SEL ritiene che un territorio senza agricoltura è un territorio destinato alla desertificazione perciò occorre una politica che salvaguardi il reddito dei nostri contadini e soprattutto renda possibile una diversificazione e una interdipendenza senza il prevalere di un soggetto economico su un altro.
La politica dei governi regionali, nazionali e della comunità europea in questi ultimi anni è stata completamente assente e lontana dall’affrontare le problematiche dell’agricoltura in generale e di quella della fascia trasformata, che va da Pachino e Vittoria a Gela e Licata, in particolare.
Senza un vero progetto agricolo e agroalimentare le istituzioni locali,regionali,nazionali ed europee, si sono limitate a gestire,di volta in volta, in modo notarile, interventi tradizionali di emergenza, sponsorizzazioni rituali di diverse sagre, programmi inconcludenti di valorizzazione dei prodotti tipici e iniziative sostanzialmente propagandistiche ed elettoralistiche.
Nessun nodo strutturale è stato realmente affrontato. La serricoltura sta rapidamente morendo, centinaia di imprese agricole falliscono e chiudono e nessuno ha mosso un dito,a parte le battaglie portate avanti da alcune organizzazioni di categoria. L’unica politica portata avanti dai governanti è stata quella di tirare la volata alle grandi imprese che hanno deciso di de-localizzare le produzioni, di accettare un mercato senza regole che condiziona la vita di migliaia di piccole imprese contadine (la formazione del prezzo del prodotto ortofrutticolo deve essere trasparente e il dumping non può essere consentito), di una totale assenza di leggi sul credito agevolato alle piccole imprese contadine,approvando una legge regionale che estenda alla CRIAS la competenza per l’erogazione delle linee di credito anche alle aziende agricole.
Le proposte di SEL
-Potenziamento e riqualificazione delle strutture mercantili dotando di strumenti operativi, a partire dai regolamenti, le società di gestione mista pubblico-privata, al fine di avviare la realizzazione di servizi per i produttori, per i commissionari, per i commercianti e per i consumatori, certificazione per la tracciabilità, la salubrità e quanto possa servire alla identificazione del prodotto con il territorio.
-L’istituzione dei Distretti Agroalimentari di Qualità. Le Provincie Regionali devono intestarsi, insieme a tutti i soggetti pubblici e privati interessati, la promozione dei Distretti Agroalimentari di Qualità al fine di realizzare nei territori azioni sinergiche e pratiche di sistema fondamentali per la crescita del settore primario e dell’intera società.
-Il sostegno alla Filiera Corta, al fine di favorire il rapporto diretto fra produttori agricoli e consumatori,attraverso la valorizzazione della vendita diretta in azienda o in spazi attrezzati dei Comuni; la filiera corta realizza, a parità di qualità, vantaggi economici sia per il produttore che per il consumatore.
-La ricerca e la formazione che, nella competizione basata sulla qualità del prodotto e sull’innovazione, rivestono un particolare valore strategico; La grande realtà della sericoltura iblea, con prodotti orticoli e floricoli di grande valore, merita ed esige in tempi rapidissimi un Centro di Ricerca, altamente qualificato, capace di sostenere e orientare il processo già in atto di riconversione qualitativa e di innovazione competitiva delle aziende serricole; occorre conoscere ed analizzare la concorrenza straniera per consentire la costruzione di strategie mirate, valorizzando le peculiarità dei territori e cogliendo opportunità di mercato. Suggerire orientamenti produttivi in funzione delle dinamiche commerciali e produttive a livello europeo
-Creare sinergie tra tutti gli attori della filiera produttiva che comincia dai fornitori di genetica (ditte sementiere) fino ai commercianti, alla GDO (Grande Distribuzione Organizzata) ai consumatori finali dei nostri ortaggi. Esiste una legge della Regione Sicilia (17/2004) che prevede iniziative miranti alla migliore conoscenza del processo di formazione del prezzo finale di vendita, anche mediante l’apposizione del doppio prezzo (origine e consumo)e la riattivazione dell’osservatorio regionale dei prezzi dei prodotti ortofrutticoli,totalmente inapplicata.
-Integrare le piccole realtà produttive in un sistema che consenta a queste aziende stesse, responsabilizzandole, di interagire con il sistema agricolo produttivo e commerciale, così da competere con concorrenti di dimensioni, e risorse finanziare, maggiori. A partire del ripristino dell’agevolazione consistente nell’azzeramento dell’accise sul gasolio destinato al riscaldamento delle colture protette, per continuare con l’emanazione di una norma che estenda i benefici previsti per le avversità atmosferiche anche ai danni economici provocati dalla crisi di mercato, con l’approvazione di una legge di proroga delle cambiali agrarie.
-Avviare un profondo processo di riorganizzazione e ristrutturazione degli enti e degli istituti strumentali della Regione Sicilia per l’agricoltura, sopprimendo enti come l’ESA, riformando i Consorzi di Bonifica riducendo il loro numero, riattivando i Consorzi Agrari commissariati da 15 anni.
-Dare vita a iniziative per contrastare la criminalità nelle campagne e l’infiltrazione mafiosa nelle grandi strutture di commercializzazione all’ingrosso e alla produzione