Tremonti e la lega Italia nell’Europa tedesca

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Il processo di ristrutturazione del centrodestra, purtroppo, procede assai più rapidamente della rifondazione di una sinistra che sia all’altezza. L’intervista di Repubblica a Tremonti lo conferma. E già il giornale ospitante la dice lunga sulla portata dell’operazione.

Cosa dice Tremonti?

  • che ormai la dimensione internazionale della politica non può essere che la declinazione della politica europea;
  • che questa politica europea si fonda sul nuovo patto di stabilità e sui programmi di riforma nazionale ad esso finalizzati che a partire da quest’anno saranno varati nel semestre europeo in sede UE (e di questa nuova politica abbiamo avuto prova già con le manovre ispirate da Bruxelles a partire dalla Grecia e passando da quella italiana).
  • che in questo quadro lo spazio nazionale sia dato solo da una ricerca di una convenienza per il Paese in un ambito, l’Europa, senza il quale e impossibile pensare di stare nella globalizzazione.
  • che lo spazio è’ quello della competitività e che il modello cui ispirarsi è la Germania che ha una struttura economica sociale e istituzionale votata a questo,con il plauso di Draghi e buona pace di Marchionne e della sua America.
  • che proprio per questo è necessaria una politica di interesse nazionale che inglobi l’opposizione, in particolare nella predisposizione di quel piano di riforme che sarà obbligatorio con il 2011.
  • che non si può spaccare l’Italia, ma il Sud deve stare in questo quadro.
  • che la dialettica sociale è accettabile ma solo nell’ambito di una comune vocazione alla competitività.

L’impressione che fa l’intervista è quella di una dichiarazione di valore strategico che candida oggettivamente Tremonti ad essere il leader di una Terza Repubblica ad ispirazione tedesca. Che potrebbe realizzarsi assai presto passando magari per elezioni che non consegnino nessuna maggioranza e che portino a un governo di Lega Italia per stare nell’Europa tedesca. La subalternità del Pd a questo quadro e’ impressionante. Nicola Zingaretti in un lucido e interessante intervento sul Riformista coglie la portata degli eventi e propone l’idea condivisibile di una riforma democratica del paese.

Vi è la consapevolezza che i compromessi della Prima e Seconda repubblica non tengano più. Ma se non si ha la forza di proporre una visione autonoma e alternativa alla fine si oscilla tra l’americanizzazione di Marchionne e la germanizzazione di Tremonti. Entrambe hanno a fondamento l’intoccabilità della globalizzazione capitalista e, con approcci diversi, convergono nell’espunzione del lavoro come soggetto autonomo e alternativo.

D’altronde e’ proprio questa espunzione l’atto fondante che dal Pci ha portato al Pd. E mentre la crisi del Pdl continua a trovare nella cassetta degli attrezzi della globalizzazione elementi utili a nuove soluzioni, quella del Pd non produce altro che il ritorno un po’ patetico all’ulivismo.

E il plauso a Tremonti di un ulivista per eccellenza come Padoa Schioppa fa venire i brividi. Naturalmente sono possibili molte critiche interne al progetto tremontiano come quella della differenza profonda tra Italia e Germania a partire dal potere cogestionale del sindacato e dai livelli di occupazione di salario e di welfare che rendono l’idea di Tremonti un trucco per smantellare il nostro contratto nazionale.

Ed e’ ben difficile pensare a un’ europa che possa germanizzarsi piuttosto che essere come e’ al servizio della Germania.In realtà il rilancio dell’Europa richiede una vera alternativa alla globalizzazione liberista. Per questo la manifestazione del 29 a Bruxelles e’ importante. Ma per questo occorre un salto della sinistra non per tornare all’Ulivo ma verso la sinistra europea.

Roberto Musacchio

Ci sono 9 commenti per questo post
Ciro Imperato 10 settembre 2010 - 20:31

x Carlo: Comunque il manifesto, che io compro quasi tutti i giorni, costa 1 euro e 30

Carlo55 6 settembre 2010 - 12:17

… al di la dei desiderata e dei giudizi sull’uomo-ministro-commercialista,nonchè delle politiche che il Tremonti a sostenuto come si dice,a favore dei benestanti alle spese dello Stato,non dimentichiamo che la forma mentis del nostro rimane da Commercialista ovverosia con una vocazione alla ricerca degli artifizi per eludere e scavalcare fiscalmente le leggi dello Stato!Detto questo per Noi, per la Sinistra, rimane il fatto che il quadro geopolitico che stanno disegnando entro il quale svolgere le politiche Nazionali,e quindi le sinergie atte ad affrontare le sfide della globalizzazione,sia grosso modo completato e con l’assenso di buona parte delle opposizioni,quindi giocoforza mi sembra che uno sguardo di Sinistra,non nei lunghi termini(la nostra Utopia di un’altro mondo è possibile..)ma per una ricostruzione e resistenza di una Sinistra EUROPEA e delle genti che verranno escluse dalle decisioni si impone alle nosre riflessioni ..,alle nostre scielte politiche e strategiche; la posta in gioco sono l’Europa dei diritti e del benessere, della dignità delle persone e della titolarità di cittadinanza, termini questi che credo sono e saranno decisi per la salvaguardia della civiltà e della culura Europea, cosi come dall’illuminismo si sono venuti a conformarsi nel lumgo cammino delle lotte sociali.Ovviamente un riposizionamento della Sinitra Europea,necessiterà di una piattaforma, un programma alternativo alle scielte liberiste,che siano condivise non solo politicamente dai vertici delle forze politiche che si richiamano alle Sinistre, ma dal più vasto consenso popolare dei popoli e dalle classi sociali che saranno coinvolte da un ciclo economico epocale di globale sfruttaemento.

