Nella notte, con il favore delle tenebre, come da copione, la marina militare israeliana ha assalito la flottiglia di imbarcazioni di pacifisti che, provenienti da tutto il mondo, avevano intenzione di portare un soccorso umanitario alla popolazione della Striscia di Gaza chiusa in un assedio criminale da Israele, con la complicità dell’Egitto e il silenzio-assenso delle “Democrazie” occidentali.
L’atto, di patente pirateria, è stato compiuto in acque internazionali e si è concluso in una tragedia con un numero eccessivo di morti e feriti…… solo tra i pacifisti.
Il governo Turco è intervenuto subito e in modo determinato nell’esprimere una dura condanna sull’operato del governo israeliano, mentre dalle “Democrazie” occidentali non si sente che un confuso balbettio.
Noi non possiamo accettare supinamente che la giustizia, il diritto internazionale ed il senso di umanità, che devono essere alla base delle relazioni tra i popoli e le nazioni, vengano ancora una volta violati impunemente da Israele, da un paese che reprimere anche al suo interno qualsiasi voce di dissenso e di protesta che si levi contro l’operato criminale del suo governo.
Di conseguenza, l’Associazione di Amicizia Italo-Palestinese Onlus di Firenze invita tutte le coscienze libere e non ancora ottenebrate dai miasmi dei compromessi, tutti i Comitati, le Organizzazioni, i Movimenti, i gruppi ed i singoli cittadini a gridare la propria condanna nei confronti di questo ulteriore Crimine Contro l’Umanità compiuto dalla marina militare di Israele.
Oggi pomeriggio, a Firenze, davanti alla Prefettura di via Cavour, dalle 17:00, tutti coloro che ancora credono nella democrazia, nel diritto e nella giustizia parteciperanno ad un presidio di protesta contro l’atto criminale portato a termine da Israele, per richiedere la condanna di coloro che sono responsabili materiali dei tanti morti e feriti, per pretendere che non solo la flottiglia degli aiuti umanitari sequestrata possa continuare il suo viaggio per Gaza, ma che venga tolto anche l’assedio alla Striscia, in quanto esso è un lampante crimine di Punizione Collettiva, che il Diritto Internazionale condanna, ma che nessun paese è intenzionato a sanzionare.