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Mercoledì, 20 novembre 2013

Giornata dell’infanzia, ma i bambini italiani sono sempre più soli: povertà e scarso accesso agli asili i primi ostacoli

Si celebra oggi la Giornata Mondiale dell’Infanzia. Una occasione per  riportare l’attenzione degli adulti sull’universo bambini. Un universo che crediamo di conoscere e curare, ma spesso non facciamo nè l’uno nè l’altro. Sono troppi i fatti di cronaca che coinvolgono i piccoli: troppi i casi di pedofilia, troppi i casi di abbandono, troppi i casi di povertà.
E quando si parla di povertà non si intende solo mancanza di cibo e vestiti ma anche di beni di prima necessità come le medicine.. Un dato che emerge sempre più spesso dalle richieste degli enti benefici, come la Caritas o il Banco Farmaceutico, che si occupano di far fronte alle richieste dei più poveri. Le richieste di assistenza pediatrica -sotto forma di pannolini, omogeneizzati, latte in polvere e medicine- sono più della metà e vanno incontro alle esigenze di 112.000 bambini italiani senza mezzi.
Nell’ultimo anno, caratterizzato dall’acuirsi della crisi e dalla perdita del lavoro di molte famiglie, si è registrato un forte aumento della richiesta di prodotti per l’infanzia, con cifre che preoccupano per quanto sono alte: 500.000 pannolini, 550.000 omogeneizzati, 54.000 disinfettanti e 127.000 confezioni di latte in polvere. Oltre naturalmente alle richieste di medicinali antipiretici e mucolitici. Calano drasticamente anche le visite dai pediatri perchè le famiglie non possono permettersi di pagarle.
A tutto questo bisogna aggiungere, purtroppo, che alle belle parole anche lo Stato non sembra intenzionato a fare di più.  Nel 2014 i fondi per l’infanzia e l’adolescenza infatti subiranno una bella sforbiciata del 30%: secondo il testo proposto dal Governo per la legge di stabilità, il Fondo Nazionale per l’Infanzia e l’Adolescenza passerà da 40 a 28 milioni, destinati alle 15 maggiori città italiane, secondo la legge n. 285 del 1997. Questo nuovo taglio avviene dopo che lo stesso Fondo aveva “perso” all’inizio del Duemila il suo 70% dedicato alle Regioni; cifra che era stata spostata sul Fondo Sociale Nazionale, poi a sua volta praticamente cancellato.
Sono 10 milioni e 837mila le bambine, i bambini e i teenager del nostro Paese, il 17% della popolazione dell’Italia. Il 15% – pari a circa 2 milioni – vive in povertà relativa, in famiglie cioè con redditi inferiori alla media nazionale, e ancor più allarmante il dato che riguarda la povertà assoluta, poiché si è passati dai 653.000 nel 2010 ad oltre un milione di minori nel 2012, con il Mezzogiorno che registra i tassi di povertà più elevati. I dati, ricordati da Save the Children, sono allarmanti.
Una rete di servizi per l’infanzia di qualità e a tariffe calmierate potrebbe significare la riconquista di un percorso di libertà per tante donne italiane, oltre che un presidio di tutela dei diritti delle bambine e dei bambini. Il Consiglio d’Europa, nell’Agenda di Lisbona, ha fissato l’obiettivo per la copertura dei servizi educativi per la prima infanzia (0-3 anni) al 33% entro il 2010.
Alla fine del 2011 in Italia si registrava una copertura del 18,9%, il cui 47,5% in strutture private.
In Italia, l’offerta di nidi pubblici è tra le più basse d’Europa: solo il 12% dei piccoli sotto i 3 anni ha un posto, contro il 35-40% della Francia. Una carenza che non influisce solo sull’occupazione femminile, ma anche sul rendimento scolastico dei ragazzi.
SEL popone uno stanziamento straordinario per la creazione di 3500 asili nido pubblici a partire dal 2014, che raddoppierebbero i posti rispetto ai dati 2011. Per il raggiungimento di questo obiettivo è necessario rimuovere il blocco del turn-over del personale degli Enti Locali impiegato nei servizi educativi.

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