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Lunedì, 19 dicembre 2016

Cara Valeria, non ci sono più scuse, introduciamo l’educazione sentimentale nelle scuole

valeria-fedeli

Tre anni fa ho depositato alla Camera una proposta di legge sull’introduzione dell’educazione sentimentale nelle scuole. Un anno dopo, in Senato, Valeria Fedeli ha presentato una proposta di legge sull’educazione di genere simile alla mia.

Insieme abbiamo partecipato a molte iniziative, ci siamo confrontate spesso su questo tema e, pur avendo posizioni diverse sulle modalità di intervento, sulle questioni di fondo c’è stata sempre grande sintonia. A un certo punto però la fase del confronto pubblico sulle proposte si è arrestata. È successo quando – nella Buona scuola – è stato approvato un emendamento del Partito democratico in cui, in maniera assolutamente generica, veniva proposta alle scuole “la promozione alle pari opportunità”. Adesso non ci sono più scuse: è il momento di riprendere il cammino e approvare finalmente una legge.

La strada è già tracciata. Quella norma di principio, senza possibilità di applicazione concreta, infatti come chiunque può verificare non funziona. Per questa ragione – alla Camera – abbiamo insistito affinché fosse incardinata la nostra proposta di legge. Pensiamo infatti ci sia bisogno di ragionare in maniera strutturale e organica su come fare entrare nelle scuole quello che la Convenzione di Istanbul, all’articolo 14, chiede a tutti gli Stati che l’hanno ratificata e cioè inserire una forma di educazione all’affettività in tutti gli istituti di ogni ordine e grado.

Grazie a un pressing costante di Sinistra Ecologia e Libertà, il risultato di iniziare l’iter è stato portato a casa: a luglio infatti è stato incardinato il provvedimento nella VII commissione. Nel frattempo, tutte le altre forze politiche hanno presentato una loro proposta di legge, sono state fatte le audizioni ed è stato composto un comitato ristretto per tentare di arrivare ad una sintesi delle proposte in campo.

La ministra Giannini non ha mai fatto aperture concrete all’educazione sentimentale nelle scuole, si è ma sempre limitata a dichiarazioni generiche. In ultimo, proprio rispetto alle linee guida del Ministero, si è pronunciata sostenendo che non sarebbe mai stato imposto nelle scuole questo tipo di insegnamento, ma che avrebbero deciso i singoli istituti grazie all’autonomia scolastica.

Ha descritto cioè esattamente la situazione che esisteva già prima della Buona scuola. Infatti io in questi anni, presentando la proposta di legge sull’educazione sentimentale, con la campagna #1oradamore ho monitorato il Paese e trovato un’Italia a doppia velocità. Da una parte dirigenti scolastici illuminati e docenti sensibili che hanno aperto la scuola a esperienze e laboratori utili strumenti contro la violenza sulle donne, l’omofobia, il razzismo e il bullismo, dall’altra parte realtà in cui i ragazzi e le ragazze – gli adolescenti soprattutto – non hanno alcun riferimento nell’istituzione scuola.

E oggi c’è un’aggravante in più: gli istituti che prima, in autonomia, facevano progetti sull’educazione sentimentale, adesso dopo la propaganda inventata sulla teoria del gender hanno difficoltà a riproporre quello schema perché ci sono famiglie terrorizzate dall’indottrinamento dell’omosessualità nella scuola.

Questo governo Renzi senza Renzi non ha nessuna novità se non proprio nella delega all’istruzione. Non c’è più la ministra Giannini, c’è appunto l’ormai ex vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli. Tutt’altra formazione, tutt’altra esperienza, tutt’altra sensibilità. La scuola vive un momento drammatico, sono tante le questioni aperte e da correggere.

Ha bisogno di tanta cura, mancata soprattutto con quest’ultima riforma che tutto è fuorché buona. Tra le cose in sospeso c’è questa. Non siamo all’anno zero ma come dicevo è già iniziato l’iter. Questo significa che, in un paio di mesi, noi potremmo avere la legge approvata.

Mi rivolgo quindi alla nuova ministra all’Istruzione Valeria Fedeli chiedendole di fare con coerenza quello che, da semplice senatrice di maggioranza, ha sempre sostenuto in questi anni: facciamo uscire l’Italia dal Medioevo, riallineiamoci al resto d’Europa, rispettiamo la Convenzione di Istanbul.

