Dopo il comizio elettorale di “Uno mattina” sulla RAI, il premier “capopopolo” è intervenuto telefonicamente sul telegiornale di una delle sue tv private.
E’ un bell’esempio di come Berlusconi sa incarnare la legge sulla “par condicio”. Il leader del “partito dell’amore” non fa distinzioni fra televisione pubblica e privata; ogni occasione è buona per aggredire le istituzioni, per insultare l’opposizione e per attaccare il male assoluto: la magistratura.
La maggioranza di centro-destra restringe gli spazi di democrazia, imbavaglia le trasmissioni di approfondimento politico, rifiuta il normale contradditorio fra i partiti. Così facendo, prevale la legge del più forte, di chi grida di più, di chi ostenta i suoi mezzi.
Se vi capita di andare a Frosinone e provincia, basta un’occhiata ai manifesti elettorali per capire cosa intendo.
Questa campagna elettorale “a reti unificate”, rende l’Italia più simile ai paesi a regime unico che alle democrazie europee. E’ l’immagine plastica di quale sia la vera natura del berlusconismo.