SEL con i ricercatori contro le modifiche dello statuto del CNR

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Il CNR sta per approvare una bozza di statuto che desta  elementi di grave preoccupazione.

Il primo riguarda il fatto che il documento non rispetta i principi stabiliti nella carta europea dei ricercatori. Inoltre, brilla l’assenza di ogni ruolo dei ricercatori nella direzione dell’ente. Infine, forse l’aspetto più grave, è evidente il tentativo di espellere il precariato storico dall’ente a prescindere dai meriti e dalla produttività.

Oggi è in corso a Roma una assemblea del personale in concomitanza con il cda che dovrebbe approvare la proposta del nuovo statuto. SEL è solidale con la lotta dei lavoratori della  conoscenza del CNR contro questa modifica regressiva dello statuto dell’ente e per il rilancio degli enti di ricerca pubblica e del ruolo dei ricercatori.

Umberto Guidoni

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Antonello Natali 31 luglio 2010 - 13:48

Bravo Marco, concordo pienamente.

Marco Possanzini 30 luglio 2010 - 13:23

La bozza di statuto che il CNR sta per approvare, anche con eventuali modifiche, rappresenta un punto di non ritorno. Il quadro si completa con quella che viene definita “riforma” dell’Università, della Scuola e degli enti di ricerca. E’ in atto un tentativo trasversale di ammonimento e di distruzione del sapere critico. Le leggi così dette bavaglio, così come la deformazione dell’Istruzione e leggi collegate, hanno lo scopo di demolire il sapere critico e l’indipendenza degli enti “terzi”, cioè di tutte quelle realtà scientifiche che operano in autonomia, lontane da ogni forma di condizionamento lobbystico o politico. E’ in atto una guerra contro l’intelligenza, contro la capacità di analizzare con strumenti propri la realtà, contro ogni forma di sapere critico non controllabile e che opera in autonomia, spesso contrastando il “verbo” proferito nelle aule del potere.
Non si tratta soltanto di difendere dei lavoratori, dei ricercatori, dei ragazzi brillanti che lavorano per migliorare la condizione di vita di noi tutti, si tratta di difendere il principio di terzietà e di autonomia della ricerca, il diritto che ha una società di essere critica e di condizionare l’operato della politica, quando quest’ultimo è in totale discordia con gli interessi generali. Non abbandoniamo questi lavoratori, non abbandoniamo i lavoratori degli enti di ricerca “terzi”, lottiamo con loro e per loro, facciamolo nell’interesse dei soggetti deboli che subiscono le decisioni del potere, facciamolo nell’interesse della società tutta. Senza la libertà della ricerca, senza l’autonomia di quest’ultima, senza la capacità e il senso critico, non c’è futuro, nè per i lavoratori precari degli enti di ricerca nè tantomeno per tutti noi.

Dalovi 29 luglio 2010 - 17:35

Assurda è poi la previsioni di espellere i precari con più di 6 anni di anzianità. Ossia quel che sarebbe giusto sarebbe una valutazione del precariato per la stabilizzazione di quello meritevole invece di una automatica espulsione a tempo.

Proprio il giorno precedente il presidente ha presentato gli Highlights 2008-2009 del Consiglio Nazionale delle ricerche. Suggeriamo al presidente di contare quanti dei lavori, da lui giudicati di eccellenza, dell’ente sono stati scritti grazie al contributo del personale precario! E magari quanti applicando la regola dei sei anni degli autori perderebbero il posto. Così può stimare il danno prodotto dallo statuto.

Vincenzo Fiore 29 luglio 2010 - 16:01

Inoltro:
Questa mattina i sindacati sono stati ricevuti dal Presidente che ha illustrato loro la bozza dello Statuto che sarà proposta per l’approvazione oggi alle 2 al CdA.

Tale bozza ha al momento ricevuto un parere negativo dal Consiglio Scientifico Generale
(con votazione di 11 contrari e 2 favorevoli) ed è intenzione del Presidente chiedere di rimandare la votazione alla settimana prossima per valutare possibili modifiche.

I sindacati si sono associati al giudizio negativo del CSG e hanno individuato come prioritario il cambiamento degli articoli relativi alla limitazione a 6 anni per i rapporti di collaborazione con l’Ente (anche non continuativi e cumulati con qualsiasi forma contrattuale: borsa di studio, assegno, TD etc.) e al vincolo del 70% del FFO per le spese di personale (attualmente all’82% il che implicherà l’azzeramento progressivo dell’utilizzo delle risorse del turn over per la creazione di nuovi bandi di assunzione).

All’assemblea del personale di questa mattina è stato quindi dichiarato lo stato di agitazione permanente.

Al fine di stimolare il CdA a riflettere maggiormente sul testo e ad ascoltare i suggerimenti della comunità scientifica dell’Ente su questo fondamentale documento è stato deciso di intervenire fisicamente alla riunione. Tutti i colleghi interessati sono quindi invitati a partecipare alla mobilitazione che si terrà oggi alle 14 in sede centrale.

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