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	<title>Sinistra Ecologia Libertà - il sito ufficiale - Nichi Vendola portavoce nazionale &#187; fabbrica di nichi</title>
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	<description>Il sito ufficiale di Sinistra Ecologia Libertà  - www.sinistraecologialiberta.it - Nichi Vendola portavoce nazionale</description>
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		<title>Occupy Wall Street. La Fabbrica di Nichi NY racconta</title>
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		<pubDate>Mon, 10 Oct 2011 22:40:07 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Rain or shine, sono ormai due settimane che tutte le mattine andando in ufficio, passo attraverso l’accampamento di Wall Street, a Zuccotti Park, la piazza tra Broadway e l’entrata sud-est del cantiere di ground zero, a 3 minuti dallo Stock Exchange. Alle 8.30 i dimostranti sono gia’ attivi. Riemergono dai letti improvvisati, fanno colazione presso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Rain or shine, sono ormai due settimane che tutte le mattine andando  in ufficio, passo attraverso l’accampamento di Wall Street, a Zuccotti  Park, la piazza tra Broadway e l’entrata sud-est del cantiere di ground  zero, a 3 minuti dallo Stock Exchange. Alle 8.30 i  dimostranti sono gia’ attivi. Riemergono dai letti improvvisati, fanno  colazione presso una sorta di buffet al centro della piazza, preparano i  cartelli e gli striscioni per le marce mentre alcuni si lavano seduti  sui bordi delle aiuole. Altri sono gia’ connessi online,  nell’accampamento si e’ improvvisato un piccolo media center sotto un  ombrellone, e fanno l’update della protesta nei vari blog.<span id="more-32088"></span></p>
<p>Zucotti  park e’ un art space nippo-americano, uno dei piu’ preziosi di NYC.  Disegnato da Cooper, Robertson and Partners, si distingue per il sistema  di illuminazione id intarsio nella pavimentazione. Due grattacieli  realizzati da Skidmore Owings and Merrill (lo stesso progettista della  Freedom Tower), il cubo rosso di Isamu Noguchi e la futura Tower 4 di   Fumihiko Maki, si affacciano su di esso. Vi sono tavoli in granito,  banchi per sedersi ed una alberatura bassa. Tra questi elementi si sono  installati i protesters con teloni blu per coprire i materassi, cartoni  dipinti, casse di plastica e carrelli da supermercato trasformati in  altrettanti complementi d’arredo urbano.</p>
<p>Sembra la cosa  piu’ naturale del mondo, ma in realta’ e’ un fatto eccezionale.  Indipendentemente dal numero dei partecipanti, dal tipo delle  rivendicazioni, dall’effetto che essi otterranno, in un paese dove  l’afflusso alle urne e’ considerato alto al 40%, il manifestarsi di una  coscienza (politica) spontanea e’ un fatto decisamente nuovo, almeno  dall’epoca del civil rights movement. Occorre chiedersi perche’, e  perche’ proprio ora.</p>
<p>I protesters si sono riuniti qui a  seguito di un’idea lanciata dalla rivista canadese Adbusters, un  magazine/blog anti-corporate. Un primo gruppo di un centinaio di persone  ha risposto alla chiamata, si e’ recato a Wall st per manifestare, e  verificando l’inacessibilita’ logistica di Wall St (che da anni e’ una  cittadella fortificata) ha ripegato su Zuccotti Park. Era il 17  settebre, io li sentivo dal 25esimo piano del mio ufficio. Anche ora, 17  giorni dopo, li sento ancora mentre sto scrivendo, alle 19.30.</p>
<p>Ad  intervistarli, sembra che i protesters non stessero aspettando altro  che un’occasione per uscire allo scoperto, tanti sono i motivi per  protestare che si sono accumulati negli ultimi anni in US come –forse-  ovunque. Il feeling e’ che questa protesta sia un contenitore generale  per molte proteste specifiche.</p>
<p>Ora i giornali cominciano a  chiamare la manifestazione “Anti-Greed Protest” la protesta  Anti-Avidita’. La realta’ e’ piu’ complessa. Sotto l’ombrello dello  slogan “Contro l’avidita’ delle banche di Wall St.” che riunisce tutti  (come si fa a non essere d’accordo?) vi sono le rivendicazioni piu’  precise di coloro che non volgliono vedere i propri contributi destinati  alla guerra in Afghanistan, o che si oppongono alla delocalizzazione  del lavoro fuori dagli USA –questi ultimi redarguiti da altri  manifestanti che ritengono che il problema sia globale, per cui non  basta essere protezionisti sic et simpliciter per difendere il diritto  al lavoro.</p>
<p>La maggior parte dei manifestanti e’ giovane,  giovanissima, studenti, disoccupati e lavoratori (in pausa forzata o  meno) tra i 20 e i 25 anni, anche se davvero tutte le eta’ sono  largamente rappresentate. Ci sono i Vietnam Veterans, in marcia assieme  alla Grannies Brigade (La brigata delle nonnine), un gruppo di nonne  pacifiste, che reclamano la difesa dei diritti propri e dei propri figli  e nipoti. Non mancano adovcates delle piu’ diverse cause, che vedono in  questo momento l’occasione per portare avanti la propria battaglia.  Come chi viene da New Orleans e parla ai media l’annoso disastro dei  soccorsi post Cathrina, con tanto di annessa questione razziale (sempre  nel backyard di questo paese) – questione che poi ritorna anche nei  recenti fatti di cronaca giudiziaria. Troy Davis, un afroamericano  condannato a morte per omicidio, e’ stato giustiziato con iniezione  letale in Georgia. E da qui le critiche al sistema di repressione, alla  brutalita’ della polizia in generale, e poi piu’ nello specifico, a  quella di NYC, che avrebbe spruzzato con lo spray al pepe quattro  manifestanti.</p>
<p>Se a qualcuno mai venisse l’idea di  paragoni, da subito occorre dire che qui siamo anni luce lontani dalla  vergognosa macelleria della polizia italiana a Genova. L’episodio dello  spray al pepe e’ molto specifico, e non rappresenta la quotidianita’ di  questo happening, che cresce di giorno in giorno, e convive con il resto  di downtown Manhattan.</p>
