Roma, 6 set. (Apcom) – Il discorso di Gianfranco Fini a Mirabello certifica che “il centrodestra che ha vinto le elezioni non c’è più”, ora il centrosinistra deve “aprire un cantiere”, ma sbaglia chi “nel Pd flirta con Tremonti”, così come è evidente che Gianfranco Fini non può essere un futuro alleato. Nichi Vendola incontra i giornalisti prima di una riunione del gruppo dirigente di Sinistra ecologia e libertà e lancia una serie di messaggi agli alleati di centrosinistra, innanzitutto un monito ad evitare una “alleanza di conservatori”. Dice Vendola: “Credo si potesse percepire da lungo tempo la frattura insanabile nel centrodestra, una divaricazione di strategie e di culture politiche, anche con un elemento di virulenza particolare. Il centrodestra che ha vinto le elezioni non esiste più, il Pdl non esiste più, è necessario che il centrosinistra ora apra un cantiere per l’alternativa al berlusconismo”.
Per quanto riguarda il campo delle alleanze, Vendola chiede di non porre “veti”, ma anche di evitare ripetere le “sceneggiate” viste durante il Governo Prodi: “Innanzitutto – dice Vendola – occorre aprire quel cantiere, un luogo in cui mettiamo in discussione fortemente anche il centrosinistra. Non basta fare ‘fioretti’, promettere di non fare più le sceneggiate che abbiamo visto durante il governo Prodi: c’è qualcosa che non ha funzionato e dobbiamo individuarlo. Al centro dobbiamo mettere la capacità di dialogare con gli italiani, la salvezza del Paese, un’altra politica internazionale”. Di sicuro, “non si devono usare i veti, non bisogna dire ‘mai con Vendola’, ‘mai con Di Pietro’, ‘mai con Casini’”.
nsomma, non è tanto un problema di ‘nuovo Ulivo’ o altre formule: “Non sono innamorato delle dispute nominalistiche, mi interessano le cose concrete. Io ho paura che si ossa mettere in piedi un’alleanza di conservatori, che il vecchio ceto politico del vecchio centrosinistra finisca per concentrarsi sulla propria rendita di posizione”.
Roma, 6 set. (Apcom) – Se il centrosinistra si limitasse a garantirsi una “rendita di posizione” sarebbe uno sbaglio, “penso che questo non tenga conto delle novità e non faccia i conti con quello che è accaduto nell’ultima esperienza di governo di centrosinistra”. Questo significa anche chiarire che con Gianfranco Fini non sono possibili alleanze: “Non è un problema di veti… Ma non bisognava avere la palla di vetro per capire che Fini stava ridefinendo e rifondando la destra: essere contenti di un’evoluzione della destra è il contrario che cooptarla in maniera immaginifica nel centrosinistra”.
Vendola boccia anche l’idea di una riforma della legge elettorale. Non perché non ce ne sia bisogno, spiega, ma perché “non vedo una maggioranza che possa farlo. Se in Parlamento c’è una maggioranza per cambiare sistema elettorale, non posso che brindare. Ma dubito che questa maggioranza ci sia, anche nel Pd sono in disaccordo su tutto, a proposito di legge elettorale”.
Infine, le primarie: “Sono una necessità assoluta, non un capriccio di Vendola, di Veltroni o di Chiamparino: nessuna oligarchia può togliere il potere agli elettori. C’è qualcuno che guarda alle primarie come una specie di male da evitare, invece per me la partecipazione popolare non è mai un danno”.