Dichiarazione di Daniele Cassanmagnago, portavoce provinciale Sinistra Ecologia Libertà “Questa sera il Consiglio comunale di Desio si riunisce per affrontare la questione ‘ndrangheta. Vorremmo che fosse l’occasione per fare finalmente chiarezza. E non a parole, con un documento inutile e contraddittorio – quello proposto dal Sindaco, sul quale peraltro la maggioranza è spaccata – che pur contiene alcuni buoni propositi, ma che già in partenza li sconfessa attraverso un’analisi inaccettabile di quanto accaduto a Desio , tesa a minimizzare la presenza della ‘Ndrangheta e a sorvolare sui rapporti che questa intratteneva – come emerso da alcune intercettazioni riportate dalla stampa – con esponenti politici desiani di diverso livello, anche della maggioranza che lo sostiene. Occorrono i fatti e, tanto per cominciare, le immediate dimissioni del pidiellino Natale Marrone, che già ha lasciato gli incarichi di partito, ma che non si è ancora sentito in dovere – né altri per lui – di rimettere il mandato da consigliere comunale. La specchiatezza delle istituzioni è una priorità: chiunque risulti a diverso grado coinvolto in inchieste sulla criminalità organizzata deve essere allontanato. E’ impressionante quanti esponenti del Pdl compaiano a vario titolo nelle carte di questa maxi-indagine, a partire da Massimo Ponzoni, che intanto – giusto per l’appunto – continua a essere segretario della Presidenza del Consiglio regionale. La politica deve assumere un ruolo di primo piano nella lotta alle infiltrazioni malavitose e i partiti sono chiamati a dotarsi di un codice etico. E poi, certo, serve uno scatto dell’intera comunità, che deve sentirsi nel suo complesso impegnata a contrastare la presenza capillare e inquietante delle mafie sul nostro territorio. A questo proposito, oltre a rilanciare la necessità di costituire osservatorio provinciale per la legalità con tutti i soggetti istituzionali, politici e associativi, ci rivolgiamo anche alla locale Unione dei commercianti proponendo – come già feci invano alla fine degli anni ’90 quando ero assessore – un questionario anonimo per gli associati, con l’obiettivo di monitorare in paese il fenomeno del racket e dell’usura. Da oltre trent’anni le famiglie Iamonte e Moscato sono e operano a Desio. La posizione assunta dal Sindaco Mariani rappresenta un oltraggio all’evidenza e al senso di responsabilità. Sarebbe il caso che ne traesse le dovute conseguenze, rassegnando, subito dopo Marrone, anche le proprie dimissioni”.