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Giovedì, 23 ottobre 2014

Trivelle e cemento, il vero nome del Sblocca Italia dovrebbe essere Sblocca cemento

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Continua la battaglia di Sinistra Ecologia Libertà alle ricerche di petrolio e alla distruzione del territorio italiano. A maggior ragione dopo che il governo ha posto la fiducia al Decreto Sblocca Italia.

Ieri il deputato Nicola Fratoianni e il senatore Dario Stefàno, hanno depositato due interrogazioni, una alla Camera e una al Senato, riguardo le richieste di ricerca idrocarburi nel mar Jonio.

«La società Global MED LLC ha presentato al Ministero dello Sviluppo Economico 6 istanze di permesso di ricerca idrocarburi offshore attraverso la tecnica air gun. L’area coinvolta da queste 6 richieste andrebbe ad interessare la Puglia, la Basilicata e la Calabria per un totale di 4.457 kmq. Non abbiamo alcuna intenzione di fermarci – avverta il coordinatore nazionale di Sel Fratoianni – Anche perché il Decreto Sblocca Italia ha come scopo principale quello di mettere un silenziatore agli enti locali, Regioni e Comuni, e alle associazioni di cittadini, che volessero opporre motivate ragioni alla distruzione dei territori».

Per il presidente di Sel Nichi Vendola:  «Forse il nome corretto dello SbloccaItalia dovrebbe essere SbloccaCemento. L’idea – prosegue il leader di Sel – che in un Paese che già sopporta un sovvracarico di urbanizzazione, di antropizzazione, di speculazione si possa dare il via libera a un ulteriore fase di sviluppo fondata sul cemento significa non aver capito nulla della tragedia di Genova, del Gargano, e di tante altre realtà del Paese».

«Noi ora avremmo bisogno di mettere in sicurezza il territorio italiano, di curarlo, di difenderlo e non continuare a bucarlo e a stuprarlo. Lo SbloccaItalia da questo punto di vista – conclude Vendola – non cambia verso ma fa il verso alla peggiore Italia che abbiamo conosciuto in passato».

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