<p>Personalmente, ogni volta che  vedo un cordone di poliziotti e un gruppo di manifestanti, io penso alla  poesia di Pasolini su Valle Giulia. Anche a NY i membri delle forze  dell’ordine sono simili per estrazione sociale ai poliziotti italiani  degli anni ’70, e spesso avrebbero le stesse ragioni per protestare dei  manifestanti. In questa manifestazione pero’ –a differenza del passato,  non c’e’ un antagonismo totale dei manifestanti contro al resto della  societa’ civile. “Chi non e’ un milionario consideri la possibilita’ di  unirsi a noi” recita un’altro slogan con humor anglosassone. Un  poliziotto newyorkese guadagna lordo 54,000$ all’anno. Netto al mese  diventa circa 2,000$. Una stanza a Manhattan costa tra i  1,000-1,500$/mese (in un appartamento in comune con altri), una pizza e  una birra in una pizzeria italiana di Brooklyn 25$. I law enforcement  officers, i <em>coppers</em>, non sono milionari.</p>
<p>Sabato, a  seguito dell’occupazione del Manhattan Bridge e del conseguente blocco  del traffico, NYPD ha fermato circa 700 manifestanti per “disorderly  conduct” per poi rilasciarli. E’ sintomatico che non ci sia stato un  capo da arrestare, nemmeno un portavoce. Questo perche’ –appunto- questa  non e’ una protesta, sono molte proteste, una serie di nodi venuti al  pettine dopo anni di malumore.  Per questo il movimento cresce, ha  sempre piu’ fans, FB friends, twitters, donatori online, supporters da  ogni parte degli states. Ognuno, di ogni generazione e di qualsiasi  luogo, ha qualcosa da dire a quella parte di Wall St. che, durante i  tempi difficili, ha continuato  imperterrita a fare i propri interessi.</p>
<p>Come  tutto, a NYC, questa manifestazione e’ un fatto complesso,  multiculturale e multietnico; fa riferimento ad una cultura attuale,  sofisticata (ogni problema contiene un altro problema piu’ complesso del  precedente) ed interagisce con strati diversi della popolazione ad ogni  livello sociale e generazionale. E forse proprio il contributo piu’  specifico delle nuove generazioni e’ un confronto alla velocita’ di  instant messaging con i mezzi di comunicazione. Con la “Comunicazione”,  direi, come corporate business.</p>
<p>La distinzione tra stampa  e protesters e’ finita con Occupy Wall St, anzi con  http://www.adbusters.org/campaigns/occupywallstreet. I protesters fanno  informazione su se stessi, si filmano, si registrano, quasi ognuno di  loro e’ un blogger ed ha un account su youtube. Non si distingue  fisicamente un reporter da un protester con una camera professionale,  una telecamera o qualsiasi altro mezzo di produzione dell’informazione   -tecnologia che ora si puo’ acquistare a rate in qualsiasi Best Buy.  All’accampamento sono venute Al-Jazeera, il NYTimes e molti altri, ma la  critical mass delle informazioni era gia’ diffusa in maniera virale,  informale, nei mille siti personali di questi manifestanti che non hanno  bisogno delle grandi testate per diffondere il proprio messaggio.</p>
<p>Un  legge del contrappasso, per corporate america, che ha spinto per anni e  con successo ognuno di questi protesters ad acquistare tecnologia  indebitandosi con le carte di credito. Ora la stessa tecnologia gli si  rivolta contro. Ricordo sempre Delanda, un mio professore a Columbia,  dire spesso che Microsoft e’ la cosa piu’ vicino al diavolo, in un  libero mercato. Ecco. Forse ora il diavolo vuole i Copyrights.</p>
<p>Ringraziamo Carlotta Zarattini, autrice del fotoracconto che segue: <a href="http://www.carlottazarattini.com/occupywallstreet/">http://www.carlottazarattini.com/occupywallstreet/</a></p>
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		<title>Con i migranti</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Apr 2011 11:46:47 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Condiviamo con piacere una nota de la fabbrica di nichi sull’accoglienza dei migranti in Puglia. La Puglia è una Regione di 4.090.877 abitanti. Confina a Nord con il Molise a Ovest con la Basilicata e la Campania.  A Sud con il Nord Africa. Dal 25 marzo la Puglia ospita oltre 3000 migranti provenienti dalla Tunisia. Un piccolo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Condiviamo con piacere una nota de <strong>la fabbrica di nichi</strong> sull’accoglienza dei migranti in Puglia.</p>
<p>La Puglia è una Regione di 4.090.877 abitanti. Confina a Nord con il Molise a Ovest con la Basilicata e la Campania.  A Sud con il Nord Africa. Dal 25 marzo la Puglia ospita oltre 3000 migranti provenienti dalla Tunisia. Un piccolo numero per la grandezza di questa Regione. Uno sforzo minimo per l’accoglienza che la Puglia è stata capace di offrire da sempre.<span id="more-23873"></span></p>
<p>Il governo nazionale ha deciso, dalla sera alla mattina, di impiantare nella nostra regione una tendopoli, accalcando migliaia di ragazzi tunisini tra Oria e Manduria ed in altre località della Puglia.</p>
<p>La Lega dice “fora di ball”, ma vuole solo complicare i problemi per suscitare allarmi sociali e trarne vantaggi elettorali.</p>
<p>Le tendopoli sono sbagliate e non può essere il Mezzogiorno a subire da solo il peso delle migrazioni verso l’Europa.</p>
<p>La Regione Puglia sta facendo la sua parte nell’accoglienza e nel supporto alle istituzioni locali.</p>
<p>E noi cosa possiamo fare? Abbiamo incontrato i volontari che, ogni giorno, con le poche risorse di cui dispongono cercano di rendere la situazione più semplice da affrontare, per i nostri ospiti e per la cittadinanza che li accoglie. Queste richieste, questa nota, sono il frutto di questo incontro.</p>
