Sulla vicenda di Maurizio Grassano il presidente della Regione Cota e la Lega Nord, invece di impartire lezioni di morale e di coerenza nei comportamenti, dovrebbero chiedere scusa ad Alessandria e agli alessandrini per chi hanno candidato al Parlamento Italiano.
E dovrebbero spiegare per quale motivo tre anni fa, quando i fatti per i quali Grassano è sotto indagine – per concorso in truffa aggravata ai danni del Comune – erano sostanzialmente già noti e di dominio pubblico, il medesimo sia stato proposto ed eletto a presidente del Consiglio Comunale di Alessandria. Con i voti di tutta la destra.
E ancora, per quale motivo nel 2008, solo due anni fa, la Lega Nord lo abbia candidato alle elezioni politiche in una delle posizioni di prestigio per le quali poteva essere eletto parlamentare. Come in effetti è stato, risultando il primo dei non eletti della Lega in Piemonte.
La verità è che per diciassette anni Grassano è stato, da Consigliere Comunale, uno degli esponenti di punta della Lega Nord di Alessandria. E se non fosse stato per una puntuale campagna giornalistica e l’azione di Guardia di Finanza e Magistratura, sarebbe ancora al suo posto. Nella Lega Nord.
Concorso in truffa aggravata ai danni del Comune di Alessandria…Il nuovo radicamento della Lega ai soldi del territorio.