“Le politiche del governo in materia di immigrazione non solo ignorano le regole fondamentali dello stato di diritto ma sono ispirate a una concezione punitiva e persecutoria nei confronti dei migranti – uomini, donne, creature – che arrivano nel nostro Paese. La proposta relativa al permesso di soggiorno a punti per i cittadini immigrati, ultima invenzione scaturita dall’impostazione xenofoba della compagine governativa, non potrebbe essere più chiara in questo senso.
Il punteggio, stabilito su criteri che valgono verso quella determinata categoria – i migranti appunto – mette in evidenza, tra l’altro, un’idea della cittadinanza che viola il fondamentale criterio di uguaglianza.
Conoscenza della Costituzione? Ammirevole da parte di chi la sta smantellando e poi quanti , anche tra coloro che governano e legiferano, la conoscono? E non parliamo della lingua nazionale, abbandonata e negletta dai più, per tanti motivi, compresa la vocazione per i dialetti locali di cui molti dell’attuale maggioranza fanno sfoggio. Come nella favola, il re è nudo un’altra volta. In materia di immigrazione, sempre.
I criteri della proposta governativa sono ispirati soltanto a pretesti ideologici – il quantitativo di italianità richiesto a un immigrato – e a logiche persecutorie ed escludenti. Da contrastare e cercheremo di farlo.”
Lo dichiara Elettra Deiana della Segreteria Nazionale SEL