<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sinistra Ecologia Libertà - il sito ufficiale - Nichi Vendola portavoce nazionale &#187; emilia</title>
	<atom:link href="http://www.sinistraecologialiberta.it/tag/emilia/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://www.sinistraecologialiberta.it</link>
	<description>Il sito ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà  - www.sinistraecologialiberta.it - Nichi Vendola portavoce nazionale</description>
	<lastBuildDate>Fri, 10 Feb 2012 15:29:51 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3</generator>
		<item>
		<title>Contributo al dibattito di Sinistra ecologia e Liberta&#8217; dell&#8217;Emilia Romagna</title>
		<link>http://www.sinistraecologialiberta.it/documenti-territoriali/contributo-al-dibattito-di-sinistra-ecologia-e-liberta-dellemilia-romagna/</link>
		<comments>http://www.sinistraecologialiberta.it/documenti-territoriali/contributo-al-dibattito-di-sinistra-ecologia-e-liberta-dellemilia-romagna/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 17 Dec 2009 19:37:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Documenti territoriali]]></category>
		<category><![CDATA[ecologia]]></category>
		<category><![CDATA[emilia]]></category>
		<category><![CDATA[liberta]]></category>
		<category><![CDATA[SeL]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra]]></category>
		<category><![CDATA[sinistra e libertà]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.sinistraeliberta.eu/?p=1858</guid>
		<description><![CDATA[L&#8217;attacco di Berlusconi al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale è un attacco alla Costituzione ed alla democrazia del nostro paese, nata dalla Resistenza. La volontà di cambiare i principi costituzionali per imporre il presidenzialismo e la subalternità degli organi autonomi, Corte Costituzionale e Magistratura, va respinta con decisione e senza cedimenti. Già una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-1858"></span>L&#8217;attacco di Berlusconi al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale è un attacco alla Costituzione ed alla democrazia del<br />
nostro paese, nata dalla Resistenza. La volontà di cambiare i principi costituzionali per imporre il presidenzialismo e la subalternità degli<br />
organi autonomi, Corte Costituzionale e Magistratura, va respinta con decisione e senza cedimenti. Già una volta Berlusconi ci ha provato, ma<br />
oltre il 50% degli elettori si è recato al voto referendario ed oltre il 60% ha votato No alla legge di modifica costituzionale.<br />
Bisogna contribuire al rilancio di un forte movimento per la difesa della Costituzione e per la democrazia nel nostro paese. Una democrazia<br />
che si basi sui diritti di espressione delle proprie opinioni e di decidere liberamente sulle questioni che ci riguardano nei luoghi di<br />
lavoro, nella società, nelle organizzazioni sociali e politiche, anche per affrontare la grave crisi che attraversa il paese.</p>
<p>Questa crisi economica e sociale ha già prodotto circa 1 milione di licenziamenti, sopratutto nell&#8217;area del precariato, e la situazione è<br />
destinata ad aggravarsi con la fine della cassa integrazione ordinaria e con il conseguente rischio di ricorso ai licenziamenti collettivi.<br />
L&#8217;auspicabile mobilitazione dei lavorator* e del sindacato dovrà trovare il sostegno delle forze politiche della sinistra, per evitare i<br />
licenziamenti e per sostenere i rinnovi dei contratti nazionali di lavoro per il loro valore solidaristico tra i lavorator* del nord e del<br />
sud del paese, messo in discussione dalla stipula del nuovo modello contrattuale.<br />
La sinistra ha l&#8217;esigenza urgente di ricostruire una presenza e una rappresentanza politica del mondo del lavoro. Questa crisi è la<br />
conseguenza di decenni di riduzione delle retribuzioni a favore di rendite e profitti. In tutto il mondo, ed in particolare negli USA, il<br />
