Oggi non voterò a favore della delibera che introduce il contributo di soggiorno a carico di coloro che alloggiano nelle strutture ricettive della città, introdotto dal D.L. n.78/2010. Sono fortemente contraria per la mancanza di equità della tassa di soggiorno introdotta dal Governo che esonera dal pagamento alcuni turisti privilegiati. Esattamente quelli ospitati nelle strutture ecclesiastiche, quelle stesse che registrano un giro di affari di circa 700 milioni di euro l’anno , non pagano ICI, pagano un’IRES dimezzata e hanno goduto di copiosi finanziamenti pubblici in occasione del Giubileo. Tra “case per ferie”, “case vacanze”, “rifugi per pellegrini” ,sono quasi 10 mila i posti letto a Roma e nel Lazio e non si capisce in virtù di cosa gli ospiti dovrebbero godere di un privilegio visto che usufruiscono come tutti i turisti dei servizi e delle bellezze della città, sporcano come gli altri , ma non contribuiscono a spese e servizi che vengono sostenuti dai cittadini romani. In una crisi così drammatica dove tutti siamo chiamati a stringere la cinghia non ci possiamo permettere, prima di tutto perché non equo, queste frange di privilegio che regalano beneficienza a chi dovrebbe farla.