Vendola al Pd: «Berlusconi non andrà via da solo. Azzeriamo tutto per ripartire»

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Da ragazzo vendeva i libri, poi cominciò a correggere bozze, a ragionare sulle parole, cercarne di migliori. Si è sentito ricco quando ha potuto comprarsi le opere complete di Pavese, «mi affascinò la sua scrittura meno legata ai codici dell’eloquenza e più allacciata al ritmo della vita». Il centrosinistra riparte da qui, da Terlizzi, dalla Puglia, dal linguaggio diverso di questo uomo del sud, Nichi Vendola. «Adesso servono occhi per vedere, e voglia di capire questo Paese. Dobbiamo ritornare a pensare. Cominciando dalla domanda più scontata ed elusa di questi anni: cosa sta succedendo all’Italia? E la risposta deve partire da una consapevolezza: Berlusconi non è una anomalia di questo Paese, ma la sua autobiografia».

Vendola sta andando a Roma, per impegni «personali». Ma è un viaggio simbolico, atteso. Incontra cittadini che gli propongono – subito – un nuovo, messianico, obiettivo. «Devi guidare il centro sinistra». Al solito, si appassiona alle sue parole, e s’attarda con qualunque giornalista o passante voglia discutere di qualsiasi cosa. Il pollice della mano destra è fasciato da un anello d’oro, dono di un pescatore di Mola di Bari, «era il ricordo di maggior valore che serbava della madre. È il mio anello di fidanzamento con la Puglia». Ha questi cedimenti ortodossi. Stretto nella mano ha l’ultimo, bellissimo, struggente libro di Erri De Luca, Il peso della farfalla. Con lo scrittore campano condivide il legame ombelicale, eterno con la madre, che pervade le pagine di De Luca e che accompagna la biografia del governatore: l’anziana signora Vendola anche ieri mattina mostrava euforica dal suo modernissimo computer l’inaugurazione a Berlino della Fabbrica di Nichi, questi nuovi spazi e modi di aggregare i sostenitori.

Come vent’anni fa la Lega cambiò il linguaggio della politica, parlando alla pancia della gente di destra, conservatrice, del nord, Vendola cerca parole nuove, e con quelle trova il cuore della gente del sud. Vuole e deve portare questo linguaggio fuori dalla Puglia, misurarlo con un elettorato più vasto, deluso, risalendo la Penisola: «Ma se cominciamo a parlare di chi deve fare il leader, allora continuiamo a perdere».

E per vincere, come deve parlare il centrosinistra?

«Non è un problema di stile della comunicazione. È il contenuto del messaggio che va cambiato: cambiandolo, si troveranno parole appropriate, e per forza nuove. Il centrosinistra non è un messaggio forte, riuscito. È frammentario, allusivo: allude ai problemi, in campagna elettorale, ma prima e dopo il voto non li affronta, né quando governa e né quando potrebbe organizzare l’alternativa. E queste allusioni si trasformano implicitamente in illusioni. E infine in delusioni».

Il Pd pare non avere i numeri per sperare nell’autosufficienza e nemmeno per esser perno di una coalizione così eterogenea…

«Non imparano mai, continuano a sbagliare. La situazione andrebbe azzerata. Intanto dovrebbero ammettere che il risultato nazionale è negativo».

È vero che assieme a Veltroni potreste rilanciare un nuovo Pd, che nascerebbe già allargato verso sinistra?

«Mah… non è questa l’urgenza…(e allarga le braccia e ripete la muta smorfia che aveva seguito la richiesta di un commento alle dimissioni del suo grande avversario, il ministro Raffaele Fitto, ndr)».

Da dove si comincia?

«Faccio una proposta: mettiamo tutto in discussione, senza tabù, senza steccati. Ognuno porta quello che ha, io porto la mia dote».

Presidente, a livello nazionale la sua dote è del 3%…

«È un micro patrimonio ma anche la dimostrazione che non ci sono specchietti per le allodole. Qui, in Puglia, Sinistra e Libertà è al 10% perché con le Fabbriche siamo riusciti a coinvolgere il territorio, i giovani, la società in un percorso reale, sui temi concreti. Ogni cosa può crescere, se curata».

E poi, discutere di cosa?

«Cosa è oggi il centrosinistra? Non possiamo connotarlo con le parole di Montale: codesto solo oggi possiamo dirti, ciò che non siamo, ciò che non vogliamo. Serve un passo avanti, annunciare il cambiamento non basta: va praticato».

C’è un’occasione all’orizzonte: la crisi di Berlusconi.

«Ma senza progetto assisteremo alla sua consunzione senza giovarne. Il centrosinistra si attendeva una riscossa solo perché percepiva il disfacimento del Pdl: non è accaduto, anzi, i guai di Berlusconi sono stati ammortizzati dalla Lega».

Come si ritrovano gli elettori?

«Con nuovi percorsi: i vecchi partiti non riescono più a seguire la società. Parlano fra loro, cercano i moderati, tessono alleanze. Ma non sentono i cittadini. Manca il vocabolario dell’alternativa. Costruiamo questo racconto, cominciamo da due belle parole: lavoro e libertà».