sostegno alla domanda è avvenuto con l&#8217;indebitamento di massa. Lo scoppio della bolla immobiliare ha generato una crisi produttiva per il<br />
crollo della domanda. I ceti popolari consumano meno, perché sono peggio retribuiti e gravati da debiti che ora non possono pagare. L&#8217;unica<br />
ricetta anticrisi credibile è quella di aumentare la capacità di spesa dei ceti popolari, e di aumentare gli investimenti pubblici in energie<br />
rinnovabili, formazione, ricerca, manutenzione del territorio e degli edifici. Per far ciò occorre una riforma del sistema fiscale che sposti<br />
il prelievo sui grandi patrimoni, le rendite finanziare, l&#8217;area dell&#8217;elusione ed evasione fiscale, in modo da alleggerire i lavorator*<br />
(dipendenti ed autonomi).<br />
In Italia la crisi è aggravata dalle politiche del governo Berlusconi. Si sta avviando, dentro la crisi, un ulteriore trasferimento di risorse<br />
verso i ceti benestanti. Le uniche manovre a favore dei ceti popolari (estensione degli ammortizzatori sociali) sono state finanziate<br />
spostando fondi destinati allo sviluppo del sud, e dunque senza alcun incremento della domanda. Invece l&#8217;impunità garantita agli evasori<br />
fiscali sta facendo esplodere il debito pubblico, e da ciò si invoca il taglio la spesa pubblica. Hanno iniziato dalla scuola (- 4 ml), pensano<br />
di toccare ancora la previdenza per sottrarre l&#8217;attivo dell&#8217;INPS (+7ml) e finanziare una riduzione delle tasse sulle imprese (IRAP) con un<br />
aumento dell&#8217;età pensionabile. Si tratta di manovre non solo socialmente<br />
inique, ma anche economicamente regressive perché hanno l&#8217;effetto di diminuire la domanda aggregata, e di contribuire così alla ulteriore<br />
perdita di posti di lavoro. Di fronte ad una crisi che ha molteplici dimensioni: finanziaria,<br />
economica, sociale ed ambientale, la sfida globale ma anche locale, è riuscire a ripensare il sistema economico e produttivo alla luce di ciò<br />
che è accaduto e sta accadendo, promuovendo un modello economico-sociale<br />
innovativo e credibile, con al centro il lavoro per garantire uno sviluppo etico e sostenibile dal punto di vista ambientale che parli<br />
innovazione e ricerca, respingendo la scelta nucleare del governo puntando sulle energie rinnovabili.<br />
Il cambiamento necessario. L&#8217;egemonia della destra è reale. E&#8217; stata lungamente e<br />
“scientificamente” preparata, agendo anche sul percorso di istruzione scolastica e più in generale di formazione culturale. I giovan* sono<br />
indirizzati a pensare se stessi solo in termini di consumatori e di potenziale forza lavoro acritica. La più diffusa e qualificata<br />
istituzione di crescita culturale quale è la scuola pubblica è stata esautorata da questa funzione (già con i governi di centro sinistra), ed<br />
il tentativo ancora in atto (ma quasi realizzato dal governo di centro destra) è di relegarla ad un ruolo di totale asservimento alle logiche<br />
economiche, individualistiche, aziendalistiche e competitive che caratterizzano il generale processo di globalizzazione.<br />
Per contendergliela non basta aggiornare delle identità divenute estranee all&#8217;esperienza concreta, né proporre una fuga dalla politica<br />
verso una società atomizzata.<br />
Serve un nuovo progetto, per disegnare il cambiamento della nostra società in modo da dare risposte ai problemi urgenti e affrontare le<br />
sfide epocali del genere umano. Serve una nuova sinistra, per mettere in connessione il cambiamento con<br />
il progresso sociale.<br />