<p>L’ospite è sacro, dice un vecchio detto meridionale.</p>
<p>Per questo stiamo raccogliendo il materiale elencato qui sotto:<br />
* Chiavette usb internet per connessione + cuffie/microfoni. Comunicare con il proprio paese, con la propria famiglia e con i propri amici, almeno per dire “sto bene, sono vivo” non è importante, è fondamentale.<br />
* Telefoni completi di alimentatori. (Vedi sopra)<br />
* Giubbotti e braccialetti catarifrangenti. Avete presente il giubbottino giallo da indossare quando uscite dall’auto di notte per non essere investiti? Quello, è fondamentale per chi corre lo stesso rischio pur non possedendo l’automobile.<br />
* Indumenti uomo primaverili o estivi, magliette di cotone, indumenti intimi (ovviamente nuovi). Non sono le pulizie di primavera, donare non significa liberarsi di roba sporca o eccessivamente rovinata.<br />
* Saponi, dentifrici, spazzolini, creme lenitive. Farsi una doccia dopo un lungo viaggio è un desiderio di tutti.<br />
* Scarpe da ginnastica dal numero 40 al numero 43. Non importa se vorranno restare in Italia o andare all’estero, ma le scarpe da ginnastica sono sicuramente più comode per muoversi.<br />
* Giornali e/o quotidiani arabi e francesi. Dal medico lo sfogliate il giornale? Immaginate ora che l’attesa duri qualche settimana. Non vorreste una pila di giornali?<br />
* Zaini e borse per facilitare il trasporto del materiale raccolto nel campo.</p>
<p>Questa raccolta non risolve il problema delle migrazioni, ma da’ una mano ai volontari impegnati ogni giorno sul campo e ai ragazzi tunisini che in Europa cercano un futuro migliore.</p>
<p>Cerchiamo di fare ciascuno la propria parte.</p>
<p>La raccolta del materiale avviene ogni giorno presso La fabbrica di nichi in Via De Rossi 52 a Bari dalle ore 18 alle ore 21.<br />
Per informazioni potete scrivere all’indirizzo: fabbrica@nichivendola.it<br />
<strong> </strong></p>
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		<title>C’è un’Italia migliore, il libro!</title>
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		<pubDate>Fri, 07 Jan 2011 16:10:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Siamo lieti di comunicarvi che lunedì 10 gennaio nelle librerie potrete trovare C’è un’Italia migliore, il libro di Nichi Vendola, scritto con le fabbriche di nichi ed edito da Fandango Libri. “Questo libro &#8211; scrive Nichi nell’introduzione &#8211; vuole essere un contributo di idee, una traccia collaborativa e propositiva, per intraprendere un dialogo collettivo sul [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Siamo lieti di comunicarvi che <strong>lunedì 10 gennaio</strong> nelle librerie potrete trovare <em>C’è un’Italia migliore</em>, il libro di <strong>Nichi Vendola</strong>, scritto con le <strong>fabbriche di nichi</strong> ed edito da <strong>Fandango Libri</strong>.</p>
<p>“Questo libro &#8211; scrive Nichi nell’introduzione &#8211; vuole essere un  contributo di idee, una traccia collaborativa e propositiva, per  intraprendere un dialogo collettivo sul futuro possibile. Sull’Italia  migliore”.<span id="more-17658"></span></p>
<p><em>C’è un’Italia migliore</em> contiene, infatti, proposte  importanti e dirimenti per il futuro dell’Italia ed è il frutto di un  lavoro collettivo, iniziato nel luglio del 2010 con gli Stati Generali  delle fabbriche di nichi e proseguito in questi mesi di incontri e  dibattiti appassionati, organizzati dalle fabbriche di nichi di tutta  Italia. Queste iniziative hanno avuto il pregio di creare una narrazione  nuova, fatta di parole, di idee, di sogni e di emozioni di una  generazione che poco spazio e poca voce ha nell’Italia di oggi. E hanno  avuto il pregio e l’ardire di sollevare tematiche fondamentali per lo  sviluppo futuro del nostro paese e delle giovani generazioni, lanciando  lo sguardo ben oltre il deprimente dibattito politico italiano, fatto di  compravendite di consensi e di tagli lineari alla crescita, attraverso  il bisturi della politica.</p>
<p><em>C’è un’Italia migliore </em>ha dato spazio a giovani donne e  uomini che hanno davvero molto da dire e da dare al nostro paese, ma che  ultimamente sono costretti a rifugiarsi sui tetti o sulle gru per poter  avere voce in capitolo e cercare una interlocuzione reale sul loro  destino e sulle sorti dell’Italia.</p>
<p><em>C’è un’Italia migliore</em> è un libro che parla di noi, delle  idee e delle proposte per costruire un futuro diverso, un futuro  migliore ed è la base per iniziare un confronto aperto e condiviso.</p>
<p>fonte: <a href="http://www.nichivendola.it" target="_blank">nichivendola.it</a></p>
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		<title>Comizi d&#8217;amore, parole e racconti dell&#8217;Italia migliore</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Oct 2010 15:52:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[LA FABBRICA DI NICHI-ROMA PRESENTA: COMIZI D&#8217;AMORE, PAROLE E RACCONTI DELL&#8217;ITALIA MIGLIORE Mercoledì 6 ottobre presso l&#8217;Alpheus a Roma la Fabbrica di Nichi &#8211; Roma presenta &#8216;Comizi d&#8217;amore&#8217;: il Presidente della Regione Puglia e portavoce di Sinistra Ecologia Libertà , Nichi Vendola dialoga con l&#8217;Italia migliore.  I Comizi d&#8217;amore sono parole e racconti di un&#8217;Italia migliore, di un&#8217;Italia e di una [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>LA FABBRICA DI NICHI-ROMA PRESENTA: </strong></p>
<p><strong>COMIZI D&#8217;AMORE, PAROLE E RACCONTI DELL&#8217;ITALIA MIGLIORE</strong></p>
<p>Mercoledì  6 ottobre presso l&#8217;Alpheus a Roma la Fabbrica di Nichi &#8211; Roma presenta  &#8216;Comizi d&#8217;amore&#8217;: il Presidente della Regione Puglia e portavoce  di Sinistra Ecologia Libertà , Nichi Vendola dialoga con l&#8217;Italia  migliore.  I  Comizi d&#8217;amore sono parole e racconti di un&#8217;Italia migliore, di  un&#8217;Italia e di una generazione a cui si son volute sottrarre speranze e  sogni.<br />
