L’assemblea degli/le iscritti/e e degli/le attivisti/e di “Sinistra Ecologia Libertà” della provincia di Modena, riunitasi il giorno otto aprile 2010, esprime innanzitutto un sentito ringraziamento agli elettori che hanno sostenuto SEL nelle recenti elezioni regionali.
L’assemblea denuncia l’aggravarsi delle ricadute sociali della crisi, che richiede in termini prioritari il coraggio di fissare analisi e proposte atte a delineare vie d’uscita alternative all’attuale modello di sviluppo, il quale non è in grado di assicurare un futuro di benessere sociale alla collettività e sopra tutto alle nuove generazioni. I dati sono inequivocabili: aumento del deficit sul PIL, calo dei consumi, calo del reddito delle famiglie, aumento della disoccupazione e della precarietà. Nella nostra realtà registriamo un calo dei volumi produttivi e del fatturato oltre il 20%, un inedito livello di disoccupazione che rapidamente si sta avvicinando alla media nazionale, mentre cresce il numero delle imprese che escono dalla fase di cassa integrazione ordinaria dichiarando “crisi aziendale” senza piani di rilancio e riorganizzazione, ma solo collocando lavoratrici e lavoratori in mobilità in modo sempre più unilaterale. Questo è il prioritario banco di prova per la coalizione di centrosinistra per costruire l’alternativa al centrodestra, misurarsi ad ogni livello con il tema del “governo” dell’emergenza sociale, determinata dalla crisi, pensando al futuro, ossia attivando politiche pubbliche per una nuova fase di sviluppo e di coesione sociale.
L’esito del voto a livello generale consolida una situazione preoccupante: il Governo esce rafforzato e non solo per una questione di numeri e percentuali, ma di sconfitta politica del centrosinistra che non ha intaccato la cultura della destra e del “berlusconismo”, sconfitta che avviene anche nella dimensione locale dove la coalizione di cui facciamo parte è tradizionalmente più forte.
Perciò la vittoria in Puglia di Nichi Vendola è ancor più significativa: per avere sconfitto quella cultura politica e avere messo in moto il meccanismo della alternativa di valori, di contenuti e di coalizione, e quindi rappresenta una indicazione di carattere nazionale.
L’elettorato ha manifestato due tendenze: da un lato, l’esigenza di “protezione e rassicurazione” manifestata in prevalenza dalla avanzata della Lega; e, dall’altro, l’esigenza di protesta contro il sistema politico manifestata dal “Movimento Cinque Stelle” e dalla astensione; tendenze che si sono rafforzate nelle ultime settimane di campagna elettorale in seguito alla radicalizzazione dello scontro voluta dal Governo che ha letteralmente occupato l’informazione pubblica e privata.
Di ciò occorre prendere atto ed evidenziare che la ragione di queste tendenze risiede nella inadeguatezza di un progetto alternativo di cambiamento sociale e politico credibile, nella proposta e nei soggetti del centrosinistra.
Occorre subito ripartire dal racconto della realtà concreta, smantellando la mistificazione che è alla base del successo del “berlusconismo”, ovvero che va tutto bene per l’economia, la democrazia, l’ambiente e l’occupazione, quando invece i dati dimostrano il contrario. Cultura, conoscenza, consapevolezza e partecipazione sono le parole chiave per gettare le basi della alternativa.
Il risultato elettorale di SEL a livello nazionale consente di partire subito per costruire il partito: un partito federale a base regionale, un partito-rete, aperto a tutti i contributi esterni, contrassegnato da una innovativa democrazia interna, come tratteggiato dal regolamento provvisorio che ci siamo dati.
Il dato elettorale locale, fortemente segnato dal successo della lista “Movimento Cinque Stelle”, ci dice innanzitutto che siamo stati visti come troppo omologati al sistema politico e alla coalizione in cui ci siamo assunti delle responsabilità; da cui si deve ricavare che non abbiamo fatto abbastanza per trasmettere le nostre caratteristiche politiche e programmatiche, pur nella riconferma di essere “sinistra di governo” per un nuovo centrosinistra a tutti i livelli.
All’interno del consenso avuto da SEL si nota, come del resto in tutta la regione e nel Paese, una netta differenza tra città e periferia, il che dice della nostra carenza di radicamento.
Il radicamento a cui pensiamo non è solo insediamento e presenza, ma sopra tutto opportunità di partecipare effettivamente alla elaborazione di proposte e scelte per fare crescere il nostro movimento, partecipazione che non è dunque solo coinvolgimento. A questo scopo, abbiamo attivato alcuni gruppi di lavoro, altri possono essere proposti, aperti alla partecipazione di soggetti ed individui, a cui è possibile iscriversi anche attraverso il sito: www.sinistraelibertamodena.it, ovvero percorsi pubblici, politici e tematici promossi da SEL ma permeabili, senza distinzioni tra i partecipanti, realizzando in questo modo l’idea della “Fabbrica”: fatta di incontri, differenze, azione politica sui problemi locali e sulle grandi scelte da fare a livello generale.
In questo senso, l’Assemblea decide di convocare una “Conferenza programmatica provinciale” prima del congresso costitutivo di SEL, previsto per ottobre 2010.
La valutazione, dopo la prima fase di impegno nelle istituzioni locali è di insoddisfazione, a partire dal mancato funzionamento della maggioranza per arrivare alla lettura delle caratteristiche della crisi e alle risposte da mettere in campo; si può e si deve cambiare passo alla luce di una situazione che si sta modificando rapidamente in negativo, si può e si deve cambiare passo per dare un contributo di esperienze concrete all’alternativa al centrodestra. Se non qui, dove?
Il lavoro, il welfare, l’uso del territorio e l’ambiente sono i terreni principali su cui dar vita ad una nuova fase di elaborazione e proposta verso la città, dentro un secco rilancio di partecipazione attiva poiché a tutti appare insufficiente il metodo della sola democrazia rappresentativa.
Gli “Stati Generali” annunciati dal Sindaco di Modena, Giorgio Pighi, saranno il primo banco di prova su cui misurare le effettive volontà in campo e la capacità di esprimere analisi e proposte adeguate ai problemi seri che la nostra comunità ha di fronte.
Infine SEL si attiverà verso le forze politiche e le associazioni promotrici delle iniziative contro la privatizzazione dell’acqua pubblica per dar vita al Comitato provinciale referendario concretizzando l’unificazione di tutte le forze in campo per modificare l’assurdo provvedimento voluto dal Governo, che prevede l’obbligo di privatizzare la gestione dell’acqua, attraverso il referendum popolare.
Documento votato all’unanimità