Serve un nuovo centro sinistra, per dare una prospettiva di governo al cambiamento. Occorre ripartire da un progetto sull&#8217;avvenire, sul futuro. Un pensiero in grado di colmare quel grande limite che consiste nella distanza con la quale ci guardano le nuove generazioni. Una distanza difficilmente colmabile fino a quando non ci faremo trovare là dove i giovan* collocano la loro vita e le loro aspirazioni, così come le loro rabbie e le loro speranze. Cioè nel futuro. Non esiste sinistra e non esiste cambiamento senza soggetti sociali, senza una rappresentanza forte del mondo del lavoro, senza una rete sociale che si vuole riappropriare della politica e che costruisce un suo progetto, un suo modello di relazioni. È su questo piano che prende corpo e visibilità l&#8217;alternativa alla destra: partecipazione sociale contro decisionismo, pluralismo e autonomia dei soggetti sociali contro la concentrazione del potere nelle mani di un leader carismatico. Se abbiamo chiaro a chi vogliamo parlare, i programmi vengono da sé. Viceversa, se non si costruisce un rapporto reale con la società i programmi sono solo pezzi di carta. La sinistra parte dunque da una scelta di campo: quella a sostegno della condizione sociale dei lavorator*, delle donne tutte, degli oppressi.<br />
Parlare di tutto questo significa parlare di Sinistra di ecologia e di Libertà<br />
Sinistra, cioè della solidarietà fra gli individui e i popoli, della necessità di costruire la pace, di riaprire il processo del disarmo e della denuclearizzazione. La catastrofe delle guerre in Iraq ed in Afganistan deve servire da ammonimento: guerra porta guerra. L&#8217;idea che<br />
la democrazia si possa esportare con le armi, è una cinica ipocrisia che copre gli interessi economici e geo strategici che stavano al fondo<br />
della strategia della guerra permanete di Bush. La guerra non combatte affatto il terrorismo, ma anzi lo alimenta, facendolo sembrare l&#8217;unica forma di resistenza alla occupazione militare di interi paesi. Il primo strumento per la sicurezza globale sono le politiche per uno sviluppo equo e sostenibile, la redistribuzione della ricchezza prodotta per contrastare più efficacemente la povertà e le disuguaglianze strutturali, delle quali quella tra il Nord e il Sud del paese resta la più drammatica. Le grandi migrazioni del nostro tempo, che vedono spostarsi da una parte all’altra del mondo milioni di persone alla ricerca di opportunità e di speranze di vita, devono essere affrontate – combattendo risolutamente la vergogna del nuovo schiavismo, la vergogna delle politiche xenofobe. La sinistra è per l&#8217;uguaglianza come giustizia sociale e rispetto delle differenze etniche, culturali e religiose. La Sinistra sa che le donne sono cambiate e sa che anche gli uomini dovranno farlo. Occorre ripartire dalle esperienze e dai paradigmi del femminismo che hanno trasformato le relazioni nella famiglia e nella società senza bisogno di apparati e di gerarchie organizzative. Occorre ripartire anche da li se si vogliono risolvere i temi dell&#8217;ingiustizia sociale che un pensiero unico maschile, oggi in profonda crisi, ha creato. La partecipazione attiva delle donne alla vita politica deve essere promossa e garantita in quanto diritto inalienabile. Per questo la pratica maschile deve liberarsi dell&#8217;uso della forza, simbolica e reale, come soluzione politica delle controversie familiari, nelle<br />
relazioni tra i sessi, nel lavoro, nella politica e nell&#8217;economia. &#8220;Sinistra ecologia e Libertà&#8221; è impegnata a superare la fase in cui le donne venivano viste solo come vittime. Invece occorre assumere la differenza di sesso come vincolo e matrice del cambiamento delle pratiche novecentesche della politica e del suo pensiero per correggere la questa nostra “democrazia imperfetta”. Tutto questo perché la differenza di sesso non è solo femminile, ma anche maschile, differenza tutta ancora da indagare.<br />
Si devono individuare nuove azioni di contrasto, anche a livello legislativo, al fenomeno della violenza contro le donne, che si diffonde<br />
