L’esito delle elezioni regionali ci consegna un quadro difficile, particolarmente nel nord nel paese, ove la morsa delle destre si fa, se possibile ancora più stretta. Molte le ragioni dunque per cui la rappresentanza di Sel in Lombardia, Liguria e Piemonte deve diventare un laboratorio prezioso che non va sprecato. In Lombardia assume addirittura la responsabilità di dare voce a larga parte della sinistra esclusa dal Consiglio regionale.
E’ un compito difficile dopo una campagna elettorale dai toni alti e dai contenuti quasi invisibili. Svolgere puntualmente l’opposizione al quarto mandato di Formigoni, e al tempo stesso far vivere in essa il programma proposto ai cittadini lombardi, è da oggi il nostro lavoro. Il voto è anche la trama sottile attraverso la quale si intravedono le modificazioni della composizione sociale e l’area metropolitana milanese ha mostrato assai più che altrove l’esistenza delle condizioni per un cambiamento. Tra un anno la città di Milano può dare il benservito a chi la governa dal 1993 ma perchè questo accada occorre guardare a quelle prossime elezioni come ad una occasione per innovare anche qui le pratiche della politica. Occorre guardarvi come al punto di arrivo di un lungo percorso di società. È per questo che nelle prossime settimane SEL aprirà e proporrà un dibattito che contiene anche il tema delle primarie di coalizione. Convinti, come siamo, che parte degli ultimi risultati ottenuti dalle forze del centrosinistra, che parte della fuga dalle urne cui abbiamo assistito, abbiano a che vedere con la partecipazione dei cittadini che si è troppe volte rarefatta.