Intervista a l’Unità di Marco Bucciantini

Vendola al Pd: «Berlusconi non andrà via da solo. Azzeriamo tutto per ripartire»

Ci sono 16 commenti per questo post
Valentino Ceccobelli 2 aprile 2010 - 12:39

Ho votato sinistra e libertà. spero che sia un progetto serio e che andrà avanti, io lo appoggio in pieno.

Vanni Maltoni 2 aprile 2010 - 12:10

Non stare a preoccuparti, so chi è stato Antonio Gramsci anche se non ho mai ritenuto per me fondamentale approfondire le sue idee leggendolo, in compenso ho letto Marx e tanto mi basta.
Io ho quasi 40 anni, ma ho frequentato e frequento ambienti ove spesso incontro persone più giovani di me. Continuare a sbandierare un’identità comunista oggi, nel 2010, vuol dire essere fuori del proprio tempo. Se hai voglia di rispondere nel merito sei il benvenuto, altrimenti c’è un altro partito dove i tuoi toni trovano una collocazione più appropriata e ti consiglierei di aderirvi. Si chiama Lega Nord.

Rosso 2 aprile 2010 - 02:00

penso che Vendola sia l’unico capace di far vincere il centro sinistra, e che però se vogliamo vincere veramente tra tre anni dovremmo pesare molto di più,altrimenti il pd, ci schiaccerà, e verremmo screditati.. è per questo che propongo di seguire l’esempio marche..uniamo la sinistra,costruiamo un accordo di opposizione con la fed x fare opposizione insieme al governo berlusconi e differenziarci dal pd..in questo modo tra tre anni saremo più forti e potremo avanzare la candidatura di vendola alla leadership del centro sinistra, e in coalizione col pd, nella definizione dei rapporti di forza non soccomberemmo..

Ugo Francesco Calvo 1 aprile 2010 - 23:20

Pensa Vanni che io per capire come si possa ridurre l’intelligenza al tuo livello mi sto rileggendo gli scritti di Gramsci Antonio. Non sto a dirti chi fosse ma se per caso ti ci imbattessi sono sicuro che gioverebbe a te ed anche a SEL se tu ne sarai una giovane espressione.

Vanni Maltoni 1 aprile 2010 - 18:48

Cari compagni veterocomunisti, cercate di farvene una ragione… O cambiate o siete fuori del vostro tempo. E’ ora che vi rendiate conto che un giovane il comunismo lo conosce solo per sentito dire, e ne ha sentito parlare come e peggio del fascismo.

@ Alessio
Mia personale opinione, chi come te continua a sbandierare la propria identità comunista è ben più pericoloso di DiPietro e Grillo per la rinascita della nuova sinistra italiana. Nella Federazione della Sinistra Comunista troverai tanti compagni che la pensano come te, SEL è altra roba mi spiace, per l’identitarismo non c’è più posto qui. Altre sono le priorità e non abbiamo né il tempo né le risorse umane da spendere dietro a certe sciocchezze.

Marcox 1 aprile 2010 - 14:37

NICHI SEI TU IL FIGLIO DEL POPOLO.SEI TU CHE PORTERAI IL POPOLO AL POTERE.Vendola Premier 2013.

Giuliano Garagnani 1 aprile 2010 - 12:34

Non credo che Nichi voglia lo scioglimento di SEL, le Fabbriche sono un altra cosa, sono la modalità innovativa del lavoro politico sul territorio, sono il luogo delle idee e della discussione all’interno della quale costruire concretezza propositiva. Uno spazio aperto, possibilmente trasversale, di elaborazione politica. Sel non è ancora un partito, sarebbe un bene non lo diventi seguendo vecchi schemi ormai antiquati, quello che serve oggi è un “non partito”, all’interno del quale far nascere le Fabbriche delle Idee, luoghi aperti dove chi arriva si possa trovare a casa sua, senza trovarsi di fronte ad un partito strutturato, piramidale, le fabbriche dovranno essere rete, scambio di idee alla pari, una testa un voto. Il superamento dello schema rigido del tesseramento, che esclude dalle decisioni chi non vuole o non si sente di essere iscritto, far diventare SEL un luogo fisico e virtuale per comunicare, l’utilizzo della rete potrà essere uno strumento utile per snellire il dibattito, preparare la discussione, affinare le idee. Sarà necessario coinvolgere nelle Fabbriche tutti i soggetti interessati, Associazioni, Comitati, Circoli, persone che abbiano unità di intenti in grado di parlare in modo unisono al resto della comunità. Nell’ambito del Centro Sinistra ove presenti in maggioranze non rinchiudersi negli steccati delle Giunte, aprirsi, farsi carico di tutte le proposte condivisibili, la lealtà nei confronti delle alleanze non dovrà impedirci di ascoltare e farci carico delle richieste che provengono dall’esterno (penso al movimento a 5 stelle di Grillo, ma non solo), non fare l’errore di essere visti come una forza di retroguardia, del passato, SEL dovrà essere innovativa e propositiva, non una forza residuale all’interno del C. S. ma il motore verso il cambiamento. Trovo molto importante questo passaggio nell’intervista di Nichi: “Il centrosinistra non è un messaggio forte, riuscito. È frammentario, allusivo: allude ai problemi, in campagna elettorale, ma prima e dopo il voto non li affronta, né quando governa e né quando potrebbe organizzare l’alternativa. E queste allusioni si trasformano implicitamente in illusioni. E infine in delusioni». SEL non potrà permettersi di essere partecipe di questo meccanismo perverso, dobbiamo portare concretezza, nelle idee e nelle proposte politiche. Citando sempre una frase di Vendola: “Oggi vince chi ha un idea del futuro e non del passato”.

