“I dati diffusi questa mattina dalla Questura di Milano confermano quello che abbiamo sempre sostenuto: negli anni scorsi la legge Bossi Fini ha largamente contribuito ad ampliare la clandestinità. In particolare il meccanismo della decretazione sui flussi (sempre tenuti al di sotto delle richieste delle imprese e delle famiglie) ha costituito un ampio bacino del lavoro nero.
Oggi che i flussi sono stati numericamente dilatati assistiamo ad una significativa riduzione delle posizioni “irregolari” cui si aggiunge l’effetto positivo della sanata posizione per centinaia di migliaia di “badanti”.
Su questi dati dovrebbe riflettere il sindaco di Milano Letizia Moratti piuttosto che avventurarsi in ardite equazioni sul rapporto tra “clandestinità” e criminalità. E dovrebbe riflettere tutta quella politica che, tentando di limitare i ricongiungimenti familiari, ha aggiunto danno al danno.
Appare per noi evidente che la strada da percorrere va nella direzione delle politiche di inclusione e convivenza, ovvero nella direzione opposta a quella fino ad oggi seguita dal centrodestra milanese e lombardo”.
Milano, 14 maggio 2010