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Mercoledì, 18 giugno 2014

Sel incontra il Forum del Terzo Settore

Il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha annunciato lo scorso 13 maggio di voler dar corso ad una Riforma del Terzo Settore e ha presentato le linee guida su cui il Governo intende muoversi. Dal 13 maggio al 13 giugno verrà avviata una consultazione on line mentre per il 27 giugno è prevista l’approvazione di una legge delega.

L’intenzione di una riforma che riordini e dia nuovo slancio al Terzo Settore è lodevole e condivisibile: Sinistra Ecologia Libertà si sente impegnata, in un confronto positivo con tutti i soggetti interessati, ad una discussione che valuti il merito delle proposte e a dare il proprio contributo ed il proprio punto di vista.

Di questo abbiamo parlato in un primo incontro con il Forum del Terzo Settore a cui hanno preso parte il portavoce Pietro Barbieri e una rappresentanza del coordinamento nazionale del Forum con gli esponenti, tra gli altri, di Arci, Acli, Anpas, Legambiente, Federconsumatori, Fish.

Partiamo innanzitutto dallo strumento della legge delega. Negli anni, lo si è visto anche con la legge delega sull’impresa sociale che già si intende riformare, questo non si è rivelato lo strumento migliore: sottrae al Parlamento, che si limita a dare solo le indicazioni generali, la discussione di merito delegandola, appunto, al Governo senza peraltro avere alcun vantaggio in termini di tempo. Lo strumento legislativo scelto è proprio della logica dell’effetto annuncio che rinvia “sine die” le scelte concrete ( non a caso alcune delle misure proposte come i titoli di solidarietà erano stati delegati ai Governi oltre un quindicennio fa senza che se ne sia fatto nulla). Quindi la prima riflessione che chiediamo al Governo è se non ritenga più utile e consono il normale percorso parlamentare con una proposta che da subito scopra le carte e dica chiaramente cosa si vuole fare e con quali risorse.

Ridare senso alle parole, non rimandare a domani quello che si può fare oggi!

L’annuncio che più ha richiamato l’attenzione è quello del Servizio Civile Universale. Leggendo bene la proposta si scopre però che UNIVERSALE NON E’ essendo rivolto, per i primi 3 anni, solo fino a un MASSIMO di 100.000 giovani tra i 18 e i 29 anni. Vogliamo ricordare che quando fu varato il Servizio Civile oggi in funzione, all’epoca del Governo Prodi, erano coinvolti oltre 70.000 giovani grazie ad un finanziamento di oltre 300 milioni di euro. I Governi che si sono succeduti hanno prodotto solo ripetuti tagli fino ad arrivare ai solo 18.000 giovani di oggi con un finanziamento di 70 milioni di euro. Il vero tema è quindi il rifinanziamento di una misura voluta ed introdotta ai tempi dell’ulivo: noi siamo d’accordo. Si dica quanto si vuole investire, dove si prendono i soldi, e quando partire. Se si vuole lo si può fare subito senza aspettare l’esito di una legge delega omnibus i cui esiti rischiano di essere lunghi e per niente scontati.

I cittadini non sanno che il 5 per mille che loro, negli ultimi anni, numerosi hanno generosamente destinato alle associazioni del Terzo Settore è stato puntualmente sottoposto a tagli e sottrazioni da parte del Governo: in una parola si è scritto 5 per mille e in realtà è stato molto meno. Quello che stava a cuore, a partire da Tremonti che ne annunciò l’istituzione in diretta al tg di prima serata, è sempre stato il messaggio, non la sostanza. Una misura, quella del 5 per mille, sottoposta ad un tetto annuale , amministrata con ritardi spaventosi nelle erogazioni dovute e concentrata negli effetti a vantaggio delle realtà con maggiore visibilità e capacità di marketing sociale. Anche in questo caso più che nuovi annunci servono poche cose semplici e immediate: eliminazione del tetto e facilità d’accesso.

L’Authority del Terzo Settore fu un’idea lanciata più di quindici anni fa. Al suo posto venne l’Agenzia delle Onlus il cui ultimo Presidente è stato il Professore Stefano Zamagni. L’Agenzia è stata una delle prime vittime della Spendig Review del Governo Monti e dalla sua maggioranza che è sostanzialmente uguale a quella del Governo Renzi che oggi la ripropone. L’Agenzia è stata cancellata dalla sera alla mattina. Monti ha fatto un errore? Lo si dica chiaramente se si vuole essere credibili sul futuro. E tra Agenzia e Authority a cambiare sarà solo il nome?

Il riordino normativo delle leggi (da quella del volontariato a quella sull’impresa sociale) è una esigenza giusta e condivisibile. Dare concretezza dopo quasi vent’anni alla scelta di sostenere i cosiddetti “Titoli di Solidarietà” è sacrosanto. Riflettere sui limiti e i ritardi della legge sull’Impresa Sociale e comprenderne le ragioni sarebbe utile ed auspicabile. Ci sono poi questioni, come la riforma del Primo libro del Codice Civile, che per la complessità degli argomenti che vengono sollevati richiedono tempi e strumenti diversi. Ecco perchè agli annunci preferiamo i fatti. E perchè crediamo sia più utile fare subito quello che può essere fatto subito.

Il problema di fondo, su cui allo stato il testo del Governo non si è pronunciato, è verso quale direzione si intende spingere il Terzo Settore del nostro Paese.

Dal 2008 le dieci principali voci di investimento sociale (da quella per l’affitto a quella per i servizi all’infanzia) hanno subito tagli per oltre l’80%, lo stesso termine “riforma del welfare” è stato cancellato e sostituito in questi anni dalla voce “tagli alla spesa sociale”. Può il Terzo Settore rinunciare, di fronte alla ennesima promessa di soldi in cambio di servizi (era già accaduto con la prima introduzione del 5 per mille ad opera di Tremonti), a dire la propria su come va il mondo, su quali siano (a suo parere e in piena autonomia) le cause delle diseguaglianze crescenti e dell’esplodere sempre più evidente di drammatiche contraddizioni sociali?

Come già avvenne negli anni scorsi in Gran Bretagna la retorica sulla “Big Society” fu utilizzata per nascondere i pesanti tagli al welfare, ed in particolare alle pensioni, alla sanità e all’educazione.

Nel corso degli ultimi anni, con il prevalere di un approccio economicistico e di una visione residuale del welfare, la funzione ed il contributo del Terzo Settore, dopo la stagione costituente, sono stati oggettivamente marginalizzati. E questo proprio nel momento in cui le ragioni che hanno dato vita al Terzo Settore su scala globale sono diventate più forti ed evidenti.

Democrazia partecipata contro populismo plebiscitario, inclusione contro povertà ed esclusione sociale, servizi e lavoro di cura contro abbandono e logiche risarcitorie, accoglienza e integrazione contro discriminazione e razzismo, cooperazione internazionale contro “esportazione della democrazia” con le armi, commercio equo e solidale contro mercato ineguale, tutela ambientale, energie rinnovabili risparmio ed efficienza energetica contro consumo di territorio e spreco delle risorse sono solo alcuni degli snodi, al centro dei quali sono spesso collocati i soggetti del Terzo Settore, su cui costruire un nuovo modello sociale e di sviluppo e una diversa qualità della vita. Snodi che segnano una linea di demarcazione netta sui quali Sinistra Ecologia Libertà vuole dare il suo contributo di idee e proposte.

Alessia Petraglia
Responsabile welfare, Segreteria Nazionale Sinistra Ecologia Libertà

Nuccio Iovene, assemblea nazionale SEL

 

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