I migranti si arrampicano vanamente sui tetti dei Centri di identificazione ed espulsione ma il governo in carica fa orecchi da mercante su tutta la linea del diritto e dei diritti. E’ ormai esperto di respingimenti, espulsioni, non riconoscimento dello status di richiedente asilo, e ha dalla sua quel lento processo di adattamento al peggio che ha grandemente cambiato la pelle del nostro Paese. Soprattutto su un tema complesso e manipolato ad arte – il mantra della sicurezza – come quello della migrazione. Così il giovane tunisino Ben Asri Sabri, che per tre giorni si è rifugiato sul tetto della prigione per stranieri di Torino, nel vano tentativo di sfuggire al rimpatrio coatto, è stato costretto a scendere dal suo rifugio e di lui si sono perse le tracce. Probabilmente è già stato rispedito “in patria” come un pacco postale e a nulla sono valsi appelli di solidarietà, tam tam e iniziative di protesta delle reti antirazziste, che pure si sono date da fare. Tutto rischia ormai di perdersi nella melassa dell’assuefazione. » continua