Testimoni di civilità

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Testimoni di Civiltà: SEL e i diritti delle persone LGBTQI nel Lazio

Queer.SEL Lazio ha chiesto ai candiati di Sinistra Ecologia Libertà del Lazio di sottoscrivere il documento Testimoni di Civiltà, quale impegno per dare risposte concrete ad alcune esigenze che la comunità delle persone LGBTQI hanno espresso in diverse occasioni.

Un impegno che parte dalla considerazione che l’azione politica di una formazione come Sinistra Ecologia Libertà, anche a livello regionale, può e deve essere rivolta ad intercettare e dare risposte ai bisogni di tutte le cittadine ed i cittadini che non godono di pari diritti pur essendo sancita, nel nostro paese, l’uguaglianza formale di tutti e tutte. Del tutto particolare è la posizione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali alle quali indipendentemente dal loro credo religioso, dalla loro provenienza, dalla loro condizione sociale e sulla base di odiosi pregiudizi è negato l’accesso a diritti e tutele indispensabili per garantire una parità sostanziale e il diritto a progettare e realizzare un futuro.

I firmatari del documento Testimoni di Civiltà, assumono dunque l’impegno affinché i punti programmatici esposti siano tradotti in in concreti atti e provvedimenti del Consiglio Regionale e della nuova Giunta Regionale del Lazio, promossi durante la campagna elettorale ed inseriti nell’agenda politica ed istituzionale di Sinistra Ecologia Libertà anche dopo la conclusione delle elezioni.

L’iniziativa ha stuzzicato anche alcuni candiadati del PD che sono interessati ad aderire alla  piattaforma che vede fra i primi firmatari Luigi Nieri, Gaia Pallottino, Saverio Aversa, Adelia Danese, Gemma Azuni,  Vincenzo G. Fiore, Luca Sappino, Rosa Mendes, Marco Possanzini, Mattia Ciampicacigli, Adriana Cremonese, Giovanna Indiretto, Yewhanis Abbai, Alessandra Tibaldi, Giovanni Russo, Stefano Ciccone, Maria Rita Manzo, Domenico Di Marco, Paolo CocuRoccia, Stefania Nichinonni, Valentina Mercuri, Francesca Cocco, Alessandro Cucchi.

Sinistra Ecologia Libertà
Testimoni di Civiltà

Noi, Candidate e Candidati nelle liste di Sinistra Ecologia Libertà alle Elezioni Regionali del Lazio 2010, siamo consapevoli che l’azione politica di una formazione come Sinistra Ecologia Libertà, deve essere rivolta ad intercettare e dare risposte ai bisogni di tutte le cittadine ed i cittadini che non godono di pari diritti pur essendo sancita, nel nostro paese, l’uguaglianza formale di tutti e tutte. Fra costoro riteniamo del tutto particolare la posizione delle persone lesbiche, gay, bisessuali, transessuali, queer e intersessuali alle quali indipendentemente dal loro credo religioso, dalla loro provenienza, dalla loro condizione sociale e sulla base di odiosi pregiudizi è negato l’accesso a diritti e tutele indispensabili per garantire una parità sostanziale e il diritto a progettare e realizzare un futuro.

Assumiamo dunque, quali Testimoni di Civiltà, questi impegni rispetto ai punti programmatici qui esposti:

· operare affinché il nuovo Consiglio Regionale e la nuova Giunta Regionale del Lazio li traducano in concreti atti e provvedimenti

· promuovere durante la campagna elettorale la loro diffusione e la loro discussione

· inserirli nell’agenda politica ed istituzionale di Sinistra Ecologia Libertà anche dopo la conclusione delle elezioni

