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Mercoledì, 27 gennaio 2016

Ilva, terzo giorno di protesta. Polizia blocca corteo Fiom a Genova. Ferrara: il governo intervenga

ilvagenova

Momenti di alta tensione al corteo dei metalmeccanici Ilva a Genova. Per qualche minuto si è temuta una carica della polizia, poi il clima si è stemperato. In questi minuti la testa del corteo ha arretrato di qualche metro. Un gesto a cui in segno di distensione gli agenti hanno risposto togliendosi le maschere antigas. I manifestanti stanno attendendo dal prefetto di Genova Fiamma Spena la conferma della presenza di un ministro al tavolo del 4 febbraio. In cambio promettono di lasciare i mezzi pesanti e proseguire il corteo a piedi fino alla prefettura.

«Cresce la rabbia e la preoccupazione tra i lavoratori dell’Ilva per le mancate risposte da parte del governo alle loro richieste. Il Governo convochi immediatamente i sindacati senza dover attendere che la situazione peggiori o degeneri. Lo sciopero generale dei metalmeccanici di oggi rischia di svolgersi in un clima incandescente». Dichiara il deputato di Sinistra Italiana Ciccio Ferrara, componente della Commissione Attività Produttive di Montecitorio.

«I lavoratori e le lavoratrici dell’Ilva, prosegue l’esponente di Sinistra Italiana, hanno il diritto di sapere con chiarezza se nel bando di vendita del gruppo viene rispettato l’accordo di programma che hanno firmato nel 2005, e grazie al quale sono stati garantiti gli attuali livelli occupazionali e la continuità di reddito, fino ad oggi. Il governo rispetti il patto siglato nel 2005. Non si possono lasciare soli i lavoratori», conclude Ferrara.

 

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