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Venerdì, 31 ottobre 2014

Tutti i perché Angelino Alfano si deve dimettere

Manifestazione degli operai di Terni, Marcianise e Livorno al Ministero del Lavoro

Angelino  non ne azzecca una. Impossibile rintracciare un altro ministro degli Interni che abbia inanellato tanti errori gravi e gaffes imbarazzanti.  Sloggiare Alfano dal Viminale sarebbe considerata priorità assoluta da qualsiasi governo intenzionato a proteggere la propria immagine oltre che la propria efficienza. Supplire all’eventuale ignavia del capo del governo provvedendo, sarebbe cosa ovvia per qualsiasi parlamento che si prendesse sul serio.

Trattasi del ministro degli Interni che, facendo strame della legalità, espulse su due piedi Alma Shalabayeva, colpevole di essere sposata con un leader della dissidenza kazaka. Per garantire al Kazakistan piena ottemperanza ai suoi desiderata, il ministro pensò bene di abdicare per alcune ore lasciando piena gestione della faccenda agli emissari di quel democratico governo.  Secondo le migliori tradizioni locali ci rimisero il posto due alti funzionari. Il capo invece la cavò senza un graffio, fatti salvi il diluvio di critiche mondiali e un discredito del quale mai si libererà.

Dal giorno della prima nomina è un precipizio nel quale comicità e drammaticità si alternano. C’è il ministro di Polizia che in tv annuncia grintoso una caccia all’uomo senza precedenti per acciuffare il fantomatico killer reo di aver massacrato tre bambini a Lecco. Gli spiegano che la colpevole, madre delle vittime, è già in manette da due ore. E resta impassibile. Non è che si possa sapere sempre tutto.

C’è il ministro cattolicissimo che vieta ai sindaci, con doverosa  “circolare ministeriale”, di registrare i matrimoni gay contratti all’estero. I primi cittadini non se lo filano di pezza. Il colleghi di governo lo smentiscono. Lui procede indomito, avvolto in aura di santità.

C’è il ministro poliglotta che a Bruxelles si scusa per il ritardo con il commissario Ue agli Interni Cecilia Malmstrom: “Tutta colpa del waind” e quella non si tiene: “Wind, ministro, wind“. E c’è il ministro garantista che quando arrestano il presunto assassino di Yara Gamberasio twitta giulivo: “Individuato l’assassino”, facendo imbufalire gli inquirenti decisi a  tenere segreta la notizia per comprensibili motivi. Non che  Angelino fosse nuovo a intemperanze del genere. Aveva già dato a Milano, annunciando l’arresto di quattro persone per la super-rapina di via della Spiga. Per la gioia dei soliti inquirenti che avevano fatto il possibile per non farlo sapere a eventuali complici.

Impossibile elencarle tutte: la lista è interminabile e alterna come sulle montagne russe picchi ridicoli e abissi vergognosi. Si sganasciano in molti quando copia un hashtag di Sel (“#lastradagiusta”), meno divertenti la plateale inettitudine con cui affronta i disastri naturali, da Parma a Genova, i tentativi di affondare Mare Nostrum, l’amicizia con Salvatore Ligresti, del quale è peraltro eccellente inquilino…

Ci mancavano le botte ai lavoratori che cercando difendersi dalla disoccupazione. Sono arrivate a Torino, poi, altrettanto irragionevoli e immotivate, con l’immancabile scia di giustificazione goffe e bugie sfrontate, a Roma. Sarà finalmente un po’ troppo anche per lo stomaco da struzzo di questo governo e della sua maggioranza?

Commenti

  • francesco

    Il marito della Shalabayeva, Mukhtar Albyazov, banchiere e politico (latitante), è oggetto di investigazione da parte della Corte Suprema del Regno Unito, per l’accusa di essersi appropriato indebitamente di miliardi di dollari della BTA BANK, tra il 2005 e il 2009.Inoltre gli è stata inflitta una pena restrittiva per non aver ottemperato a un ordine con cui l’Alta Corte ingiungeva di rivelare la sua reale consistenza patrimoniale. Ci vuole coraggio (o ignoranza) per farlo passare per “dissidente kazako”. Più cautela!

  • valeria piasenta

    ALFANO IERI A ROMA, COME TAMBRONI NEL 1960 A REGGIO EMILIA, E FINI NEL 2001 AL G8 DI GENOVA?

    Ricordiamo solo tre fatti avvenuti durante i ministeri Alfano:

    1. espulsione della moglie del dissidente Ablyazov con la sua bambina di 6 anni;
    2. richiesta ai prefetti di cancellazione trascrizione matrimoni esteri;
    3. cariche della polizia contro manifestazione metalmeccanici Thyssenkrupp di Trani.

    Ora il governo dichiara di non aver avuto parte nei pestaggi di ieri: questo significa che alcuni corpi dello Stato agiscono autonomamente rispetto ai maggiorenti dello Stato – cioè che siamo al limite del colpo di stato militare – o che il ministro Alfano si sta preparando a silurare qualche altro alto dirigente, come ha già fatto in occasione dell’affaire Ablyazov? con questi precedenti, Alfano può mantenere il ruolo di Ministro dell’Interno in un governo sedicente di centrosinistra?

    E quanta responsabilità morale hanno i boy scouts radical chic riuniti alla Leopolda, fra curate scenografie e ammiccamenti linguistici ai loro sodali, per fidelizzarli (proprio come in pubblicità…): quelli che non mettono il gettone nel’iphone, quelli ‘moderni’ e giovani bennati che l’iphone se lo possono permettere come le cure dentistiche (Hollande docet…) e mangiare carne tutti i giorni, a differenza del 28% degli italiani ‘a rischio’, compresi i lavoratori di Terni, la maggior parte dei quali ha presumibilmente votato per questa compagine imbelle di governo?

    E questo sarebbe un governo di centrosinistra? e il Pd di Renzi sarebbe un partito socialista europeo? un Pd al governo che assale coi manganelli il segretario generale di una confederazione, cosa mai vista??

    ROTTAMIAMO ALFANO