Alla Regione Lazio per le Persone LGBTQI

LGBTQI. Un acronimo che individua un gruppo sociale oggetto di discriminazioni o forme di violenza a causa dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere. L sta per lesbiche, G sta per gay, B sta per bisessuali, T sta per transessuali e transgender, Q sta per queer, I sta per intersessuali. Tutte persone che hanno una “cittadinanza dimezzata”, perché non possono accedere agli stessi diritti degli altri. Non si possono sposare, non possono adottare figli, non possono unirsi civilmente, con tutto ciò che ne consegue rispetto alla sanità, al lavoro, all’abitazione. Si pensa erroneamente che siano persone in qualche modo “privilegiate” che hanno una capacità di spesa più alta degli altri. Ma non è così. Si tratta di persone che in prevalenza vivono la stessa vita delle persone eterosessuali, aggravata però dalla discriminazione, da uno stigma sociale spesso insostenibile e da forme subdole e diffuse di violenza non solo fisica o verbale.

Molti di questi problemi richiedono un deciso intervento del Parlamento, ma la Regione può e deve intervenire per migliorare le condizioni di vita delle persone LGBTQI. In particolare, Sinistra Ecologia e Libertà si propone di attuare queste soluzioni:

· costituire un gruppo di lavoro presso il Consiglio o la Giunta regionale che sviluppi un rapporto di dialogo e di confronto costante tra le strutture e gli enti regionali e l’universo LGBTQI.

· migliorare i servizi di assistenza e di prevenzione relativi alle malattie sessualmente trasmissibili. Un particolare riguardo va riservato alle persone sieropositive all’HIV o malate di AIDS, per le quali vanno migliorate le strutture ospedaliere, l’assistenza domiciliare e gli altri servizi sociali.

· attuare la parità di trattamento in materia di occupazione e di condizioni di lavoro per tutto il personale della regione, delle istituzioni e degli enti ad essa collegati (attuazione del D.LGS 216/03 e della Direttiva 2000/78/CE).

· adottare una legge regionale contro l’omofobia e le discriminazioni, che dia attuazione alla mozione approvata a settembre, in attesa che il Parlamento affronti e risolva la questione. Gli interventi riguarderanno la formazione degli operatori pubblici, l’informazione nelle scuole e campagne locali in collaborazione con le associazioni, la costituzione di un ufficio di studio ed un osservatorio multidisciplinari e permanenti sulle discriminazioni e la violenza motivata dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. In particolare saranno oggetto di specifici interventi le forme di bullismo omo-trans fobico, l’educazione sessuale e la prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili.

· attivare una casa di accoglienza e strutture di assistenza per le persone transessuali che sono oggetto di tratta o di sfruttamento per consentire loro di sfuggire ad un destino drammatico di violenza, da inserire in uno specifico piano di intervento regionale per il sostegno delle persone transessuali -Commissione per i Diritti Umani del Consiglio d’Europa CommDH/IssuePaper(2009)2, luglio 2009-.

· garantire la gratuità delle terapie necessarie alla transizione di genere

· costituire un dipartimento della sanità per le persone intersessuali. Le persone intersessuali sono definite tali perché alla nascita presentano caratteri sessuali primari non perfettamente definiti, ovvero hanno caratteristiche genetiche particolari, che determinano ambiguità nella definizione del genere sessuale. Queste persone, in molti casi subiscono interventi di attribuzione chirurgica del sesso, senza tener conto che tale attribuzione potrebbe non essere coerente con lo sviluppo del bambino, determinando una forma grave di violenza e di condizionamento. Per questo motivo, è necessario costituire un dipartimento di riferimento per questo tipo di casistiche, specializzato e multidisciplinare che possa sostenere ed indirizzare il personale medico e seguire questi bambini fino al momento della scelta e dell’attuazione della soluzione più coerente rispetto alle caratteristiche fisiologiche, genetiche e psicologiche.

· socializzare la memoria storica delle persone LGBTQI che furono perseguitate durante i totalitarismi, sia attraverso la costruzione di un monumento ad esse dedicato, sia attraverso la promozione e l’organizzazione di iniziative culturali collegate al tema della memoria e della violazione dei diritti delle persone LGBTQI anche nel presente.