Solo noi e la Grecia non abbiamo una forma di educazione alla sessualità, all’affettività nell’ordinamento scolastico. Facciamolo per le nuove generazioni e facciamolo anche per noi donne impegnate in politica. Dimostriamo la “differenza”. Quella che per una volta porta un ministro, e un governo, non a cambiare idea, ma ad andare avanti fino in fondo.

Nella foto la ministra all’Istruzione del governo Gentiloni Valeria Fedeli

Commenti

  • Guido Conti

    Sono persuaso dal fatto che nel paese la sinistra diffusa stia riemergendo e i media, generalmente, come in altri tempi, applicano la censura quasi sistematica di ciò che avviene in Parlamento….Celeste, mi permetto, vai qualche volta in TV, a meno che a te non piaccia “apparire”….Penso che tante donne vanno in TV ma senza questo approccio politico….I 19 milioni di NO non appartengono a nessuno che non siano le persone che lo hanno esercitati…..Stavolta abbiamo il vantaggio di essere convinti della radicalità come barra….o almeno spero la stragrande maggioranza di NOI….
    Con stima, un saluto da BOLOGNA!

  • skanderbeg

    Sarebbe meglio che i parlamentari andassero in giro per il territorio e imparare alla “scuola delle masse”, secondo l’insegnamento di Mao.
    Siamo stufi di pantofolai istituzionali che si attardano beatamente su tematiche piccolo-borghesi che esulano dai bisogni reali e cogenti dei lavoratori sfruttati, sottopagati e precari. Un Partito di sinistra non può essere un depositario di tuttologia, ma uno strumento capace di far leva sulle priorità secondo la logica della lotta di classe dal basso, per gli interessi del proletariato.

  • skanderbeg

    ULTIMORA.
    Massimo Zedda, sindaco di Cagliari, fiore all’occhiello esibito orgogliosamente da Sel nella “stagione delle arance”, traghetta anima e corpo nel Partito Democratico, quello del rottamatore di Rignano Matteo Renzi. Evviva!
    È l’ennesimo allievo formatosi alla scuola vendoliana che cambia casacca, sulla scia di Gennaro Migliore e dei suoi scodinzolanti poltronisti.
    Avanti il prossimo. C’è ancora posto!

  • skanderbeg

    Sinistra
    Emorragia
    Liquidità

    La zattera della Medusa galleggia ostinatamente nei flutti…
    Da Civita-vecchia, i “giovani” di Sel-SI sono proiettati verso il centrosinistra, cioè verso il rassicurante PD che assicura qualche posto al sole.
    L’operazione vendoliana e dei suoi seguaci, obnubilati dal guru dimezzato, è chiara:
    S.I. nasce come serbatoio di riserva per un ipotetico centrosinistra a conduzione del PD renziano , visto che la decantata “sinistra” interna si è sciolta nella merda.
    La saga continua…

  • skanderbeg

    Ai compagni autentici
    Ai militanti di Sel delusi e… mazziati.

    Sel – S.I.- PD ?
    La parabola del vendolismo, iniziata con la scissione dal PRC nel nome dell’anticomunismo, si conclude miseramente, confluendo in S.I. (Carneade?),
    l’anticamera del Partito Democratico, strumento politico di fase del nemico di classe che si chiama Capitalismo globalizzato.
    A nessuno è concesso di fingere di non saperlo!

  • Skanderbeg

    Promemoria, prima che il sito venga definitivamente chiuso.

    “Sinistra Italiana” non ci serve.
    Un Partito politico di Sinistra che nasce a tavolino senza l’intento di andare oltre il Capitalismo (cioè contro il suo M.D.P.), è solo un aggregato di pifferai inclini ad allietare i salotti del Re.
    “La Borghesia a livello mondiale è capace di qualunque crimine pur di ottenere i suoi sovrapprofitti. Essa comprende solo il linguaggio della forza”.
    Karl Marx

  • skanderbeg

    Cara Sinistra, il Presidente dello Stato Canaglia conosciuto col nome di Israele, Benjamin Netanyahu, si rifiuta di ottemperare all’ennesima risoluzione dell’ONU.
    A che punto è il boicottaggio delle merci israeliane per punire il furto sistematico di terra ai palestinesi?

