Il risveglio politico dell’Italia è una necessità urgente ma sembra più evidente al di fuori dei confini nazionali piuttosto che all’interno della società italiana. Il torpore che ha avvolto la vita quotidiana del nostro Paese riduce a spettacolo il confronto e lo scontro politico e Noi, ridotti a spettatori, pigramente accettiamo che il nostro contributo tra una elezione e l’altra si limiti alla quantificazione dell’auditel.
In forma disorganica e frammentata molte forze si oppongono alla deriva plebiscitaria che l’attuale governo in carica fa intravedere come soluzione alla confusione politica che ha generato. Ma le azioni messe in campo tengono in considerazione le esigenze dei poteri forti e non le necessità dei cittadini, dei lavoratori, del futuro delle nuove generazioni.
Il Paese ha bisogno di Sinistra, delle speranze che essa ha espresso, ma la Sinistra ha bisogno anche di cambiamento per divenire un punto di aggregazione alto, etico e morale. Non possiamo credere che la Sinistra possa essere rappresentata nell’ambito di una formazione più ampia, di un partito “minestrone” che la contenga e ne medi al suo interno le istanze, così come non possiamo pensare di riproporre ologrammi di un passato che non c’è più e che non basta a interpretare un mondo globale e paradossalmente frammentato in mille solitudini.
Sinistra, Ecologia e Libertà è una delle risposte possibili; il tentativo di costruzione di un partito sulla base di valori e ideali, senza nostalgia del passato; radicato nel mondo del lavoro, un mondo che in questo millennio non trova rappresentanza politica. I lavoratori devono tornare a partecipare e contribuire con le loro conoscenze alle visioni e alle progettualità settoriali dei programmi politici, superando quella furbizia dialettica che li vuole esclusi dalla discussione sui sistemi nei quali quotidianamente offrono il loro contributo.
Ecco perché è giusto e necessario costruire il circolo Enel di SEL come alcuni di noi stanno facendo, per arrivare, passo passo, alla costruzione di un circolo più ampio: quello dell’intero settore energetico. Il circolo dovrà costituire un luogo di incontro e confronto di idee, esperienze, speranze di cambiamento che in questi anni non hanno trovato lo spazio in cui crescere e prendere consistenza. Le politiche energetiche saranno nei prossimi anni al centro dell’agenda politica con il rischio di essere utilizzate per fini estranei alle reali necessità di sviluppo del paese e senza la necessaria coniugazione con la salvaguardia dell’ambiente.
Per questo è necessario il nostro contributo nella scrittura dei termini della tanto sbandierata “equazione energetica”. Abbiamo molte cose da dire su questi temi, perché è il nostro lavoro e perché abbiamo una visione dei bisogni attuali e futuri del Paese libera da pregiudizi ideologici.
L’iscrizione ad un partito per molti è una pratica antica o opportunistica; iscriversi a SEL e costruire il circolo aziendale può essere un modo per sentirsi vivi e dare voce alle proprie idee.
Per Info:
Giuseppe Macrì
giuseppe.macri3@enel.com
Scusate metto anche il cognome!