Questa Italia invece continua a vivere e credere che ci sia la  possibilità di una nuova narrazione. Un comizio d&#8217;amore è la somma  delle parole su cui si vuole costruire il nuovo vocabolario: Cura,  Libertà , Impegno, Coraggio e Fantasia. Ciascuna delle cinque parole  sarà  declinata da uno dei cinque ospiti dell&#8217;evento: persone, parte di  una generazione penalizzata che rischia di saltare il turno  dell&#8217;appuntamento con la serenità  lavorativa e affettiva e che con la  precarietà  ha dovuto fare i conti anche a livello esistenziale.<br />
Sono donne e uomini, ma soprattutto storie.</p>
<p>Interverranno:</p>
<ul>
<li>Igiaba Scego, scrittrice e giornalista italiana di origine somala</li>
<li>Antonella Lattanzi &#8211; 31enne scrittrice pugliese, autrice di &#8220;Devozione&#8221;</li>
<li>Marco Furfaro &#8211; 30enne impegnato in politica</li>
<li>Un musicista della &#8216;Pigneto Orkestra&#8217;, formazione di quartiere che musicalmente si batte per la riappropriazione degli spazi</li>
<li>Cinzia Paolillo di &#8216;daSud&#8217;, associazione/onlus che si occupa di sollecitare la società civile nella lotta alle mafie e promuovere legalità e giustizia</li>
</ul>
<p>con la partecipazione straordinaria di Sabina Guzzanti.</p>
<p>Concluderà l&#8217;incontro il presidente della Regione Puglia e portavoce di Sinistra Ecologia Libertà , Nichi Vendola.</p>
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		<title>Siamo Italiani, di Costituzione &#8211; gazebo a Lucera</title>
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		<pubDate>Fri, 25 Jun 2010 13:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[01/07/2010 ore 18.00, Piazza Duomo a Lucera (FG) Dalle ore 18,00 di giovedì 1 luglio 2010 sarà presente un gazebo allestito dalla &#8220;la Fabbrica di Nichi&#8221; e dal locale circolo di Sinistra Ecologia e Liberta&#8217;. Tutte le forze democratiche , singoli, associazioni, forze politiche, possono aderire all&#8217;appello: SONO ITALIANO, DI COSTITUZIONE!.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>01/07/2010 ore 18.00, Piazza Duomo a Lucera (FG)</p>
<p><span id="more-10538"></span></p>
<p>Dalle ore 18,00 di giovedì 1 luglio  2010 sarà presente un gazebo allestito dalla &#8220;la Fabbrica di Nichi&#8221; e  dal locale circolo di Sinistra Ecologia e Liberta&#8217;. Tutte le forze  democratiche , singoli, associazioni, forze politiche, possono aderire  all&#8217;appello: SONO ITALIANO, DI COSTITUZIONE!.</p>
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		<title>Eruzioni di buona politica</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 16:00:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Eyafallajökull, Eruzioni di buona politica&#8221; è il nome scelto per gli stati generali delle Fabbriche di Nichi, nate negli ultimi mesi in tutto il territorio italiano. L’evento non sarà soltanto un momento di incontro dedicato al progetto delle fabbriche, ma anche un festival della buona politica durante il quale tutti i soggetti coinvolti e interessati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&#8220;Eyafallajökull, Eruzioni di buona politica&#8221; è  il nome scelto per gli <strong>stati generali delle Fabbriche di Nichi</strong>,  nate negli ultimi mesi in tutto il territorio italiano.</p>
<div>
<p>L’evento non sarà soltanto un momento di incontro dedicato al progetto  delle fabbriche, ma anche un festival della buona  politica durante il quale tutti i soggetti coinvolti e interessati  potranno ragionare assieme sul mondo e sul cammino da intraprendere in  futuro.</p>
<p>L’appuntamento è a Bari il 16, 17 e 18 Luglio presso la Fiera del  Levante.</p>
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		<title>Fabbrica di Nichi a Paternopoli domenica 9 maggio per la raccolta firme per il referendum sull’acqua pubblica</title>
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		<pubDate>Wed, 05 May 2010 09:20:16 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Domenica 9 maggio a Paternopoli la Fabbrica di Nichi allestirà un gazebo in via N. Sauro, nei pressi dell’edicola. Qui sarà operativo un tavolo per la raccolta firme per il referendum sull’acqua pubblica. L’iniziativa si terrà dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e vedrà impegnati: Andrea Forgione, Antonio Petruzzo, Giovanni Tecce, Giuseppe Storti, Raffaele Giusto, Roberto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><span id="more-8048"></span></p>
<p>Domenica 9 maggio a Paternopoli la Fabbrica di Nichi allestirà un gazebo in via N. Sauro, nei pressi dell’edicola. Qui sarà operativo un tavolo per la raccolta firme per il referendum sull’acqua pubblica. L’iniziativa si terrà dalle ore 8,30 alle ore 12,30 e vedrà impegnati: <strong>Andrea Forgione, Antonio Petruzzo, Giovanni Tecce, Giuseppe Storti, Raffaele Giusto, Roberto Palermo</strong> e il capogruppo PD al consiglio comunale <strong>Annarita Colantuono</strong> che autenticherà le firme apposte dai cittadini sui modelli predisposti dal Comitato per il referendum. Tutti i cittadini che vorranno aderire all’iniziativa dovranno recarsi domenica mattina al gazebo muniti di un documento di riconoscimento valido. Con questa iniziativa quindi la Fabbrica di Nichi apre ufficialmente la sua attività e ricorda che, per intanto, giovedì 6 maggio presso il Centro Sociale Samantha Della Porta di Avellino, a partire dalle ore 17,00, è indetta l’assemblea in autoconvocazione della nascente “Area Vendola Irpina”. Ad organizzare l’evento il