Stefano Dall'agata 4 settembre 2010 - 23:46

Mi pare che si dia troppo credito al signor Tremonti, l’uomo che ha riempito l’Italia di capannoni vuoti a spese del bilancio statale (Tremonti uno e bis) per non parlare delle fuoriserie e suv “aziendali”, che furbescamente cita Berlinguer, dimenticando volutamente che Enrico stava con gli operai FIAT e non con la dirigenza del Lingotto, e che Enrico non faceva il Ministro per un mafioso pluriinquisito, ma aveva ben chiara la questione morale.
Il signor Tremonti è il classico italiano buono per tutte le stagioni, un voltagabbana che va dove è il suo comodo, un servo (di lusso, ma sempre servo).
Quanto al PD da Zingaretti a Bersani sono patetici nel loro correre dietro ad uno dei responsabili massimi della crisi italiana.

Carlo 4 settembre 2010 - 23:29

condivido in pieno,l’articolo di repubblica lò letto,povera ITALIA :era meglio che compravo il Manifesto(€2,50).

Mirko Lombardi 4 settembre 2010 - 18:54

Oggi il Giornale, o Libero, non ricordo esattamente, titolava “l’eroe dei due monti” continuando la polemica antifiniana ed alludendo a Montecitorio e Montecarlo. In realà altro che due monti, c’è Tremonti che allinea un nuovo centrodestra di stampo leghitaliano-europeo. La proposta è pesante nel senso che ha un orizzonte strategico e con grandi spazi di capacità di catalizzare ed entra come il burro nella subalternità del PD, come dice bene Musacchio. E le dichiarazioni di autorevoli membri del PD sono semplicemente sdraiate sull’ineffabile ministro delle finanza, al punto da far sembrare addirittura più di sinistra la apertura della Bindi ai finiani. Stiamo freschi se non si rimette in piedi la sinistra, e subito, e di taglio europeo.

Vanni Maltoni 4 settembre 2010 - 18:00

Magari diventassimo un po’ più simili alla Germania. E le mafie cosa ne pensano? Intendono prendere il pieno controllo di tutta l’Europa come già dell’Italia?

Sikania 4 settembre 2010 - 17:44

Si è un allarme,appunto per questo bisogna costruirla fuori dal Pd la sinistra,quella di loro non è sinistra,non hanno alzato un dito per tutti i lavoratori che hanno perso il loro lavoro.Bisogna ricondurre gli elettori di sinistra al voto e concentrarli tutti nello stesso partito e siccome ci sono è aspettano,la sinistra si sa è fuori dalle camere ed è nostro compito farla rientrare,ma da sola senza l’ausilio di nessuno,si devono ricongiungere tutti coloro i quali si sono divisi,senza velleità di guadagno,poichè diciamolo molti partiticoli nascono per il rimborso elettorale e loro lo sanno e deviano l’elettore,ma con la volontà di ricostruire una forza che in realtà manca da troppo tempo dal panorama politico italiano.Volevo anche aggiungere che in Germania si sta ricompattando una nuova sinistra e anche in Francia.

Raffaele Destro 4 settembre 2010 - 15:52

L’allarme lanciato è condivisibile. E’ urgente che la sinistra si riorganizzi. Per farlo serve aprire una nuova fase politica. Una nuova fase che deve partire dal consolidamento di SEL. Un consolidamento che sarà veramente possibile solo dopo il CONGRESSO FONDATIVO di ottobre. Da li’ ripartirà il rilancio dei valori della Sinistra. Il riappropriasi di un vocabolario troppo trascurato che parli di “diritto al lavoro” di “giustizia sociale”. Un CONGRESSO di SEL che sia un appuntamento per donne ed uomini che si mettano a disposizione per questi VALORI. Per costruire un percorso che raccolga a se quanti si sentano disposti a lavorare per eliminare le ingiustizie che anni di governo delle destre ha prodotto.

Raffaele
SEL-Bruino

Ciro Imperato 4 settembre 2010 - 15:01

Bene Musacchio, ottimo articolo

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