Una legge regionale contro le discriminazioni

Una gran parte dei predetti interventi può trovare applicazione anche all’interno di una legge quadro regionale dedicata proprio al tema dell’orientamento sessuale e dell’identità di genere che perseguirà questi obiettivi:

· Libertà di espressione: garantire l’autodeterminazione in tema di orientamento sessuale e di identità di genere, per superare le discriminazione a questi collegate. garantire parità di condizioni agli interventi e ai servizi compresi nella competenza legislativa regionale; estensione della competenza del difensore civico ai casi di discriminazioni motivate da orientamento sessuale o identità di genere.

· Lavoro, impresa, formazione ed integrazione sociale: rimuovere le discriminazioni relative all’accesso al lavoro, anche favorendo l’inserimento e la formazione per le persone discriminate; promuovere lo sviluppo di una cultura professionale correlata all’acquisizione positiva dell’orientamento sessuale o dell’identità di genere; dando attuazione alla normativa comunitaria per quanto di competenza regionale coinvolgendo le associazioni rappresentative; promuovere l’adozione da parte dei dipendenti delle amministrazioni di linguaggi e comportamenti ispirati alla considerazione e rispetto per ogni orientamento sessuale e identità di genere, intervenendo con attività di formazione del proprio personale; assicurare parità d’accesso ai servizi pubblici e privati e alle prestazioni erogate; riconoscere il diritto all’abitazione alle persone e alle famiglie, per rimuovere le cause che determinano disuguaglianze e disagio.

· Sanità ed assistenza: garantire che siano le persone designate dal paziente a prestare assistenza in ogni fase della degenza, indipendentemente dai legami di parentela legale; le aziende sanitarie locali devono assicurare interventi di informazione, consulenza e sostegno per rimuovere gli ostacoli alla libertà di scelta ed espressione circa l’orientamento sessuale o l’identità di genere.

· Informazione e cultura: assicurare il monitoraggio dei contenuti della programmazione televisiva e radiofonica rispetto alla pari dignità riconosciuta agli orientamenti sessuali e all’identità di genere; assicurare spazi di informazione ed espressione su questi temi; promuovere attività culturali, turistiche e commerciali aperte ai diversi stili di vita per superare le discriminazioni nei pubblici esercizi e nei servizi turistici e commerciali, promuovere il confronto culturale sulle tematiche familiari per favorire l’eguaglianza di opportunità nell’assunzione del ruolo e della responsabilità genitoriali; attivare campagne di comunicazione per accrescere l’attenzione su questi temi per fornire tutte le informazioni utili e necessarie per la tutela dei diritti in tema di parità di trattamento e contro ogni forma di discriminazione.

Famiglia, una realtà plurale

La famiglia che nasce col matrimonio costituisce ormai solo una frazione dell’universo dei rapporti affettivi che legano le persone. Alla diminuzione costante del numero di matrimoni, corrisponde un numero crescente di coppie di fatto. Coppie che si vanno formando anche fra persone dello stesso sesso, sopratutto nelle realtà metropolitane, e che hanno figli. Si pensi che il numero di bambini nati fuori del matrimonio si avvia a superare il 15%, quasi il doppio rispetto a 10 anni fa. Così come aumentano unioni e matrimoni nei quali almeno uno dei due è straniero.

La Regione Lazio, nella quale sussiste una delle maggiori realtà metropolitane italiane non può ignorare la rilevanza di questo fenomeno e deve dunque adoperarsi per sostenere non la famiglia, ma LE FAMIGLIE. Partendo dall’evoluzione del concetto giuridico di famiglia anagrafica e di nucleo familiare come descritti dall’art. 4 del DPR 223/1989 e dalla loro rilevanza fiscale confermata dal Consiglio di Stato (sentenza 770/94) e dal Ministero dell’Interno (circolare 5/95) si deve prevedere l’equiparazione di tutte le forme di famiglie per sostenere economicamente, ad esempio, le famiglie bisognose (coerentemente con le condizioni di reddito, di numerosità del nucleo familiare ed altre situazioni di svantaggio).

Queer.SEL Lazio

Ci sono 13 commenti per questo post
Guido Allegrezza 22 marzo 2010 - 16:02

Ha aderito anche Enrico Luciani. Grazie anche a lui!