Luca\ 1 aprile 2010 - 11:17

signori quì nessuno sta metterndo nel cassetto SEL, si sta solamente dicendo che SEL dovrà essere un partito molto diverso da quelli della seconda repubblica.

Michele 1 aprile 2010 - 10:04

Azzerare la vecchia politica del centrosinistra significa accantonare le logiche dalemiane, ma anche veltroniane, cerchiamo di non tirar fuori sempre questa nomenclatura. e poi basta parlare di pd. Abbiamo delle indicazioni precise, il modello delle fabbriche di niki funziona, portiamolo avanti, gli altri ci seguiranno se non vogliono sparire. Per quanto riguarda il prossimo leader del centrosinistra mi sembra evidente che Nichi sia il migliore, ma non intasiamo il dibattito su questo. Pensiamo a continuare a lavorare senza troppi schemi.

Federico 1 aprile 2010 - 09:54

Ok ma… stiamo per mettere nel cassetto di già Sinistra e Libertà? Sinceramente mi sentirei preso in giro.

Vladimiro 1 aprile 2010 - 09:40

penso che il vero nodo da sciogliere sia la lega…altro che Roma ladrona…i fondi fas sono finiti in Padania questa volta e in Sicilia dove spadroneggia il Map(la lega del sud). I leghisti ringraziano…i Siciliani lo hanno fatto prima, I Sardi hanno ringraziato e non hano avuto niente. Per recuperare elettori bisogna spiegargli non solo ideali, che nella società odierna mancano, sono d’accordo, ma anche diritto. La gente non conoscendo i meccanismi di funzionamento dello stato si fida troppo di un informazione drogata…fatta più di slogan che di contenuti e quando questi ci sono…non è in grado di valutali bene

Franci Iscritto Al Psi Ma Pronto A Sposare L'originaria Idea Di Sel 1 aprile 2010 - 09:02

grande vittoria di SELl in Puglia. Importante presenza dei socialisti. (5 consiglieri). Occorre pensare ad una alleanza omogenea che possa rappresentare il nuovo riformismo del futuro saldamento ancorato al socialismo europeo: la vera sinistra del fare.
Ritroviamoci con l’originaria idea di SeL che tanto ci scaldò il cuore ed il fiato alle scorse europee….credo si possa fare!
Un saluto ed a presto!

Alessio 1 aprile 2010 - 00:15

Sono comunista da sempre e da sempre ho resistito alla tentazione di non andare a votare, i tempi sono duri e davvero preoccupanti. Berlusconi novello Cesare stà svuotando dall’interno la democrazia e alla fine (forse anche dopo di lui) basterà che qualche l’Augusto di turno di il colpetto per farla cadere giù, senza che nessuno se ne accorga o se ne lamenti. Mi infastidisce lo svuotamento ideologico dei partiti come la politica del fare DI berlusconi come di di Pietro e peggio di Grillo. Sarebbe ora che la sinistra (quella vera) si riprendesse i suoi voti, fatta la scelta di essere partito di governo (e rinunciando con sofferenza alla falce e il martello) è ora che questi voti tornino a casa. Saluto Vendola come l’ultima speranza per una redenzione del nostro paese e personalmente dopo tante perplessità sò cosa voterò con certezza nelle prossime elezioni.

Vanni Maltoni 31 marzo 2010 - 23:45

Mi sembra troppo per un uomo solo, caro Nichi… Governare una regione (e occorre farlo ancora meglio stavolta), crescere il proprio partito SEL, e infine porsi quale forza trainante del progetto di riforma dell’intero centrosinistra…
Troppo in 3 anni, ma stiamo scherzando?
Caro Nichi, cerca di fare bene quel che puoi e per cui hai tempo, se ti muovi su troppi tavoli rischi di perdere la concentrazione.
Buon lavoro, compagno Vendola.

Marcox 31 marzo 2010 - 21:24

VENDOLA PREMIER 2013,UN SOGNO CHE DIVENTA REALTÀ.NOI POPOLO VENDOLIANO SIAMO GIÀ A LAVORO,ABBIAMO DIMOSTRATO DI ESSERE MOLTO EFFICIENTI!

Andrea Da Asiago (vi) 31 marzo 2010 - 20:37

W il Centrosinistra !!! Crediamoci
tutti insieme , bisogna crederci e
mettiamoci a lavorare tutti per un
obbiettivo : creare una vera alternativa di idee
per il nostro paese . W la sinistra W la libertà

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