicilia
[...] Sostegno alla lotta delle operatrici del servizio 114 Categoria: Rassegna stampa, Sinistra Ecologia e Libertà — SLSenigallia @ 23:38 [...]