Stefania Ciccomartino 11 marzo 2010 - 18:36

aderisco volentieri, anche se spero che oltre ad essere testimone sel sia artefice e firmataria di una legge di civiltà.. .

Guido Allegrezza 11 marzo 2010 - 11:13

Accogliamo fra le adesioni, anche quella di Gemma Azuni, Consigliera SEL al Comune di Roma. Grazie anche a lei!

Guido Allegrezza 10 marzo 2010 - 18:09

Si è aggiunto Mario Cocco. Grazie anche a lui

Guido Allegrezza 10 marzo 2010 - 15:44

Al momento, al documento hanno aderito esplicitamente: Luigi Nieri, Gaia Pallottino, Saverio Aversa, Adelia Danese, Vincenzo G. Fiore, Luca Sappino, Rosa Mendes, Mattia Ciampicacigli, Adriana Cremonese, Giovanna Indiretto, Yewhanis Abbai, Alessandra Tibaldi, Giovanni Russo, Stefano Ciccone, Maria Rita Manzo, Marco Possanzini, Domenico Di Marco, Paolo CocuRoccia, Stefania Nichinonni, Valentina Mercuri, Francesca Cocco, Alessandro Cucchi.
Grazie a tutte e tutti loro e speriamo che anche il resto della lista del Lazio faccia lo stesso!

Guido Allegrezza 9 marzo 2010 - 21:06

Serena ha ragione, ma mi sono trovato costretto a scrivere la parte introduttiva al documento di gran fretta e avevo bisogno di un titolo. Se avessimo tardato oltre, probabilmente sarebbe uscito la prossima settimana o verso la fine di questa, rendendo difficile la raccolta delle adesioni dei nostri candidati che stanno rispondendo molto bene, mi sembra che abbiano sottoscritto in 23 o 24. Niente male come risultato no?

Serena Marciano 9 marzo 2010 - 13:04

Mi dispiace doverlo dire così, ma il termine “testimoni” non mi piace per niente.Avrei potuto dare un piccolo e forse inutile contributo ma non ho potuto leggere la lettera finale da nessuna parte prima di oggi.Vi ricordo che sono nel gruppo di Queer SEL Lazio.

Enrichetta 8 marzo 2010 - 20:14

Delle proposte che condivido pienamente grazie a tutte/i coloro che le hanno formulate e proposte, ed ovviamente, a chi le ha e le sottoscriverà.
Si dovrebbe estendere anche in tutte le altre regioni concordo.

Guido Allegrezza 8 marzo 2010 - 13:03

Bravo Mauro e grazie. Il probelma e che Queer.SEL non ha ancora la forza di essere un circolo tematico nazionale… speriamo che lo diventi. PErò, qualunque nostro candidato o candidata che senta i contenuti di Testimoni di Civiltà come suoi, può tranquillamente dirlo e aderire all’iniziativa: non siamo gelosi :-)

Luca 8 marzo 2010 - 12:47

Mauro ha ragione…in tutte le Regioni dovremmo farlo firmare e circolare!

Mauro Cioffari 8 marzo 2010 - 12:23

Sinistra Ecologia Libertà per l’EGUAGLIANZA di tutte e tutti a prescindere dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere. Una scelta di CIVILTA’ volta a fare del Lazio una regione d’Europa.
Perché non estendere il documento a tutte le regioni dove siamo presenti come partito?

Guido Allegrezza 8 marzo 2010 - 12:12

Il documento è stato sottoscritto anche da altre candidate e altri candidati del Lazio, dopo la pubblicazione dell’articolo.
Ecco chi si è aggiunto: Adriana Cremonese, Giovanna Indiretto, Yewhanis Abbai, Alessandra Tibaldi, Giovanni Russo, Stefano Ciccone, Maria Rita Manzo, Marco Possanzini.

Luca 8 marzo 2010 - 09:10

Bene così…Avanti con la lotta per l’estensione di tutti i diritti di civiltà!!!

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