Claudio Fava: Elezioni – le idee e la forza dell’attuale centrosinistra non bastano per battere la destra. Costruire una sinistra per un’alleanza con progetti, fatti, comportamenti alternativi alla destra.

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Per battere la destra le idee e la forza dell’attuale centrosinistra non bastano. Occorre lavorare per una coalizione che guardi al Paese e non a se stessa, che metta da parte gli infiniti tatticismi, che ritrovi lo spirito delle grandi battaglie ideali e sociali.

E’ quanto afferma Claudio Fava, coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’, dopo una prima analisi dei risultati elettorali.

Il ridimensionamento dell’Udc  - prosegue Fava – conferma che allargare al centro senza un quadro politico coerente, e’ solo un esercizio retorico.

L’Italia va a destra se non vede fatti, comportamenti, progetti alternativi. La limpida vittoria di Nichi Vendola in Puglia ci insegna che un centrosinistra capace di assumere di se’ questo spirito positivo ed alternativo e’ una scelta vincente.

Alla ricostruzione di questo spirito, Sinistra Ecologia Liberta’ intende dare il proprio contributo. Sel si propone – migliorando il dato delle europee – come terza forza del centrosinistra, conferma il proprio consenso, e dimostra di essere un progetto politico radicato in tutto il Paese.  Ma non ci puo’ bastare.

Vogliamo impegnare  Sel  - conclude Fava – nella costruzione della sinistra per  un’ alleanza che sappia sconfiggere il plebeismo e il populismo di questo centrodestra a marchio leghista nella societa’ italiana prima ancora che nelle urne.

Ci sono 17 commenti per questo post
Andrea 14 aprile 2010 - 07:25

Mi appello ai circoli e alla classe dirigente.se si decide di unire federazione della sinistra e sel bisogna farlo in fretta! Bisogna dare il tempo alla gente di farci conoscere-infatti la sinistra arcobaleno falli’ perche’ fu creata un solo mese prima delle elezioni e moltissima gente non sapeva nemmeno dell’esistenza. Seconda cosa di basilare importanza:correre in coalizione col pd (in questo modo si elimina il problema del voto utile)personalmente non sono molto favorevole all’unione con idv (stile proposta di de magistris)troppe diversita’ di fondo. Cerchiamo un dialogo coi grillino,ma senza supplicarli..

Roberto Da Roma 8 aprile 2010 - 19:08

si il pensiero di Fava é attuale, concreto e va nella direzione giusta. Se non ci muoviamo per cambiare le cose. Berlusconi continuerà a cambiare il nostro mondo.
Credo che il settarismo storico della sinistra debba essere superato in una prospettiva unificante da resistenza e fronte di liberazione nazionale. Dobbiamo liberarci del nostro duce e dei suoi servi, ( che da circa un ventennio stanno danneggiando l’ Italia ed azzerando i nostri valori )questo é l’ impegno prioritario, poi si vedrà.
In questa prospettiva bisogna mettere da parte la schizzinosità, guardare seriamente al progetto De Magistris e riassemblarci con Rifondazione.

Angelo Padova 5 aprile 2010 - 12:55

sento il dovere di precisare il mio pensiero. Io non credo che i tanti giovani che si sono avvicinati Sel sono interessati a dar vita ad un partito. Ritengo che quelli che esistono sono sufficienti come numero ed insufficienti nella proposta politica.Non capisco questa voglia politicista di costruire Partito, di tuffarci nei riti della politica. Perch

Tommaso Da Rionero In Vulture 4 aprile 2010 - 22:38

Non sono un politologo ne un tuttologo, sono d’accordo con Fava, l’Italia va ha destra perchè ancora una volta la nostra debolezza è stata la forza del centro destra. Sono un compagno di sel e componente della segreteria della sezione di Rionero in Vulture (Pz) quello che sento tra le persone è una sola richiesta “unite la sinistra….di questo passo non si va da nessuna parte…!Sicuramente il laboratorio della Puglia non è riproducibile in altri territori ma può essere preso come esempio del nuovo modo di fare politica, modellarlo al proprio territorio con i propri problemi e le proprie esigenze. Il risultato ottenuto in campo nazionale deve essere il propellente per andare avanti con convinzione e determinazione. I molti compagni che si sono avvicinati alla “nuova polica” sono giovani, quei giovani che li abbiamo sempre visti indifferenti e per molti versi riluttanti verso la politiva. Credo che qualcosa stia cambiando perquesto bisogna darsi subito una struttura di partito a Giugno e iniziare da subito a lavorare per unificare le forze di sinistra. Un vecchio proverbio delle mie parti dice: Dividi richezza e diventa poverta! Crediamoci!!!!!

