Iniziare a dare i primi frutti la scellerata riforma universitaria del governo Berlusconi,una riforma che mette in ginocchio la già debole università pubblica italiana con una riduzione dei finanziamenti e quindi dei servizi che sono resi dall’ università . Una riforma che colpisce maggiormente gli atenei del sud che si ritrovano soli ad affrontare i problemi sia territoriali che sociali delle rispettive regioni . Un università quindi costretta a trovare una soluzione hai violenti tagli del governo,una soluzione che non può non essere trovata se non con un aumento delle tasse universitarie,a discapito di tutti quelle famiglie che hanno come unico obiettivo dare un futuro hai loro figli. Nella disperata ricerca di questa soluzione anche “L Università Mediterranea di Reggio Calabria” ha intravisto nell’ aumento delle tasse l’unica via per non dover chiudere prematuramente il suo ciclo. Una via che non è nient’ altro che un bagno di sangue per le già povere tasche delle famiglia degli studenti della mediterranea,già colpite dall’ attuale crisi economica. Un aumento quasi del doppio rispetto a gli ani precedenti,un aumento che ha precise strada da seguire e che porterà l’università a essere oggetto di poche persone,un aumento che ha visto però immediata risposta degl’ unici veri “proprietari”dell’ università,cioè gli studenti che in massa e sfidando caldo e istituzioni hanno protestato in maniera pacifica ma decisi davanti al rettorato,riuscendo ha aprire un tavolo di contrattazioni e rinviando di una settimana il consiglio di amministrazione che avrebbe certificato l aumento delle tasse. Una dimostrazione di come il mondo studentesco universitario mal viva questa riforma e soprattutto mal digerisca l essere messo da parte nel momento di scegliere su temi che lo riguardano in maniera diretta, Sinistra Ecologia Libertà si unisce a tutte quelle associazioni e a tutti quei studenti che ieri in maniera pacifica protestavano contro un aumento delle tasse che nell’università avviene in maniera costante da circa 3 anni,protesta contro una riforma che nascondendosi nella lotta contro i baroni delle università e contro gli sprechi di quest’ ultima ha come unico obiettivo trasformare università pubblica in un università privata negando di fatto la possibilità di entrarci a chi non ha mezzi per pagare le sue tasse.