sia dentro che fuori la famiglia. La sinistra è per l&#8217;occupazione stabile, perché la lotta alla precarietà non può limitarsi agli ammortizzatori sociali, ma richiede una nuova normativa che rovesci la logica della legge 30 e della legge Treu. Un&#8217;intera generazione sarebbe altrimenti condannata a un futuro di precarietà e di livelli infimi di reddito. Va ripristinato il principio del lavoro a tempo pieno e indeterminato come regola generale. Va<br />
favorito l’accesso dei giovan* alle professioni, al lavoro autonomo, rompendo le logiche delle caste professionali ed economiche.<br />
Sappiamo che l&#8217;attuale sistema economico da tempo distrugge ricchezza come una delle sue tendenze principali, e difficilmente potrà essere<br />
ricondotto ad un funzionamento imperniato sulla coppia lavoro-profitto. E&#8217; quindi necessario prevedere, tra i contenuti di una articolata<br />
piattaforma per i diritti e per il lavoro, l&#8217;obbiettivo del reddito di cittadinanza, come misura necessaria per la difesa di coloro che non<br />
hanno il lavoro, o che lo perdono, restando così privi di tutele sociali.</p>
<p>Ecologia, cioè consapevolezza che siamo di fronte al rischio di rottura irreversibile dell&#8217;equilibrio ecologico e della biodiversità: dovranno<br />
essere ridotti i consumi energetici globali ma con la loro crescita nei paesi poveri e la loro riduzione drastica nei paesi ricchi. Le forze<br />
culturali, sociali e del lavoro più avanzate nel mondo, dovranno trovare un’intesa per governare nella democrazia la transizione dall’era<br />
dell’energia fossile all’era dell’energia solare. Senza questa forza globale in campo, i governi più reazionari useranno la guerra per il<br />
controllo dei mercati e delle materie prime, come il petrolio e l’uranio, mentre i governi più deboli cercheranno di utilizzare la crisi<br />
per colpire i lavorator*. Lo scontro sarà durissimo. Le forze conservatrici e il Governo Berlusconi vogliono mantenere alti i consumi<br />
energetici alimentando l’illusione che il nucleare possa essere la risposta alla crisi: vogliono una soluzione centralizzata e autoritaria<br />
per affrontare la crisi energetica e sociale. L’impegno più immediato è quello di intervenire per cambiare il sistema di sviluppo sulla base della strategia UE delle “Tre 20%”: aumentare del 20% il risparmio energetico e del 20% l’energia prodotta da fonti rinnovabili; ridurre del 20% le emissioni di gas climalteranti. Per realizzare questi obiettivi bisogna compiere scelte politiche di forte cambiamento del sistema produttivo. Si pone l&#8217;esigenza di superare produzioni ormai obsolete, e di realizzare nuovi posti di lavoro nel campo della ricerca del risparmio e della produzione energetica, oltre che per la riqualificazione produttiva e urbana. La transizione dall’era dell’energia fossile all’era dell’energia solare chiede una nuova idea di comunità che deve affermarsi nella democrazia e con la partecipazione attiva dei cittadini.</p>
<p>Libertà, come diritto alla conoscenza, alla partecipazione, all&#8217;informazione. La laicità dello stato è lo spazio di tutte le libertà, compresa quella religiosa. Oltre ad essere una conquista della democrazia repubblicana, è una condizione stessa della democrazia. Essa<br />
è un principio non negoziabile, e va difesa dai molti che oggi vogliono negarla o non intendono difenderla. Di fronte a nuovi dilemmi sulla vita<br />
e la morte, dinanzi a una pluralità di modi di essere nella sfera della sessualità e dell’affettività e di scelte in materia di convivenza,<br />
sosteniamo la libertà come spazio di autonoma e responsabile decisione di ciascuno. Lo Stato deve riconoscere il diritto all’autodeterminazione<br />
delle donne e degli uomini. Vanno riconosciute, con una moderna legge sulle unioni civili, le forme di amore e di comunione di vita che hanno<br />
