“Prendiamo atto che l’incontro di questa mattina tra le delegazioni di Prc-Federazione della sinistra e del Partito Democratico in vista delle elezioni di marzo in Lombardia non ha avuto esito positivo. Da tempo abbiamo affermato l’idea che la coalizione da opporre a Roberto Formigoni e al centrodestra debba avere la caratteristica della massima ampiezza. Condizione che riteniamo necessaria per dare a questa difficilissima sfida opportunità di successo. Chiudendo a sinistra e aprendo nei fatti a Radicali e Udc, si configura un profilo di coalizione fortemente sbilanciato, che rende difficile la composizione di un programma unitariamente condiviso e che soprattutto risponda alla domanda di alternativa e cambiamento di milioni di cittadini lombardi”. Lo affermano Mario Agostinelli, capogruppo regionale Sinistra Ecologia e Libertà e Daniele Farina del Coordinamento nazionale Sinistra Ecologia e Libertà.
“Rileviamo - affermano i due esponenti di Sel – che questo passaggio, che contiamo non ultimativo, si associa ad una situazione in altre regioni d’Italia, la Puglia fra tutti, dove, indipendentemente dalla consistenza elettorale delle forze di sinistra, le scelte del PD privilegiano
un’alleanza organica con forze moderate, da Lombardo alla stessa UDC, che subordina persino il metodo democratico di scelta del candidato, di cui le primarie sono state fino a ieri strumento universalmente accettato. Riteniamo che in Lombardia debba continuare lo sforzo per un allargamento della coalizione anche a sinistra in vista delle elezioni regionali e in questo senso sollecitiamo con forza il candidato presidente Filippo Penati. Rilanciamo infine la richiesta di un’ampia consultazione popolare sui punti qualificanti del programma con cui la costituenda coalizione intende presentarsi agli elettori in Lombardia”.
Milano, 13 gennaio 2010
Sinistra Ecologia e Libertà Milano
sarebbe politicamente opportuno spendersi nel grande sforzo per l’allargamento a sinistra. Ma se Penati si dimostra quel genio che è veramente, ovvero non apre, allora varrebbe rompere con il PD e farsi partecipe del cartello di sinistra (personalmente sono contrario a qualsiasi forma di federazione) e poi se ne parlerebbe al ballottaggio.