Le uniche soluzioni su come risolvere il problema economico di una piccola comunità in balia dei bilanci passivi sono consensi a grosse società ad occupare il nostro territorio. Le royalties per l’economia di un piccolo paese e la promessa di un posto di lavoro non sono sempre la strada giusta per risolvere il problema dello sviluppo economico e sociale.
Il Sindaco di Casabona, ricopre il ruolo di presidente del “Gal Kroton”, a cui fa capo il “Laboratorio di Educazione Ambientale”. Il territorio di Casabona ha pesanti vincoli ambientali che lo stesso sindaco ha divulgato con il GAL attraverso progetti finanzianti dalla CEE, battendosi a tutela dei siti d’importanza comunitaria, delle zone a protezione speciale, e delle specie minacciate dall’estinzione, e per tanto ci sorprende la sua decisione. In seguito alla mobilitazione che si è creata in questi giorni dopo l’annuncio alla disponibilità da parte del Comune di Casabona di ospitare un impianto di termovalorizzazione, Sinistra Ecologia Libertà e alcuni giovani dei GD hanno deciso di unirsi sulla questione mettendo da parte i personalismi, cercando di organizzare una politica territoriale non improvvisata ma competente, sui contenuti e non sulle strategie.
Ormai tutti sappiamo che il termovalorizzatore è un inceneritore che utilizza come materiale combustibile i rifiuti solidi urbani per produrre calore sotto forma d’energia termica che si trasforma in un secondo tempo in energia elettrica. La combustione crea due tipologie di sostanze inquinanti: 1) materiali che hanno resistito alla combustione e che sono a tutti gli effetti rifiuti speciali da smaltire in discarica, 2) sostanze prodotte dalle emissioni dell’impianto d’incenerimento. Sono in particolar modo queste polveri sottili, (particolato) a causare effetti negativi sulla salute umana. Un inceneritore immette nell’aria Diossina e Furani, sostanze cancerogene. Le dosi massicce di diossina ricadono sul terreno, vengono accumulate dagli esseri viventi nel corso della catena alimentare, addensandosi nei grassi, favorendo così l’insorgere di tumori, inoltre altre sostanze prodotte, tra cui gli ossidi di zolfo e quelli d’azoto, combinandosi con l’umidità atmosferica innescano il fenomeno delle “piogge acide” i cui effetti negativi sono noti sulla vegetazione e sul patrimonio monumentale.
Da questo s’intuisce che la via principale d’esposizione dell’uomo alle diossine è quella alimentare, e che i cittadini saranno esposti alle malattie neoplastiche attraverso i nostri prodotti che oggi sono il pregio dell’economia agro-alimentare del posto, famosa per la coltivazione di vitigni autoctoni che hanno contribuito all’istituzione del marchio DOC al vino Cirò, del marchio DOP al formaggio pecorino crotonese e per l’agricoltura biologica che offre prodotti d’eccellenza.
Da qualche anno si parla molto di emergenza rifiuti, in Calabria così come in altre regioni d’Italia. C’è una vasta gamma di soluzioni eco-compatibili da non sottovalutare da chi amministra, i quali non possono sempre pensare ad una soluzione immediata e limitata, ma pensare di investire in soluzioni che guardano verso uno sviluppo economico a lungo termine. L’impegno e le strategie mirate a tutelare produce molto di più rispetto ad un impianto termico. Il riciclo dei rifiuti con la realizzazione di stabilimenti di trasformazione, offre una grossa opportunità di sviluppo e crea opportunità di lavoro ed è la strada principale da seguire. Bisogna incominciare a vedere i rifiuti come un bene prezioso se opportunamente differenziato e riciclato.
C. Dima, L. Servello (org.ne prov. SEL Crotone); M. Lidonnici, G. Mauro, P. De Marco, G.Ettore Sipoli (membri GD Crotone)
[...] Crotone, SEL e Giovani Democratici per altre soluzioni ecologiche Categoria: Rassegna stampa, Sinistra Ecologia e Libertà — SLSenigallia @ 23:03 [...]