Angelo Padova 3 aprile 2010 - 15:20

Francamente è molto difficile commentare, non ho la pretesa di indicare un percorso ma un sentimento,diciamo un’approccio.
Sono un iscritto a SEL, quindi non corro il rischio di esssere scambiato per un “guastatore” ed infine nella città di Padova si è raggiunti un risultato ottimo più del 4%. Io non credo che il nostro lavoro debba essere la costruzioni di un ennessimo partito/ino del centro-sinistra, tutto ciò e nobile ma è un percoso già visto. Diciamo una rifondazione in una nuova veste? Ci interessa davvero? Riteniamo che la sinistra di governo e di valori possa essere istitulzionalmente il nostro 3% per cento? Io vedo una domanda diffusa, poplare, di massa he nei partiti attuali non trova cittadinanza. Che fare? non certo affrettarci fare “nuovi partiti” ma cambiari gli esistenti, tenere aperta una prospettiva culturale e di linguaggio che morirebbe negli inevitabili riti della costruzione di un partito. Un opa è un termine che si addice alle spa non certo alla politica,ma l’idea di un linguaggio capace di ridare fiato alla sinistra che esiste che non è solo quella da noi rappresentata, di una campagna su alcuni temi che possano coinvolgere i tanti compagni e milanti della sx trovo sia una sfida utile,la sx non può fare a meno di una grande e robusta forza popolare, si può pensare che in questi tre anni con un lavoro sui temi, sul identità, sui volti diamo vita ad una autenticà novità nel paese.Velleterio ma forse più affascinante della costruzione di un piccolo partito

Luca Lecardane 2 aprile 2010 - 21:19

io penso che bisogna percorrere una triplice strada: la prima radicare sel costruendola sul coinvolgimento e sulla partecipazione libera e organizzata attraverso gruppi di lavoro a ogni livello e conciliando questo principio con tempi certi di scrittura di programmi. organizzazione non significa avere un partito come sono i partiti di oggi, cioè oligarchici, ma significa avere un’associazione di uomini e donne accomunati da ideali e valori comuni che ovviamente organizzati e guidati da persone (segretari coordinatori portavoce o come volete chiamarli li chiamate) partecipano alla realizzazione dei principi e dei programmi per cui stanno insieme ; la seconda strada si incentra sulla costruzione di un progetto di società e di un programma per arrivare a quel modello di società – ; la terza strada riguarda le alleanze, nel nuovo centrosinistra o come vogliamo chiamarlo non ci possono stare tutti dall’UDC al movimento di grillo , c’è bisogno di alleanze coerenti ed alla pari perché non funziona se c’è uno che comanda e gli altri eseguono. penso che l’idea di unire idv, sel, grillo e ciò che possa esprimere il popolo viola possa valere se ci ritroviamo tutti non sull’antiberlusconismo ma su una piattaforma di progetto di società, di valori e di principi. abbiamo un’occasione unica tanta gente guarda noi con curiosità, speranza e fiducia, dobbiamo fare innamorare la gente di noi per idee principi valori coerenza e vorrei fortissimamente che sel non fosse identificata solo con Vendola Fava o chiunque altro perchè dobbiamo “depersonalizzare “la politica da un lato e dall’altro però fare in modo che queste nostre guide siano conosciute il più possibile

Mario Palmiro Cautela 2 aprile 2010 - 15:41

L’attenzione sulla sel era ed è – non si sa per quanto- ancora molto diffusa. molti sentonolanecessità di una forza o di una spinta innovatrice a sinistra. Di fatto però non si evidenzia nel paese- a parte ,forse, in alcune aree- un impegno concreto degli “iniziatori” di quest’avventura per mettere in piedi uno “scambio” su temi vicini alle persone. In molti posti-anzi- si è subito ricaduti nel privilegiare il sostegno a qualche notabile-istituzionale targato PD. Se si vuole seriamente ricostruire una sinistra sembra il caso di “sguinzagliare” le poche energie disponibili della sel sui territori per affrontare i nodi sociali, ambientali,…che attanagliano la maggior parte dei cittadini-lavoratori.

