Un cambio di passo delle politiche ambientali e un atto di sfida per il futuro energetico. E’
quello che propone Sinistra Ecologia Libertà a Sessa Aurunca . L’alto casertano è sempre
alle prese con i problemi del territorio che dal punto di vista ambientale non consentono
agli amministratori responsabili di abbassare il livello di attenzione.
SEL ribadisce l’importanza di tenere accesi i riflettori sulla questione che più deve stare
a cuore al comune di Sessa Aurunca e agli altri comuni limitrofi: quella della Centrale
Nucleare del Garigliano. Come tutti sanno al centro di mille dubbi sul possibile rischio
di reimpiego come sito di stoccaggio (temporaneo) delle scorie nucleari che già sono
ingombranti per il nostro paese, e, per quelle che potranno essere prodotte a fronte della
sbandierata nuova politica energetica del Governo, che si prefigge l’obiettivo entro pochi
anni di riattivare la produzione di energia nucleare con la costruzione di nuove centrali di
ultima generazione.
Perché allora non mettere in campo una proposta, d’impatto provocatorio (ma non così
surreale) per un cartello dei comuni limitrofi all’area, ove insiste la Centrale del Garigliano,
al fine di proporre alla SOGIN SpA, proprietaria del sito nucleare, il progetto per la
costruzione di un mega impianto per la produzione di energia solare, sfruttando il sito
stesso, se è vero come dice la SOGIN medesima che all’interno vi sono lavori in corso,
finalizzati allo smantellamento e alla messa in sicurezza della struttura e non come dicono
i soliti CATTIVI di sinistra per farne un deposito di scorie.
Tale impianto, potrebbe, su una superficie di diversi ettari, ospitare finanche un polo
di ricerca e sviluppo per le energie alternative o un osservatorio ambientale con una
importante incidenza occupazionale.
Potrebbe senz’altro significare un importante segnale di inversione di rotta, proprio perché
proveniente da enti pubblici, con provvedimenti di sana e lungimirante politica, a dispetto
del grave degrado ambientale che tutta Terra di Lavoro (per chi non è della provincia di
Caserta, è così che viene chiamata la pianura che occupa l’area del nord casertano per la
sua storica vocazione agricola e non solo) ha dovuto subire nell’ultimo trentennio.
Come citato da esperti autorevoli nel campo delle energie alternative: un impianto
fotovoltaico esteso quanto l’intero raccordo anulare di Roma, basterebbe a fornire corrente
elettrica ad un terzo dell’Italia; in Nevada è stato costruito un impianto per la produzione
di energia solare, su progetto europeo, dal costo di appena 200 milioni di dollari, che
produce 64 megawatt , realizzato in appena 18 mesi.
Senza ricorrere a progetti faraonici, per il bacino di tutto il nord-casertano e quello del
basso Lazio per i comuni di Minturno e Castelforte, anch’essi molto vicini al sito di cui si
parla, ipotizzando una comproprietà dell’impianto, ne basterebbe uno di dimensioni più
modeste, con costi di gran lunga inferiori e tempi di realizzo molto più rapidi.
Non può infine sottacersi, è questo va ribadito con sdegno, che il sito nucleare del
Garigliano insiste nel bel mezzo del Parco Regionale di Sessa Aurunca –Roccamonfina
e niente di più coerente, suggerirebbe di aprire la strada ad un progetto del genere, in
sintonia con un nuovo concetto di energia, di sviluppo, di tutela del territorio, ove da
difendere con ogni mezzo, ci sono la forte vocazione agricola e quella turistica che
rappresentano un fondamentale volano per l’economia di tutta la zona.
Franco Passaretti – SEL Caserta