Riaprono le scuole, e le famiglie con figli disabili si ritroveranno a pagare i ritardi e i tagli del Governo.
Apprendiamo dagli organi di stampa che le domande di sostegno sono sempre più numerose: 12.500 nella città di Roma, con un incremento rispetto allo scorso anno di più di 100 domande, e, purtroppo, un numero di ore che si paventa invariato, quindi non sufficiente rispetto ai bisogni della scuola e delle famiglie.
Con i ritmi frenetici e faticosi di oggi, i genitori che lavorano hanno sempre più bisogno non solo di sostegno scolastico per i loro figli, ma di un reale lavoro di rete tra la neuropsichiatria e i servizi sociali dei Municipi.
Purtroppo, per tamponare situazioni di disagio psicologico, troppo spesso si arriva a somministrare farmaci ai bambini che, invece, con una idonea terapia familiare e adeguata assistenza di neuropsichiatria infantile (servizio che, invece, soggiace a liste d’attesa di mesi…), vedrebbero migliorare la propria situazione con maggiore efficacia, e danni minori, di un farmaco.
Mi rivolgo al sostegno scolastico, alle scuole e agli altri servizi che garantiscono il welfare direttamente mirato alle famiglie, per avviare un partecipato sostegno psico-socio-educativo ai bambini che soffrono, i più deboli del nostro contesto sociale.
su Facebuok un gruppo contro il redditometro
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