Tutto come previsto: il PdL non esiste piu’, Fini resta a destra come era comprensibile, l’attuale Parlamento e’ sempre piu’ ingovernabile.
Il voto adesso sarebbe un atto di verita’ e di decenza politica.
Lo afferma Claudio Fava, coordinatore della segreteria nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’.
Penso che la rottura avvenuta nel PDL rende forse più vicine le elezioni anticipate, ma non ne fa “un atto di verita’ e di decenza politica” e quindi un atto dovuto. A parte il fatto che la conoscenza che abbiamo dei vari protagonisti del balletto non ci ha abituati ad aspettarci atti in cui si esprima amore di verità e qualcosa che assomigli a quello che un tempo si chiamava “comune senso del pudore”. Del resto il governo può reggere se i due tronconi in cui si è spezzato asimmetricamente il PDL, essendo entrambi collocati a destra, trovano un accordo su parti del programma: se, cioè, rimane una maggioranza parlamentare a sorreggere un governo certamente più traballante, ma non ancora crollato e sfarinato. Ma credo anche che, per quanto Fini preferisca avere il tempo materiale per organizzarsi con i suoi nuovi colonnelli e fornirsi di truppe cammellate, lo sfarinamento incombe. Mr B. potrebbe farsi sfiduciare da truppe sue, se veramente decidesse che la via da percorrere è quella delle elezioni anticipate. O potrebbe pensarci, previ accordi nelle segrete stanze, Mr. Bossi. Ma questi sono pensieri un po’ oziosi e comunque, a parte il gusto di prevedere cosa faranno gli altri, noi dobbiamo chiederci cosa tocca fare a NOI. Perché ha perfettamente ragione il compagno Gianni quando dice che in ogni caso le elezioni anticipate non dipendono da noi e che quindi sarebbe meglio occuparsi del nostro congresso e di impegnarci sempre di più a costruire un’opposizione politica e sociale nel paese. Oltretutto solo questo è il modo per prepararsi a ogni evenienza.