” Si è espresso così, in modo esplicito e con il voto che ha rigettato il nuovo attacco alla pianificazione paesaggistica e urbanistica regionale, tutto il disagio del centro destra sardo. Un disagio che già sfociato nella bocciatura che la Giunta Cappellacci ha inequivocabilmente rimediato nel voto delle ultime elezioni amministrative.
Avevamo preannunciato che il nuovo pasticcio normativo sull’edilizia avrebbe comunque lasciato irrisolti, se non aggravato, i problemi veri della Sardegna, la disoccupazione, la crisi del sistema economico e produttivo, l’estendersi dei fenomeni di disagio sociale e povertà, la pesante crisi delle nostre istituzioni democratiche. Avevamo chiesto insistentemente di accelerare in ogni modo la verifica sulla situazione finanziaria della Regione, sulla puntualità dei trasferimenti dal Bilancio dello Stato, sulla piena applicazione delle nuove norme statutarie sulle entrate (articolo 8 riformato), sugli strumenti di immediato intervento a sostegno del lavoro e dell’economia.
Il rifiuto esplicito e formale che è riecheggiato più volte nel corso del dibattito da parte del centro destra è stato nei fatti totalmente contraddetto da larga parte della maggioranza. Questo fatto evidenzia che la spaccatura è politica e di merito, difficilmente sanabile e sottolinea, se ancora ce ne fosse bisogno, l’estrema debolezza politica del Presidente Cappellacci, della sua Giunta e della sua maggioranza.