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Giovedì, 28 aprile 2016

Si-Possibile a Mattarella: su Codice appalti offeso Parlamento. Scotto: un favore ai corrotti

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Il decreto legislativo di attuazione della legge delega sul Codice degli appalti non rispetta le indicazioni della legge e ignora indicazioni importanti date in modo conforme dalle commissioni competenti di Camera e Senato: con questa accusa i deputati di Sinistra italiana e di Alternativa libera-Possibile hanno scritto una lettera al presidente della Repubblica, Sergio Mattarella e ai presidenti delle Camere, Laura Boldrini e Pietro Grasso.

«Il decreto legislativo numero 50 rappresenta una totale violazione delle prerogative parlamentari», ha spiegato Massimo Artini di Alternativa libera nel corso di una conferenza stampa a Montecitorio, alla quale hanno partecipato anche il capogruppo di Si, Arturo Scotto e il deputato di Possibile Luca Pastorino. Le forze dell’opposizione di Sinistra contestano innanzitutto il metodo adottato da palazzo Chigi, cioè il fatto che la legge delega obbligava il Governo a rispondere alle osservazioni delle commissioni parlamentari, qualora queste avessero sollevato delle obiezioni di conformità fra la legge e il decreto delegato, e invece il decreto legislativo è stato varato senza dare risposte alle Camere.

“Alla luce di quanto accaduto – si legge nella missiva firmata da Artini, Scotto, Pippo Civati e Loredana De Petris indirizzata al Quirinale e ai presidenti delle Camere – si chiede il suo intervento a tutela dele prerogative del Parlamento anche alla luce dell’articolo 76 della Costituzione affinché il Governo rispetti le leggi che disciplinano l’esercizio della funzione legislativa. Diversamente si prenderà atto che non si vuole solo superare il bicameralismo ma che ci si trova già in presenza di una nuova forma di governo”. Quanto ai contenuti del provvedimento, le modifiche contestate sono tre: la norma sui subappalti, la clausola sociale a difesa dell’occupazione che è diventata facoltativa, il massimo ribasso è stato reintrodotto per gli appalti sotto il milione di euro.

Per Scotto si tratta «di un favore ai corrotti e ai corruttori e ai prepotenti che considerano il lavoro una cosa superflua». «Dietro questo governo – ha aggiunto Pastorino – ogni giorno si scopre una lobby diversa. Dalle banche, al petrolio, oggi i costruttori». Un ricorso alla Corte costituzionale per “abuso di delega” da parte del Governo non è escluso dai promotori dell’iniziativa. «Qui è peggio che se il Governo fosse andato oltre la delega, qui non sono state rispettate le norme di legge. Un ricorso a un organo terzo potrebbe essere un passaggio da compiere», ha detto Artini a conclusione della conferenza stampa.

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