Nichi Vendola preoccupati per quello che sta accadendo, non si gioca con la pella dei lavoratori rievocando il vallettismo…

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Ma che sta succedendo alla Fiat? Davvero si pensa che rievocare grottescamente un vallettismo d’antan possa rilanciare l’industria automobilistica nel nostro Paese? Davvero si pensa che con ‘politiche coloniali’ -  trasferendo le produzioni in Paesi con condizioni piu’ favorevoli per l’azienda, ma senza innovare, senza piani industriali complessivi, ‘dando la colpa’ di quello che accade a sindacati non accomodanti – si faccia fare un passo in avanti al gruppo automobilistico torinese? E’ quanto scrive Nichi Vendola, portavoce nazionale di Sinistra Ecologia Liberta’,  in un post  dedicato alle ultime scelte Fiat annunciate, e che appare sul sito www.nichivendola.it Sono preoccupato  – prosegue Vendola – per quello che sta accadendo. Sono preoccupato per le  migliaia di famiglie che passerrano un’estate di inferno anche a Torino. Sono preoccupato per il rilancio del sistema impresa italiano. Qualche settimana fa si parlava di Pomigliano come di un caso isolato, e proprio per la sua specificita’ si era tentato di convincere i lavoratori che era necessario sottostare alle condizioni umilianti decise dall’azienza. I lavoratori giustamente non li hanno creduti. Poi e’ venuto il caso di Melfi con le ritorsioni ai delegati sindacali. Ora il caso di Mirafiori. Evidentemente non siamo piu’ di fronte ad una casualita’, ma a scelte precise che mettono in discussione la credibilita’ del piano industriale della Fiat e del suo management. E tutto accade questo mentre siamo di fronte alla vera emergenza nazionale dell’Italia: la perdita ogni giorno di migliaia di posti di lavoro, il quotidiano passaggio di migliaia di famiglie da una vita dignitosa alla poverta’. *** Sono invidioso  – continua il Presidente della Regione Puglia – dei miei colleghi stranieri che di fronte alle crisi dei gruppi industriali nei propri Paesi vedono il loro governo parte attiva nel risolvere le vertenze. Questo non accade in Italia. Oltre al degrado morale che sta accompagnando la fase conclusiva della stagione berlusconiana, impressiona il disprezzo e il disinteresse con cui da Palazzo Chigi si seguono le vicende dell’economia italiana: il ministro fantasma dello sviluppo economico potrebbe oggi avere un ruolo chiave nell’imporre alla Fiat di aprire un tavolo con le organizzazioni sindacali dei lavoratori. Ma questo governo da 2 mesi questo ministro  non lo ha. Il Confronto invece tra azienda e parti sociali deve  avvenire con urgenza. *** Deve essere chiaro, alla Fiat innanzitutto, che le scelte autoritarie porteranno esclusivamente al disastro che deve essere assolutamente evitato. Non si puo’ pensare  – conclude Vendola – che chiuso il secolo del ’900 invece di entrare nel terzo millennio, si voglia ritornare all’800: il riconoscimento dei diritti dei lavoratori e di una retribuzione dignitosa sono conquiste che non possono essere cancellate, neanche attraversando il mare Adriatico….

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Alfonsodt 28 luglio 2010 - 05:51

caro NICHI alla fiat sta succedendo quello che è la soluzione finale della vittoria del capitale sul lavoro,con buona pace di questo goveno e della sua ideologia di libertà d’impresa,la filosofia liberista del capitale è molto semplice, abbattere i costi per essere competitivi nel mercato,abbattere il costo del lavoro e con esso le tutele e i diritti del mondo del lavoro,d’altronde il leader di questo governo in tempi non sospetti ha detto che l’impresa viene prima di tutto e la sua libertà è intoccabile,dove stà scritto che l’mpresa non può licenziare un lavoratore è più facile divorziare in questo paese che licenziare un lavoratore,queste sono frasi dette e ripetute dal nostro sommo protettore,viva la libertà,la libertà del padrone e dei suoi scagnozzi di fare quello che gli pare,questa è la nuova rivoluzione industriale, un tuffo a testa in giù verso il 1800,altro che innovazione e sviluppo,ma d’altronde sè marchionne stà facendo quello che gli pare non cè più tanto da meravigliarsi,stà mettendo in pratica la filosofia del padrone del partito dell’amore contro l’odio e questi odiosi operai che rompono sempre i………!! la devono smettere di pensare ma devono solo e soltanto lavorare sè vogliono campare.-stò parlando di una repubblica democratica fondata sul lavoro:meno male e di un suo rappresentante votato democraticamente dalla maggioranza relativa della popolazione italiana.-io una ricetta c’è l’avrei per contrastare questa porcheria,anzi due,però non le dico potri essere tacciato come un comunista,mi domando e vi domando costoro che cosa sono?- alfonso di tullio mil/te SEL.

G.pino 25 luglio 2010 - 16:45

piovono pietre e non abbiamo neanche un piccolo parapioggia!

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