<< Privatizzazione della gestione dell’acqua >>
Premesso
– che il 6 agosto il parlamento italiano ha votato l’articolo 23 bis della legge 133/2008 che disciplina “Il conferimento della gestione dei servizi pubblici locali, in via ordinaria, a favore di imprenditori o società in qualunque forma costituite individuate mediante procedure competitive ad evidenza pubblica..” e che in tal modo si consegna ai privati al gestione dell’acqua;
– che parlare di “ favorire la più ampia diffusione dei principi di concorrenza, di libertà di stabilimento, e di libera prestazione dei servizi di interesse generale….” è chiaramente forviante considerato che la rete idrica è unica ;
– che l’acqua è sinonimo di “vita“ per tutto il genere umano e per tale motivo non può e non deve essere trattata come una merce ma va considerata come un bene privo di rilevanza economica ;
Considerato
* che ovunque sia stata perseguita la strada della privatizzazione si sia riscontrato un peggioramento del servizio con aumenti tariffari anche del 300% ;
* che nella nostra regione la gestione delle risorse idriche da parte degli ATO ha raggiunto un buon equilibrio economico garantendo a tutti l’accesso a questo bene fondamentale ;
* che sono già state raccolte 500.000 firme per una legge di iniziativa popolare per la ri-pubblicizzazione del servizio idrico ;
Preso atto che :
– Nel momento in cui si attribuisce all’acqua una “ rilevanza economica “ si apre automaticamente la possibilità della sua gestione privatistica ( art 15 DL 135/2009) ;
impegna
la Giunta Regionale
* a dichiarare l’acqua come bene privo di rilevanza economica in modo tale da impedirne una sua gestione speculativa :
* a far valere la Propria Specialità rivendicando la competenza in materia;
Presumo sia il Consiglio Regionale.