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Giovedì, 25 febbraio 2016

Giulio Regeni, sit in all’Ambasciata egiziana a Roma: no a verità di comodo. Delegazione di Si incontra rappresentante ambasciata

Ambasciata egitto

Circa duecento persone si sono raccolte in via Salaria 267, di fronte all’entrata di villa Ada dove ha sede l’ambasciata di Egitto, per manifestare in ricordo di Giulio Regeni, il ricercatore italiano ucciso in Egitto. “Non accetteremo un ingiusto tentativo di screditare Giulio o ipotesi fantasiose sulla sua fine. Chiediamo la verita’, non accetteremo versioni di comodo”, dicono gli organizzatori.

Giulio

“Il corpo di Giulio Regeni porta una firma, la firma della tortura di Stato e dobbiamo scoprire nomi e cognomi di chi ha messo quella firma. Vogliamo la verita’”. Con queste parole Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia ha aperto il sit-in organizzato oggi pomeriggio a Roma davanti alla sede dell’ambasciata d’Egitto. A un mese dalla scomparsa del giovane ricercatore friulano, l’ong, insieme all’associazione Antigone e alla Coalizione Italiana Liberta’ e Diritti civili, intende mantenere alta l’attenzione sulla vicenda. “E’ un caso di tortura come centinaia di altri in Egitto”, spiega Noury. “Si tratta di metodi, utilizzati nelle stazioni di polizia. Con questo non vogliamo arrivare a nessuna conclusione, non spetta ad Amnesty stabilire chi siano i colpevoli, ma e’ doveroso mantenere alta l’attenzione. Non accetteremo – ripete – nessuna verita’ di comodo”. Tante le sigle che hanno aderito alla manifestazione: Arci, Articolo 21, Cittadinanza attiva, Link Roma, Asgi, Usigrai, Fnsi, Cgil, Cisl, Uil. Presenti anche lo scrittore Erri De Luca e l’artista Lorenzo Terranera e esponenti del mondo politico fra questi, Pia Locatellie Nicola Fratoianni (Sel), Michele Piras (Sel) l’ex ministro del Welfare, Paolo Ferrero e il segretario dei radicali italiani, Riccardo Magi. A rappresentare la famiglia Regeni, l’avvocato Alessandra Ballerini.

 

Una delegazione composta da due parlamentari di sinistra italiana, il coordinatore  di Sel Nicola Fratoianni e Michele Piras, quest’ultimo membro della commissione Montecitorio, sono stati ricevuti da un rappresentante dell’ambasciata egiziana a Roma insieme agli organizzatori della manifestazione per tornare a chiedere verità e giustizia per Giulio Regeni, il ricercato italiano ucciso in Egitto.

«L’ambasciatore ci ha ricevutie ha fatto quello che fa normalmente un ambasciatore in questo caso: ci ha detto che riferira’ in merito a questo colloquio al Cairo». E’ stato il commento del parlamentare di Sinistra Italiana, Nicola Fratoianni, uscendo dall’ambasciata egiziana a Roma. Tornando a manifestare con gli altri partecipanti al sit-in, Fratoianni, conversando con i giornalisti, ha aggiunto: «Noi (con lui sono stati ricevuti l’altro parlamentare di Sinistra Italiana, Michele Piras, e l’ex ministro Paolo Ferrero) abbiamo ribadito all’ambasciatore le ragioni di questa manifestazione, gli abbiamo detto che le versioni sulla morte di Regeni provenienti dalle autorita’ egiziane sono troppe e che questo non ci convince. C’e’ un’opacita’ inaccettabile e le relazioni economiche con l’Egitto non potranno mai essere importanti come la verita’ su Regeni. All’ambasciatore – ha continuato Fratoianni – abbiamo anche detto che continueremo a chiedere al governo italiano di pretendere la verita’ fino in fondo”. Nel corso del colloquio, ha infine precisato Fratoianni, “gli avvocati non anno parlato, hanno un altro ruolo».