coordinamento provinciale di Sinistra Ecologia e Libertà e la Fabbrica di Nichi di Paternopoli, primo cantiere politico del centrosinistra attivo sul territorio irpino da più di una settimana. I lavori dell’assemblea di giovedì saranno aperti dalla relazione del dirigente nazionale di SEL, <strong>Gennaro Imbriano</strong>. Seguirà l’intervento del responsabile dell’osservatorio sulle politiche del lavoro della Fabbrica di Nichi, <strong>Peppino Di Iorio</strong>. A moderare e coordinare i lavori il dirigente del PD, <strong>Andrea Forgione</strong>, segretario del circolo PD di Paternopoli e fondatore della prima Fabbrica di Nichi in Irpinia. Subito dopo gli interventi di Imbriano e Di Iorio seguirà il dibattito aperto al contributo di tutti i partecipanti. Le conclusioni saranno affidate all’On. <strong>Franco Giordano</strong>, dirigente nazionale di SEL, da sempre molto vicino alle posizioni di Nichi Vendola. Nel corso del dibattito prenderà la parola <strong>Antonio Petruzzo</strong> del Circolo PD “Martin Luther King” per lanciare un appello al popolo dei democratici affinché tutti coloro che si riconoscono in un centrosinistra, laico e cattolico, liberale e riformista, sensibile alle ragioni dei lavoratori, profondino idee ed energie per costruire un nuovo progetto di centrosinistra che scelga con le primarie il proprio candidato premier. Ovviamente Petruzzo, come tutti gli altri fondatori della prima Fabbrica di Nichi in Irpinia, vede nel Governatore della Puglia il leader politico che meglio può rappresentare questo progetto che serve davvero all’Italia e al Mezzogiorno. Tutti i cittadini sono invitati a partecipare.</p>
<p>Per informazioni o adesioni alla Fabbrica di Nichi inviare una e-mail all’indirizzo <a href="mailto:partitodemocraticoav@libero.it" target="_blank">partitodemocraticoav@libero.it</a> .</p>
<p>All’assemblea di giovedì sono inoltre invitati i giornalisti della carta stampata, delle radio-TV, dei siti di informazione online, dei blog e della rete.</p>
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		<title>Sostegno a Anvi Er</title>
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		<pubDate>Tue, 04 May 2010 11:21:14 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[La Fabbrica di Nichi e la Redazione del sito www.sinistraecologialiberta.it sostengono la causa di Anvi Er, 38 anni, giornalista e intellettuale turco, attualmente ospite del Centro Accoglieza Richiedenti Asilo di Bari. Avni è in attesa di pronuncia da parte del Tribunale di Bari dopo il rigetto della sua richiesta di asilo da parte della Commissione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La Fabbrica di Nichi e la Redazione del sito www.sinistraecologialiberta.it sostengono la causa di Anvi Er, 38 anni,  giornalista e intellettuale turco, attualmente ospite del Centro  Accoglieza Richiedenti Asilo di Bari.<br />
Avni è in attesa di pronuncia  da parte del Tribunale di Bari dopo il rigetto della sua richiesta di  asilo da parte della Commissione territoriale per il riconoscimento  della protezione internazionale.<span id="more-7980"></span></p>
<p><object classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" width="480" height="385" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/Wpyp1koNstY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed type="application/x-shockwave-flash" width="480" height="385" src="http://www.youtube.com/v/Wpyp1koNstY&amp;hl=it_IT&amp;fs=1&amp;" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true"></embed></object></p>
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		<title>Fabbriche, cantieri e… campi</title>
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		<pubDate>Sat, 10 Apr 2010 06:08:01 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Fabbrica, cantiere: sono parole del ‘900 che tornano di attualità. Le fabbriche di Nichi propongono a tutta Italia il metodo pugliese. I cantieri di Bersani suggeriscono un metodo innovativo di confronto unitario. Alludono al bisogno di ricostruire o di costruire exnovo. Ma che cosa? La definizione del l’oggetto dei lavori in corso è parte dei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Fabbrica, cantiere: sono parole del ‘900 che tornano di attualità. Le fabbriche di Nichi propongono a tutta Italia il metodo pugliese. I cantieri di Bersani suggeriscono un metodo innovativo di confronto unitario. Alludono al bisogno di ricostruire o di costruire <em>exnovo</em>. Ma che cosa?</p>
<p>La definizione del l’oggetto dei lavori in corso è parte dei lavori stessi. A che cosa devono lavorare queste fabbriche, questi cantieri? A ricostruire il rapporto tra il “ centrosinistra “ ( formula che forse non esiste più) e la società? A rifondare la sinistra? A rinsaldare la democrazia, ridando senso anche alla politica? A rimettere mano ad una società sempre più in bilico tra disgregazione e “mucillagine“?<span id="more-7170"></span></p>
<p>Sono ipotesi di lavoro diverse e forse tutte necessarie. Intanto è importante che si pensi che occorra rimettersi al lavoro. Fin qui, e da troppo tempo, ha prevalso l’idea che occorreva soprattutto smantellare il costruito considerandolo ormai crollato e ridotto ad un cumulo di macerie da rimuovere, come tutto il ‘900.</p>
<p>In realtà, si è pensato che la politica dovesse solo arretrare per lasciare spazio all’esprimersi della società, che poi è diventato sempre più l’esprimersi di ciò che nella società prevaleva e cioè la doppia logica del mercato e della paura. Non ci si può meravigliare che in questo contesto le destre abbiano realizzato una doppia egemonia: sociale e politica. La rinuncia all’idea della trasformazione sociale, fino alla possibilità di una vera e propria rivoluzione che è tale non perché cambio di potere ma perché cambio di società, ha finito col veicolare, insieme,  la crisi della sinistra, della politica e della democrazia e non è certo servita all’autonomia della società. L’idea di ricominciare a costruire dunque non è poca cosa.</p>
