Il Paese sta sprofondando. Una classe dirigente incapace ha pensato per anni solo a proteggere se stessa e i suoi sodali. Lasciando agli speculatori e al mercato di imperversare a danno dei suoi concittadini. Oggi come non mai c’è il bisogno di aprire le finestre e far uscire l’aria putrida che si sente intorno. Dove va in onda la sceneggiatura di un Paese collocato eternamente in un cinepanettone, tra lettere, cene, ricatti, capannelli, la foto di un parlamento senza maggioranza che ci mette in ridicolo dinanzi al mondo intero e che troppo spesso maschera di “senso di responsabilità” la misera volontà di non abbandonare il privilegio garantito dal proprio scranno. » continua