luogo fuori del matrimonio, indipendentemente dall’orientamento sessuale e dall’identità di genere delle persone coinvolte. Va riconosciuto il<br />
diritto a decidere in prima persona del proprio corpo e della propria morte, per la rimozione degli ostacoli che le donne affrontano nel dare<br />
attuazione ai propri progetti di vita. Va riaperto un confronto serio ed equilibrato sul tema della procreazione assistita (si pensi ai<br />
risultati gravemente penalizzanti dell’attuale legislazione italiana).<br />
Una nuova questione morale Aspetto centrale della crisi italiana è il crescente distacco tra cittadini e politica e la crescente sfiducia dei cittadini nei confronti delle stesse istituzioni. I partiti sono sempre più macchine volte alla gestione del potere, e sempre meno organismi vitali in mano agli iscritti. Non può esserci alcuna rigenerazione della nostra democrazia senza una profonda riforma della politica e una nuova legge elettorale.<br />
Il bipolarismo ha fallito e il bipartitismo rischia di aggravare le cose. Serve una legge che non escluda le forze minori e che favorisca le<br />
aggregazioni per un nuovo centrosinistra basato su un patto programmatico di governo alternativo alle politiche del centrodestra.<br />
C&#8217;è bisogno di sinistra, c&#8217;è bisogno di ecologia, c&#8217;è bisogno e di libertà L&#8217;Italia ha bisogno di una nuova forza di sinistra, laica ed ecologista,<br />
punto di convergenza di nobili tradizioni, di storie e percorsi i quali divisi e dispersi non riescono più a far pesare la loro voce.<br />
Siamo nati per unire la sinistra, per dare un luogo di ritrovo alla sinistra dispersa. In questi anni abbiamo toccato con mano quanto sul<br />
desiderio di unità prevalga il miope calcolo di piccoli ceti politici autoreferenziali. Sia nel PRC che nei Verdi è prevalsa di misura la<br />
scelta di isolamento a custodia di una identità di cui ci sentono proprietari. Chi cercava l&#8217;unità della sinistra ha dovuto lasciare quei<br />
fortini, ma non ha certo dismesso le proprie scelte per costruire una società più giusta e più ecologica.<br />
Oggi &#8220;Sinistra ecologia e Libertà,&#8221; è la casa di tutti quanti hanno il coraggio delle domande sul nostro presente e sul nostro futuro. E che<br />
sanno che nessuna tradizione del pensiero di sinistra del 900 ha da sola le risposte. Queste risposte saranno il frutto di un nuovo inizio, che<br />
parte dalla realtà per trovare soluzioni e non dagli schemi che hanno diviso la sinistra in passato. Questi oggi non hanno più senso<br />
sopratutto agli occhi dei soggetti sociali a cui pensiamo di fare riferimento. Noi ci rivolgiamo a tutti quanti credono nell&#8217;unità e nella<br />
partecipazione, e diciamo chiaramente che la nascita di &#8220;Sinistra ecologia e Libertà&#8221;, non chiude le porte a chi oggi non è con noi, ma le<br />
lascia aperte per accogliere chi, con i propri tempi e propri percorsi, maturi la scelta dell&#8217;unità.<br />
Per questo noi vogliamo essere una forza con culture politiche plurali, basata su un&#8217;organizzazione federativa regionale, sulla partecipazione<br />
democratica degli iscritti alla elaborazione e alle decisioni politiche<br />
anche con l&#8217;uso della rete, con un metodo che affidi agli iscritti e agli elettori la scelta dei candidati alle elezioni.<br />
Per noi questo percorso non può più essere rinviato.<br />
Deve iniziare subito a partire dai territori una campagna di adesione a &#8220;Sinistra ecologia e Libertà&#8221; che sposti il baricentro del processo<br />
costituente dalle forze politiche che l&#8217;hanno promosso agli uomini e alle donne che vi aderiscono.</p>
<p>Emilia Romagna – 12 Dicembre 2009</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.sinistraecologialiberta.it/documenti-territoriali/contributo-al-dibattito-di-sinistra-ecologia-e-liberta-dellemilia-romagna/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