<p>Significa che non ci si rassegna allo stato di cose esistenti e che si pensa sia necessario e giusto cambiarle. Significa riprendere un punto di vista critico; ricominciare a pensare una alternativa; ragionare sulle forze necessarie a praticarla. Non ci si può limitare a pensare che occorre rimettere i piedi nella società, magari inseguendo l’ennesima versione del nuovismo.</p>
<p>Per riconnettersi con la società occorre avere una idea di essa e una proposta di cambiamento, altrimenti si diventa solo un pezzo della crisi della politica, un ceto che galleggia nelle istituzioni, sempre meno incidenti, o è spinto fuori di esse. Fabbriche, cantieri dunque.</p>
<p>In cui si intrecceranno i compiti di cui dicevo all’inizio. Prendiamo noi, il cantiere di SEL. Non c’è dubbio che il lavoro su di noi prende senso in contemporanea con quelli per la rifondazione della sinistra, il ripensamento di una coalizione alternativa e la trasformazione della società. Per lavorare su tutti questi fronti dobbiamo mettere in campo tutte le energie che si sono rimobilitate non tanto per quello che siamo, che è poca cosa, ma per ciò a cui alludiamo.Io penso che per il punto a cui è la crisi di questo Paese sia necessaria una prospettiva rifomatrice alta e innovativa.</p>
<p>Il “patto sociale “ su cui si è costruita la modernità italiana è saltato, da destra. Quando dico patto sociale alludo agli elementi strutturali come la natura del fisco, dei contratti, dello stato sociale, ai modelli produttivi e del mercato del lavoro, alle regole della convivenza civile e democratica. Penso ad esempio a quel compromesso che c’è stato tra un fisco che grava soprattutto sul lavoro dipendente e il riconoscimento del suo ruolo contrattuale. Di quel compromesso restano solo i vantaggi per lor signori e i danni  di uno stato sociale asfittico, di una illegalità sistemica,di una anomalia sempre più insopportabile per l’Europa.</p>
<p>L’Europa, appunto, è il terreno irrinunciabile per una grande riforma del nostro Paese, a patto, però, che se ne colga la crisi e si ponga la stessa riforma dell’Italia nel contesto del rilancio di un’ Europa che dopo il fallimento della strategia di Lisbona si riconnetta con le sue caratteristiche più profonde, il lavoro e il welfare. Non esiste nessuna grande riforma possibile se non si mettono in campo forze reali. Le istituzioni sono una parte, purtroppo svuotata, della democrazia. Ma non a caso la nostra Costituzione riconosceva ai Partiti un ruolo di organizzatori della democrazia. Questi partiti sono crepati, per dirla con Vendola.</p>
<p>Ma la domanda è se noi soffriamo per  la loro persistenza o per la loro morte. Io propendo per  questa seconda. Dei partiti rimane il simulacro, il piccolo potere al servizio dei poteri forti. Ma basta guardare alla composizione monosessuata di molte amministrazioni appena elette per capire che non è certo il solo voto di prefernza in mano ai cittadini che cambia le cose. Occorre ridare senso ad una politica che viva nelle istituzioni ma anche nella società senza un ordine gerarchico tra i due luoghi che è divenuto ormai l’inesistenza di una funzione sociale dei partiti.</p>
<p>Per questo SEL non può non discutere anche della riorganizzazione di quella che un tempo si è chiamata la “ democrazia di massa “. Per questo alle fabbriche e ai cantieri accompagneri anche qualche campo da coltivare per non dimenticare che ancora oggi la maggior parte dell’umanità lavora in agricoltura, che ancora si muore di fame e che dai movimenti contadini abbiamo imparato molto dell’altro mondo possibile che ha bisogno non solo di essere costruito ma anche di essere curato.</p>
<p>Roberto Musacchio</p>
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		<title>Intervista a Nichi Vendola &#8220;Non c&#8217;è futuro per i partiti io punto sulle virtù civiche&#8221;</title>
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		<pubDate>Wed, 31 Mar 2010 08:11:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Vendola avvisa gli alleati &#8220;Non c&#8217;è futuro per i partiti, io punto sulle virtù civiche. Il governatore: qui si fabbrica la speranza&#8221; BARI «I morti seppelliscono i morti. Concentriamoci sui vivi». Nichi Vendola dà già per stecchito Bersani. «Io penso invece che siano finiti i partiti. Consumati, inadeguati, fuori dalle virtù civiche. Non voglio più [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Vendola avvisa gli alleati &#8220;Non c&#8217;è futuro per i partiti, io punto sulle virtù civiche. Il governatore: qui si fabbrica la speranza&#8221;</p>
<p>BARI «I morti seppelliscono i morti. Concentriamoci sui vivi».</p>
<p><strong>Nichi Vendola dà già per stecchito Bersani.</strong></p>
<p>«Io penso invece che siano finiti i partiti. Consumati, inadeguati, fuori dalle virtù civiche. Non voglio più essere scambiato per uno degli esorcisti che tentano di far vivere chi è defunto».<span id="more-6962"></span></p>
<p><strong>Bersani, invece&#8230;</strong></p>
<p>«Non commento i destini personali. Penso a quel che dovrà succedere».</p>
<p><strong>Succederà che porterà le sue poesie a Roma.</strong></p>
<p>«Anche la poesia, sì. La poesia è nei fatti è stato il mio slogan elettorale. Porterò l&#8217;esperienza delle fabbriche».</p>
<p><strong>Sembra che la Puglia sia piena di operai. Invece lei fabbrica parole.</strong></p>
