Cagliari, 10 giugno 2010- Il testo dell’ordine del giorno proposto dal centrosinistra in Consiglio regionale al termine della discussione in Aula sulla mozione sulle energie rinnovabili. Bocciato per i voti della maggioranza di centrodestra.
CONSIGLIO REGIONALE DELLA SARDEGNA
XIV LEGISLATURA
ORDINE DEL GIORNO:
BRUNO – URAS – SALIS – AGUS – BARRACCIU – CARIA – COCCO Pietro – CUCCA – CUCCU – DIANA Giampaolo – ESPA – LOTTO – MANCA – MELONI Marco – MELONI Valerio – MORICONI – PORCU – SABATINI – SANNA Gian Valerio – SOLINAS Antonio – SORU – BEN AMARA – SECHI – ZEDDA Massimo – ZUNCHEDDU – COCCO Daniele Secondo – MARIANI sull’utilizzo delle energie rinnovabili e sulla trasparenza e sulla tracciabilità degli investimenti.
IL CONSIGLIO REGIONALE
a conclusione della discussione delle mozioni n. 31/2009 e 62/2010, in merito alla necessità di approvazione dei necessari strumenti di pianificazione e di organizzazione e delle responsabilità gestionali in materia di energia, e della relativa normativa atta a garantire trasparenza e tracciabilità degli investimenti nel settore della produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili e pulite, non nucleari e per la riduzione delle emissioni inquinanti da impianti a combustione;
premesso che:
è emersa la grave insufficienza della azione di governo del Presidente e della Giunta, in questa materia e in altre di importanza decisiva, per un efficace contrasto agli effetti della pesante crisi sociale ed economica che attraversa attualmente la nostra Regione;
è stata ampiamente dimostrata ancora una volta l’inadeguatezza dell’azione amministrativa del sistema pubblico regionale, in relazione alle evidenti urgenze finanziarie, organizzative e operative con le quali l’Autonomia regionale deve confrontarsi;
è stato rilevato il rischio che livelli di responsabilità di direzione del predetto sistema pubblico possano risultare o solo apparire alle istituzioni locali, alle imprese e ai cittadini, condizionati, non imparziali e non liberi nell’esercizio delle loro funzioni;
è notizia certa che la Commissione Parlamentare Antimafia, come reso noto dal Presidente della stessa Commissione, si stia occupando di indagare sulle eventuali infiltrazioni mafiose nel campo dell’energia eolica;
impegna il Presidente e la Giunta Regionale:
1) a porre in essere ogni iniziativa necessaria a garantire la piena funzionalità delle procedure e delle strutture regionali istruttorie e di vigilanza in materia di energia e ambiente;
2) ad acquisire le dimissioni o a procedere alla sostituzione cautelativa dell’attuale direttore generale dell’Arpas;
3) ad attivare una interlocuzione istituzionale con la Commissione Parlamentare Antimafia, al fine di acquisire utili indicazioni finalizzate alla migliore organizzazione delle norme e delle procedure di competenza regionale, con l’obiettivo di impedire ogni possibile infiltrazione affaristica da parte della criminalità organizzata nelle attività di produzione, trasporto, distribuzione dell’energia;
4) a farsi parte attiva in sede di Conferenza Stato-Regioni all’interno del Piano d’azione regionale il cui completamento è previsto entro il 30 giugno p.v. e siano definite in un’ottica di federalismo solidale le quote di energia elettrica prodotte da FER, da assegnare alle singole Regioni che all’interno di un proprio piano potranno stabilire le modalità di impiego in termini di ricadute sociali, occupazionali ed economiche;
5) ad avviare con immediatezza le procedure di adeguamento del PERS, che tenga conto del necessario equilibrio complessivo tra potenza elettrica installata e consumi elettrici regionali; che affronti in chiave di sostenibilità il tema dell’efficienza energetica negli specifici piani relativi alla promozione della mobilità elettrica, alla riqualificazione energetica del patrimonio edilizio pubblico e privato, all’ottimizzazione dell’efficienza del trasporto e produzione di energia secondo il modello della generazione diffusa.
Impegna inoltre il Consiglio:
a perfezionare e porre all’esame dell’Aula in apertura della prossima seduta le norme urgenti riguardanti lo sblocco delle attività di installazione di impianti di energia rinnovabile di interesse delle piccole aziende artigiane ed agricole, per gli edifici di proprietà pubblica sede di attività pubbliche, e dei singoli cittadini in linea con le disposizioni nazionali in materia.