Conobbi Claudio Sabattini 9 anni fa, andai a salutare la sua elezione a segretario generale della Fiom-Cgil Sicilia. Nonostante la miopia della CGIL siciliana, che aveva bocciato la proposta che lo avrebbe portato a dirigere la confederazione siciliana, lui aveva voluto stare nell’isola, caparbiamente al fianco dei suoi metalmeccanici. Di quell’incontro ricordo quasi ogni frase pronunciata da quell’uomo pacato, con lo sguardo profondo, così carismatico da incutere quasi timore. Claudio Sabattini mi spiegò l’importanza dei numeri. Come quel 4 sostituito all’1. La marcia dei 10.000 non avrebbe spaventato nessuno, quella dei 40.000 consentì a Fiat di cancellare di botto tutte le conquiste operaie dal ’69 all”80. » continua