<p>«Sono luoghi in cui le esperienze si coagulano, la gente si ritrova insieme e resta insieme. Sono posti in cui si coopera per un&#8217;idea di governo. Cooperazione: l&#8217;uno a fianco all&#8217;altro. Invece mi dica lei cosa sono i partiti».</p>
<p><strong>Dica lei.</strong></p>
<p>«Aree delimitate da una specie di filo spinato in cui la competizione è sfacciata, ossi di seppia, luoghi pieni di detriti, posti senza anima. I partiti sono fuori dal popolo, oltre la gente. A volte contro di essa. Una catena, una rete oligarchica e distante».</p>
<p><strong>Nelle sue fabbriche invece c&#8217;è piena occupazione </strong></p>
<p>«ha visto quanta gente? Cento- quaranta sono le fabbriche. E fabbricano speranze, sono connesse alle piazze, alle vite degli ultimi. Altrimenti io come avrei fatto, come avrei potuto vincere?».</p>
<p><strong>In effetti D&#8217;Alema aveva garantito che avrebbe perso.</strong></p>
<p>«Quando le differenze sono politiche è inutile commentare con parole senza riguardo».</p>
<p><strong>La sua è sempre una costruzione innocentista, anche se parecchio sanguinante della realtà. Però se annusa le liste che l&#8217;hanno sostenuta troverà qualche brigante.</strong></p>
<p>«Ed frutto di questo sistema, siamo figli di questi partiti. La ragione per cui le ho detto che la loro vita naturale si deve considerare conclusa».</p>
<p><strong>Per esempio: l&#8217;ex segretario del Pd pugliese, inquisito, annuncia il ritiro dalla politica. Però giacché è già candidato aspetta di vedere i risultati. Eletto. Finita la festa, gabbato il santo.</strong></p>
<p>«Aveva detto che lasciava ed è assai opportuno che tenga fede all&#8217;impegno».</p>
<p><strong>La moralità.</strong></p>
<p>&lt;&lt;La moralità dobbiamo ritrovare, sì. La vita sobria, anche umile. Io non ho partecipato a una sola festa, e sa che Bari è piuttosto generosa nell&#8217;offerta, perché mi sembrava utile non apparire. Io devo difendere la mia persona dal rischio di divenire solo un personaggio e mi produco in periodi di astinenza: dalla tv  e dal potere. Voglio riuscire a non farmi mangiare dal potere».</p>
<p><strong>A lei si rivolgono con devozione di stampo berlusconiano.</strong></p>
<p>«Quale Berlusconi! Qui in Puglia c&#8217;è stata semina. Ed ora c&#8217;è raccolto. Nell&#8217;innovazione abbiamo investito un miliardo e 700 milioni di euro. Il budget della giunta precedente era di 80 milioni di euro. Innovazione. Cioè ricerca, nuove competenze, apertura di carriere per chi inizia il lavoro. Cultura. Abbiamo la più possente e tecnologica macchina di Protezione civile, un sistema unico di telecontrollo del territorio. E quando ripartirà l&#8217;economia vedrà la Puglia come correrà. Altrove forse il raccolto non c&#8217;è stato perché nessuno ha pensato di seminare».</p>
<p><strong>Berlusconi ha seminato?</strong></p>
<p>«Lui è riuscito nel miracolo di separare il concetto della libertà dal lavoro. Il lavoro è scomparso. La sinistra nemmeno sene è accorta. Lui ha cancellato l&#8217;articolo 18 e l&#8217;opposizione quasi non s&#8217;è destata dal torpore. Questo è il centrosinistra delle allusioni, perciò diviene il centrosinistra delle illusioni. Ed ecco qui il risultato».</p>
<p><strong>Il partito non c&#8217;è più.</strong></p>
<p>«Partito: participio passato. Cioè e anche: fuggito, sparito. Scomparso».</p>
<p><strong>Il partito democratico.</strong></p>
<p>«Il fuggito democratico».</p>
<p><strong>Poesia pura.</strong></p>
<p>«Berlusconi lascia solo solitudini. E noi che stiamo dall&#8217;altra parte non abbiamo strumenti, non capiamo, non agiamo. Competiamo. Sappiamo unicamente competere tra noi».</p>
<p><strong>Sapete solo scannarvi.</strong></p>
<p>«E il frutto della formula sbagliata. Non sono gli uomini. La leadership è una funzione non una finalità. Non ho la forza di connettere quello con l&#8217;altro, l&#8217;operaio e il borghese, il giovane e l&#8217;anziano, il diversamente abile, colui che è fragile. E provo a vincere da solo, corro per dominare».</p>
<p><strong>Dunque: bisogna buttare giù il partito democratico e tutto l&#8217;edificato urbano delle periferie di sinistra e costruire la nuova fabbrica del consenso.</strong></p>
<p>«Rischio di ficcarmi nel buco nero del nuovisino, una moda nefasta. Ma osservo la realtà: ossi di seppia sono divenuti i partiti. Io porto le fabbriche, un segno nella costellazione. Contribuisco così. A fine aprile avremo gli stati generali delle fabbriche. Tutta Italia».</p>
<p><strong>Tutta l&#8217;Italia di centrosinistra in Puglia, per uno stage formativo.</strong></p>
<p>«Da quel punto di vista sì. Siamo imbattibili a utilizzare al meglio gli strumenti e le parole: connettere, coinvolgere, gratificare. Vede la meraviglia del volontariato, vede la forza oscura dell&#8217;anima, il piacere di costruire qualcosa di nuovo. Quanti soldi sarebbero serviti? E con quei soldi cosa mai avremmo ottenuto?».</p>
<p>Antonello Caporale</p>
<p><a id="testo"><span id="documentAuthor"> </span></a></p>
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		<title>Nichi: &#8220;E ora le Fabbriche per l&#8217;Italia&#8221;</title>
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		<pubDate>Tue, 30 Mar 2010 18:25:31 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[“I risultati confermano che in Puglia abbiamo un laboratorio di buona politica. La Puglia fa la differenza nel Mezzogiorno d’Italia. Una regione che non è assimilabile a uno stereotipo negativo di un Mezzogiorno tutto cooptato in un cono d’ombra fatto di malaffare e di cose negative. C’è un Sud che è in piedi e che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>“I risultati confermano che in Puglia abbiamo un laboratorio di buona  politica. La Puglia fa la differenza nel Mezzogiorno d’Italia. Una  regione che non è assimilabile a uno stereotipo negativo di un  Mezzogiorno tutto cooptato in un cono d’ombra fatto di malaffare e di  cose negative. C’è un Sud che è in piedi e che orgogliosamente rivendica  le proprie eccellenze, i propri talenti e cerca la strada del proprio  futuro. Il laboratorio di buon governo che abbiamo messo in campo in  Puglia viene oggi premiato dal consenso degli elettori.<span id="more-6925"></span></p>
