(ANSA) – BARI, 30 AGO – ‘Penso che quella che comincia e’ la stagione dei rendiconti, la fine delle favole e l’inizio di un confronto anche molto duro con la realta”. Ne e’ convinto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che oggi, dopo un periodo di ferie, e’ ritornato a Bari, nella sede della presidenza. Il leader nazionale di Sinistra Ecologia e Liberta’ non vuole commentare le dichiarazioni del sindaco di Firenze, Matteo Renzi, che chiede ‘volti nuovi’ nel Pd, ne’ quelle di Bersani che parla di un nuovo Ulivo.
‘La realta’ – dice all’ANSA – e’ che una parte dei mass-media e una parte della politica cerca quotidianamente di edulcorare, di esorcizzare, di occultare. Ma la realta’ del dolore sociale prima o poi bussa alla porta della politica.
Quelli che non intendono aprire quella porta sono destinati a perdere’. Vendola, in particolare, pensa che in Puglia, nel Sud, in Italia ‘sia necessario aprire la stagione della verita”.
La stagione – aggiunge – ‘della capacita’ di affrontare i nodi sociali ed economici di una crisi che attraversa in maniera talvolta molto dolorosa apparati produttivi, piccolissime aziende, e che travolge la vita di milioni di italiani. I dati in crescita della poverta’ ci dicono che questa sofferenza sociale non puo’ essere considerata come un dato ornamentale di vacui discorsi sociologici’. La poverta’, secondo Vendola, ‘e’ un dato strutturale dell’Italia, dell’Europa e penso – afferma – che le politiche che vanno messe in campo debbano avere come priorita’ la lotta per la tutela delle persone, dei bambini, dei vecchi, delle famiglie. E che la poverta’ chieda non azioni di carita’ pelosa ma politiche sociali, riqualificazione del welfeare, diritti e reddito per i ceti medio-bassi’.
‘Dentro questa condizione di disagio sociale – continua – penso che sia particolarmente desolante il quadro della crescente forbice tra Nord e Sud del paese’. (ANSA).
In effetti le favole del regno malefico di Berluscolandia hanno ingannato parecchi cittadini attirati dal flauto del pifferaio magico di Arcore che li ha trascinati fuori dalla realtà che invece è ben diversa anche nei suoi tratti sociali più drammatici quali disoccupazione , povertà crescente ed emarginazione dei ceti meno abbienti.