Giovedi 15 luglio alle ore 20,30 ad Ostia Antica (Roma) nell’ambito della locale festa per l’Unita’ della sinistra, organizzata da Sinistra Ecologia Liberta’ (Via Evans, angolo via Romagnoli) si parlera’ di ‘ndangheta, tornata prepotentemente alla luce dei riflettori dei media in queste ore, grazie al maxi blitz della magistratura e delle forze dell’ordine in Lombardia e in Calabria.
L’occasione sara’ la presentazione del libro inchiesta “Il caso Valarioti”. Il caso del segretario del Pci di Rosarno ucciso 30 anni fa e ancora oggi senza nessuno colpevole.
Partecipano tra gli altri Francesco Forgione, gia’ Presidente Commissione Parlamentare Antimafia, Fabio Mussi presidente comitato scientifico di Sel, che fu inviato dopo quei fatti da Enrico Berlinguer in Calabria come segretario regionale del Pci, gli autori del libro Danilo Chirico e Alessio Magro.
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L’11 giugno 1980, trent’anni fa, muore in un agguato Giuseppe Valarioti, segretario del Pci di Rosarno. E’ il primo omicidio politico della nuova ‘ndrangheta, che entra nei partiti, nelle istituzioni e nella massoneria, conquista la Calabria e diventa la mafia più temibile d’Europa. Una storia di ieri, preludio dell’Italia di oggi. Una vicenda giudiziaria piena di buchi e lunga 11 anni: nessun colpevole.
Da giugno in libreria Il caso Valarioti, il libro-inchiesta dei giornalisti Danilo Chirico e Alessio Magro, con i contributi di Giorgio Bocca, Enrico Fontana, Giuseppe Smorto.
Giuseppe Valarioti viveva a Rosarno, in Calabria. Era un insegnante precario. Pensava che la politica e la cultura fossero strumenti per sconfiggere la ‘ndrangheta e offrire un’opportunità ai giovani del suo paese, della sua regione. E’ stato ucciso a trent’anni, la notte tra il 10 e l’11 giugno 1980, mentre usciva dalla cena con cui il Pci festeggiava la vittoria alle elezioni.
Il suo è il primo omicidio politico in Calabria, quello che affossa il movimento anti-‘ndrangheta. È il battesimo di sangue della Santa, la nuova ‘ndrangheta, che cambia il destino della Calabria. Per sempre. Una vicenda giudiziaria lunga 11 anni: testimonianze coraggiose e ritrattazioni repentine, un superpentito che parla e non viene creduto, interi faldoni smarriti e un omicidio senza giustizia. Una storia dell’Italia di ieri e di oggi.
Il libro è scritto a quattro mani dai giornalisti calabresi Danilo Chirico e Alessio Magro e ricostruisce la storia del giovane politico e intellettuale calabrese a trent’anni esatti dal suo assassinio e proprio nel momento in cui Rosarno – dopo la rivolta dei lavoratori migranti – vive uno dei momenti più delicati.
«La storia di Peppe Valarioti è la storia di un’epoca, gli anni Settanta in Calabria, dal sapore unico – scrivono gli autori nell’introduzione – i protagonisti sono i disoccupati che si organizzano e chiedono un lavoro e quelli che fanno nascere il movimento antimafia, i politici onesti e quelli corrotti, sono gli ‘ndranghetisti che fanno le guerre e quelli che diventano imprenditori, politici e massoni, sono i morti ammazzati che non hanno giustizia. Una storia, tante storie di trent’anni fa. Che contengono ogni ingrediente della Calabria, dell’Italia, di oggi».
Il caso Valarioti, pubblicato dopo un lavoro di ricerca e approfondimento sugli anni 70 in Calabria durato ben cinque anni, è un’inchiesta giornalista che racconta per la prima volta la storia del politico calabrese, la sua vicenda personale, culturale e politica, che mette in luce le tante incongruenze delle indagini e dei processi e che punta l’indice contro le cosche rosarnesi. E’ anche uno strumento di lavoro per ragionare attorno a una nuova identità meridionale: contiene infatti i contributi originali dei giornalisti Giorgio Bocca, Enrico Fontana e Giuseppe Smorto che servono ad affrontare il rapporto che esiste nel nostro Paese tra Nord e Sud, politica e territorio, informazione e Sud, mafia e antimafia.
Danilo Chirico e Alessio Magro hanno fondato nel 2005 l’associazione antimafie daSud onlus per raccontare storie di mafia e antimafia, promuovere le creatività e ragionare attorno a una nuova e originale identità meridionale. Hanno ideato il progetto dell’archivio multimediale Stopndrangheta.it, premiato dal ministero delle Politiche giovanili nel 2008. Hanno scritto (con Claudio Careri) “Il sangue dei giusti” (Città del Sole edizioni, 2007) sulla storia di Ciccio Vinci e Rocco Gatto, vittime innocenti della ‘ndrangheta (premio giornalistico Bruno Trentin nel 2007). Hanno curato il dossier sui fatti di Rosarno “Arance insanguinate”
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Il prossimo 19 luglio sara’ l’anniversario della strage di Via D’Amelio a Palermo con il sacrificio di Paolo Borsellino e della sua scorta. La notte tra 27 e 28 luglio cadra’ l’anniversario delle bombe a Milano in via Palestro con la morte di 5 cittadini e le bombe che ferirono la citta’ di Roma.
L’iniziativa di Ostia fa parte della campagna di mobilitazione delle proprie organizzazioni e dei propri militanti in tutta Italia che Sinistra Ecologia Liberta’ ha promosso in questa settimana , per unirsi con tutti coloro che chiedono che si restituisca la piena verita’ sulla stagione delle stragi del 1992 e 1993.