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Mercoledì, 3 febbraio 2016

Accorpamento referendum con amministrative, il ministro dice no

alfano

«La risposta del ministro Alfano alla richiesta di Sinistra Italiana di accorpare le prossime amministrative con il referendum sulle trivelle non ci ha soddisfatto perché non sono le difficolta’ tecniche il vero problema. La risposta di Alfano tradisce un timore molto forte che attraversa le stanze di Palazzo Chigi rispetto alla possibilità che si celebri questo referendum, e che con esso venga spazzata via la filosofia dello Sblocca Italia che cancella il ruolo delle autonomie locali e prevede un modello di sviluppo basato sulle trivelle e sul petrolio, invece che sull’ambiente e le energie rinnovabili».

Lo afferma in Aula a Montecitorio il capogruppo dei deputati di Sinistra Italiana Arturo Scotto replicando alla risposta del ministro dell’Interno al question time di Sinistra Italiana sulla possibilità di accorpare le amministrative con il referendum sulle trivelle.

«Inoltre, prosegue il capogruppo di Sinistra Italiana, c’è un tema di costi e di risparmio. Mentre il Premier italiano discute animatamente con l’Europa per ottenere qualche margine di flessibilità sui conti, pochi spiccioli per la verità rispetto a quanto dovrebbe fare il governo per rilanciare la crescita e gli investimenti, Alfano ci dice che non è possibile l’accorpamento che farebbe risparmiare alle casse dello Stato 300 milioni di euro. Infine ricordo ad Alfano, continua Scotto, che nel 2011 il suo ex capo Berlusconi scelse di non accorpare i referendum sul nucleare e l’acqua pubblica e le elezioni amministrative. E non fu una tornata elettorale fortunata per il centrodestra e vinse il popolo dell’acqua pubblica. I cittadini italiani lo sanno e faranno prevalere il valore della partecipazione democratica a qualsiasi altro interesse o calcolo politico», conclude Scotto.

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