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Lunedì, 15 febbraio 2016

Pensioni di reversibilità, la proposta del governo è una rapina

pensioni-pensionati

Secondo un Decreto presentato dal Governo nei giorni scorsi alla Camera, le pensioni di reversibilità saranno considerate prestazioni assistenziali e non più previdenziali. Ciò significa che quella che oggi è una prestazione previdenziale a tutti gli effetti, legata a contributi effettivamente versati, verrà trasformata in un un strumento assistenziale legato all’indice Isee e quindi al reddito familiare. Com’è noto, l’asticella dell’Isee è molto bassa (fissata spesso a redditi da fame) e per superarla, facendo saltare tutti i benefici, basta poco. Così si andrà a ridurre sensibilmente ul numero delle persone che continueranno a veder garantito questo diritto, perché di un diritto si tratta.

A essere danneggiate, com’è evidente, saranno soprattutto le donne, principali beneficiarie della prestazione.

Vedove che sarebbero doppiamente colpite, perché già oggi hanno una pensione media inferiore a quella degli uomini e, in futuro, rischiano di impoverirsi ulteriormente. Sinora, per vedove e vedovi la reversibilità costituiva una piccola certezza su cui contare. Sinora, appunto, perché, se dovesse passare così come è il Ddl del governo andrebbe a demolire un diritto individuale, che diventerebbe inaccessibile per centinaia di migliaia di soggetti: una vera e propria rapina, insomma: si vorrebbe fare cassa sulle spalle delle vedove.

L’impegno di Sinistra Italiana è finalizzato a ostacolare in tutti i modi tale provvedimento.

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