  • skanderbeg

    Celeste Costantino : lo spazio co(s)mico della sinistra soft…

  • skanderbeg

    Dopo la maldestra capriola di Grillo al Parlamento europeo, la classifica dei saltimbanchi vede ancora largamente in testa (S.I.c!) tal Vendola Nicola.

  • Skanderbeg

    S.I. perde pezzi ancor prima di nascere.
    Non è il caso di praticare un aborto clinicamente assistito?

  • Skanderbeg

    Sinistra Italiana? Un Partito già dilaniato ai blocchi di partenza: Fratoianniani (clone pugliese di Niki Vendola), D’Attoniani, Pisapianisti, CiccioFerraristi, Smerigliatori…
    Un Partito con la solita, pesante, stanchevole zavorra: la sudditanza acefala e genetica all’eterno Godot PD-CSX.
    Un vero e proprio mantra induista nel segno del serpente Kundalini…

  • Skanderbeg

    Arturo Scotto si candida a segretario di S.I.? Mamma, li turchi!
    È uno dei “bonzi” governisti, finti oppositori, tra i più grotteschi mal catapultati nella povera Sinistra italica. Sempre incline a galleggiare sulle onde istituzionali grazie al salvagente fornitogli dal PD e dalle altre sigle che l’hanno preceduto.

  • Skanderbeg

    Nel testo-base del documento congressuale di S.I.,tra varie sciocchezze sciorinate senza il supporto di strumenti scientifici del materialismo storico e dialettico, spiccano le seguenti chicche:
    a). “ripartire dal mondo e dai popoli per il superamento del capitalismo finanziario
    (termine mutuato dal libro del compianto Luciano Gallino Finanz-capitalismo”;
    Dunque, siamo per un capitalismo depurato da movimenti speculativi e dedito esclusivamente alla produzione di merci?
    b). “non si esce dalla crisi senza una radicale riforma (riforma,sic!) del
    Capitalismo contemporaneo”. In quale epoca invece andava bene?
    Dobbiamo prepararci a sostenere un capitalismo dal volto umano? Un ossimoro
    degno del maestro delle capriole Nichi Vendola…

  • Skanderbeg

    Ecco, s’avanza uno strano soldato, viene dal niente e non monta destriero…

    Dopo la dissoluzione di Sel e l’evidente inconcludenza di Sinistra Italiana, tutti
    Sullo yacht di Massimo D’Alema? In pole position il salottiero meneghino
    Giuliano Pisapia, il “progressista” amico dell’indagato Beppe Sala.
    Massimiliano Smeriglio, bonzo governista , adulatore del pettinatore di bambole
    Pierluigi Bersani (quello che ha votato il Fiscal Compact).
    Nicola Fratoianni, alter ego del più nobile Nicola, Vendola, (l’impresentabile che opera dietro le quinte), in perenne attesa di Godot: il CSX salvifico…
    Che strazio!

  • Skanderbeg

    Dal quotidiano “Repubblica” si apprende che Vendola (non si vede ma c’è) si sta preparando all’ennesimo inciucio della sua carriera da saltimbanco.
    Vuole imbarcare Sinistra Italiana sul carrozzone di Massimo D’Alema.
    Non contro il PD (non sia mai!) Ma – udite,udite!- per fare un dispetto a Renzi.
    Tutto ciò a prescindere dalle malefatte contro i lavoratori di cui si è macchiato il PDdi Bersani e dello stesso D’Alema, con la complicità della cosiddetta minoranza di “sinistra”. Così è svelato il ruolo che svolgerà S.I. nel panorama italico: ruota di scorta del liberismo economico “temperato”…

  • Skanderbeg

    ULTIMORA. Giovedì 2 febbraio 2017.
    Arturo Scotto ritira la sua candidatura a futuro segretario di Sinistra Italiana, per
    Controversie poco chiare con il Gota congressuale.
    Un altro uccelletto della voliera vendoliana sta per spiccare il volo sul trespolo
    Rassicurante di papà PD?

  • Skanderbeg

    In Sel-SI è in atto la solita corsa alla poltrona,
    Tra sgomitate e sgambetti maramaldiani.
    Occorre costruire una Sinistra di classe, non il trito e ritrito centrosinistra.
    Non ci si può alleare con vecchie cariatidi come D’Alema , Pisapia, Bersani, Alfieri del liberismo economico e convinti sostenitori del governo Monti prima, e del governo Renzi dopo. A quando un colpo d’ala del corpo militante?