Andrea 2 aprile 2010 - 12:48

e de magistris che ha buttato li’ l’idea di creare un polo tra sel e idv?

Francesco Da Milano 2 aprile 2010 - 01:52

Condivido Alfonso, pienamente.
La vittoria di Nichi ci dice che la narrazione i valori i contenuti, oltre alla credibilità e fiducia che i candidati ispirano vengono prima delle alleanze nella scelta degli elettori. Lo scherzo del voto utile di veltroniana memoria (pari all’accusa di bersani a grillo per aver perso il piemonte) non attecchisce più, come appunto dimostrano l’asetnsione, le primarie pugliesi o appunto grillo in piemonte e in emilia.

Certo le alleanze e i regolamenti contano (fortunatamente in lombardia abbiamo una consigliera regionale grazie a questa lettura realistica della realtà); ma penso che ora dovremo concentrarci su di noi: cosa offriamo, e come, sia a chi vuole votarci, sia a chi vuole aiutarci, sia a chi vuole partecipare.

Non mi piace che il nostro coordinatore parli dopo le elezioni di coalizione e non del paese reale. in questo modo sembriamo il PD!! che per anni ha parlato di se stesso o di riofrma elettorale mentre altri ridisegnavano il paese..

Bisogna sciolgiere questi nodi ragionando in modo innovativo sulla forma partito, fare il congresso e andare col nostro passo offrendo all’italia IDEE e FACCE nuove, il nuovo centrosinistra verrà…

Alfonso Gianni 1 aprile 2010 - 18:58

Vedo che si moltiplicano le nostre dichiarazioni sul tipo di alleanze e di coalizioni che dobbiamo formare. Benissimo. Preoccuparsi fin d’ora delle prossime elezioni politiche (2013) e comunali in importanti città (2011, fra cui Milano e Napoli) è cosa buona e saggia. ma ora abbiamo un compito logicamente prioritario: costruire SeL come un soggetto politico autonomo della sinistra. senza questo non si può parlare di alleanze. Ci si allea con qualcun altro solo se si esiste in quanto tali. Per cui vorrei che ci si mettesse subito a lavorare per il congresso. Invece sento che avanzano proposte di rinvio a dopo l’estate, vanificando quindi le decisioni che prendemmo al Marriot. E che nello stesso tempo si pensa di potere avanzare un’Opa su l’intera sinistra, partito democratico incluso. Se così fosse sarebbe un grave errore. Di presunzione. Credo che dobbiamo invece darci un’identità, tutt’altro che chiusa in sè stessa, ma una identità chiara, un sicuro profilo programmatico e un’organizzazione conseguente, possibilmente innovativa. Quindi un gruppo dirigente. Come dimostra la nostra non eccellente prova in queste elezioni regionali, fatte le dovute eccezioni che sappiamo, tutto ciò è ancora da costruire, con umiltà e tenacia.

Fulvia Bandoli 1 aprile 2010 - 13:47

Caro Di Stasio
non so cosa abbiamo vinto in Campania e spero che un giorno tu riesca a spiegarmelo.
buone cose
bandoli

Alessio Stazi 1 aprile 2010 - 13:14

Il disinteresse per la politica per molti è dovuto al disgusto che oggi si prova a fronte della sua degenerazione. Per me questo non è il vero motivo o meglio, non è la ragione prevalente. Credo che il disinteresse, in realtà, sia la conseguenza di un decadimento culturale. Ed è qui che i partiti diventano necessari ancor più che in passato. Questi dovrebbero porre in essere un’azione di “ri-culturalizzazione” della società. Svolgere non più soltanto un ruolo di intermediazione tra società civile e stato, di aggregazione d’idee e nella peggiore delle ipotesi di voti ma ridare ai giovani e non, valori ed ideali per cui lottare. Cosi facendo distruggeremo le fondamenta su cui si regge la destra oggi al potere: l’ignoranza, il razzismo, l’opportunismo e l’apatia

Andrea 1 aprile 2010 - 12:59

su affari italiani ho letto le analisi dei flussi.l’1.2% (astensionisti esclusi) e’ passato dalla sinistra radicale alla lega.nell’immaginario del disoccupato o precario noi difendiamo troppo gli immigrati “colpevoli”specie in tempi di crisi,di RUBARE il posto di lavoro.una guerra tra poveri….prendiamone atto!
e subito si faccia un unione della sinistra radicale che corra in alleanza col pd.

Matteo 1 aprile 2010 - 10:50

A parer mio non dobbiamo “cancellare” i partiti ma rinnovarli. Nella mia ancora giovane esperienza la “sezione” di partito è una piccola casa capace di ospitare persone di diverse età, è un posto di scambio ma la pluralità di questi posti non deve essere messa a rischio. E’ a parer mio giusto e anche bello che ci siano tanti posti con correnti di pensiero e idee diverse che possono unirsi in una coalizione al momento del voto. Fare un pastrugno come il PD vuol dire diventare anonimi di idee, di senso di appartenenza, di una casa. Per non parlare delle numerose fazioni che si creerebbero. La parola Sinistra è importante, ci identifica anche in una storia, che è una storia di glorie e di e/orrori. Imparando dagli errori abbiamo capito che senza la libertà non c’è eguaglianza ma solo dolore (vedi lo stalinismo e tutti i regimi anche comunisti, sto giusto leggendo 1984 di ORWELL, ve lo consiglio).
Ma mi chiedo: senza questo grande senso di appartenenza ad una storia di lotta e sacrifici affinché il lucro e il malaffare non prendesse il sopravvento sulla dignità dell’uomo: come avrebbero fatto persone come Peppino Impastato a trovare il coraggio di sacrificarsi per la propria gente, per un idea?
La sinistra non si tocca.

Giovanni 31 marzo 2010 - 17:00

Secondo me il movimento ha delle potenzialità, però SEL è un nome respingente che non favorisce l’identificazione.
IO cambierei il nome, anche prendendo spunto da una intervista di Vendola in questi giorni, in LAVORO, ECOLOGIA E LIBERTA’.

Andrea 31 marzo 2010 - 12:58

la triste realta’ e’ che purtroppo in italia,fondamentalmente,c’e’ un gran nunero di persone a cui non interessa minimamente la politica.ed e’ un paese conservatore.anche quando la sinistra ha vinto con prodi ha vinto in maniera risicata.non abbiamo i numeri…e la matematica non e’ un opinione…

Pino De Stasio 31 marzo 2010 - 10:21

Non poteva (forse ) andare diversamente , qui in Campania il pantano e’ invadente , mortifica le piu’ feconde idee e annichilisce le forze migliori.
Ma abbiamo vinto!
Non potevamo rinchiuderci in quel lessico paralinguistico e ioneschiano espressione del candidato governatore ( de luca , purtroppo appoggiato da SEL ) del centro-(sic)sinistra.
Abbiamo perso vincendo , con un progetto in embrione che dovra’ nascere e che e’ stato alfine concepito.
Financo i grillini , qui in Campania , sono stati relegati ai margini , esattamente con la nostra percentuale , quella della Federazione della Sinistra ,
in altre realta’ , in altre regioni c’e’ un dinamismo ed una risposta politica piu’ reattiva al malcontento di una stagione politica orrenda , dove avanza la precarieta’ , i morti sul lavoro , la privatizzazione dei beni , il ridimensionamento del sapere pubblico , l’aggressione del territorio e dell’ambiente.
Dobbiamo costruire una societa’ diversa, questa e’ oramai satura di scorie e scoppiera’ .
Non fermiamoci apriamoci sempre di piu’ e pratichiamo cio’ che elaboriamo nelle forme di movimento , di partito , di associazione , di comitati ,una polis-organizzata e pressante che sconfigga i giganti del bipolarismo asfissiante.
Abbiamo vinto perdendo , mai sconfitti!
pino de stasio

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