<p>La Puglia si è voluta bene, e adesso ho bisogno di una momentanea  sparizione, in un luogo dove poter stare qualche giorno a riprendermi la  mia vita. Ho bisogno di ritrovarmi, di ritrovare sulle mie mani i miei  libri, ho bisogno, ho diritto credo di qualche lettura buona, di un buon  libro di poesie, ho una lunga astinenza, ho bisogno di trovare un po’  di buona musica. Mi è venuta una nostalgia della buona musica, e di  trovare il mio spazio per riprendermi il pentagramma della bellezza e  non dell’orrore.</p>
<p>Poi, ci dobbiamo trovare, dobbiamo convocare gli “stati generali  delle fabbriche”, ritrovarci qui e discutere che fare. E’ difficile  pensare di scioglierle, sono luoghi di cui io per primo sentirei la  nostalgia. I partiti per quanti sforzi, per quanta fatica facciano, e  devo dire che non ne fanno molto, non riescono ancora a costruire una  relazione virtuosa. Decideremo insieme cosa fare di questa esperienza,  di metterla a valore, di trasformala in qualcosa che valga per tutta  Italia. Ho le mie idee, ma voglio sentire le vostre. Le fabbriche devono  espandersi in tutta Italia, il cantiere e’ ora quello di un’Italia  migliore.</p>
<p>Dobbiamo essere molto attenti a leggere tutti i segnali di crisi nel  blocco di consenso e anche nel blocco politico del centrodestra. Ogni  crepa, ogni smagliatura che si apre nel racconto berlusconiano per noi  deve diventare una finestra per andare a guardare dall’altra parte e noi  dobbiamo intercettare quei settori dell’opinione pubblica che sono  ormai largamente disincantati dalla affabulazione berlusconiana che non  convince più. Questo può voler dire che bisogna avere grande rigidità di  obiettivi e grande flessibilità tattica. Essere disponibile a un quadro  di alleanze che sappia capitalizzare tutto ciò che oggi è lo svantaggio  del centrodestra e che può diventare il vantaggio del centrosinistra.  Ma questo a condizione: di saper mettere sul terreno una proposta al  Paese, una proposta di salvezza del Paese, di cambiamento della politica  economica e sociale dell’Italia”.</p>
<p>Nichi</p>
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		<title>Regionali lettera di minacce alla &#8220;FABBRICA DI NICHI&#8221; sede del Comitato Elettorale di Vendola a Bari</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:57:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="aligncenter size-full wp-image-6864" title="minacce a fabbrica bari" src="http://www.sinistraeliberta.eu/wp-content/uploads/2010/03/minacce-a-fabbrica-bari.jpg" alt="minacce a fabbrica bari" width="550" height="392" /></p>
<p>Oggi è stata recapitata con  il servizio postale una lettera anonima contenente minacce e indirizzata  a &#8220;La Fabbrica di Nichi&#8221; di Bari. Il testo, composto in modo da non  essere riconoscibile, contiene espliciti riferimenti all’arrivo di 500  kg di esplosivo presso “i covi e fabbriche di odio” con minacce di morte  per “i comunisti, i gay e gli ebrei”.</p>
<p>Dopo i primi accertamenti  tecnici, è in via di presentazione una formale denuncia alle forze  dell’ordine perché siano accertati al più presto gli autori del gesto.</p>
<p>&#8220;La  fabbrica di Nichi&#8221; auspica che il clima sostanzialmente sereno, che ha  contraddistinto questa campagna elettorale, non sia macchiato dagli  sconsiderati gesti di ignoti e confida che possa continuare il libero  confronto democratico fino al completamento del processo elettorale.</p>
<p>Roma, 27 marzo 2010</p>
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		<title>Viaggio in Italia col Nichi Bus</title>
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		<pubDate>Sat, 27 Mar 2010 17:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#8220;Resta lui l´unica speranza&#8221;. Uno scrittore con gli studenti innamorati del sogno. Non sembrano gli studenti di sinistra che ci si può aspettare, sono ragazzi normali con le loro storie di precariato a comporre questa piccola moltitudine. Le sei del pomeriggio di fine inverno. Quella è l&#8217;ora giusta. Sotto il cielo color argento accanto alle [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong> </strong></p>
<p><em>&#8220;Resta lui l´unica speranza&#8221;. Uno scrittore con gli studenti innamorati del sogno. Non sembrano gli studenti di sinistra che ci si può aspettare, sono ragazzi normali con le loro storie di precariato a comporre questa piccola moltitudine</em><strong>.<br />
</strong><br />
Le sei del pomeriggio di fine inverno. Quella è l&#8217;ora giusta. Sotto il cielo color argento accanto alle gigantesche pale eoliche si avverte il sapore del ritorno.<span id="more-6850"></span></p>
<p>È un viadotto a segnare il confine tra la Puglia e la Campania, e in questo viadotto c´è un cartello sbarrato che annuncia l´ingresso nel Tavoliere e la fine della provincia beneventana. È l´ora migliore per goderne il paesaggio, quando c´è il tramonto, con il sole nascosto nei promontori di Lacedonia e Vallata.<br />
Spesso chi torna in Puglia, con quella luce e quel panorama delle colline di Candela sa che è vicino casa. E alle sei del pomeriggio di ieri i pullman carichi di ragazzi che scendono mobilitati dalle Fabbrica di Nichi (ma anche da un forte autonomo spirito di iniziativa) erano proprio lì. Tra l´argento e lo smeraldo delle piccole alture.<br />
Sono circa un centinaio i ragazzi che aspettano gli autobus per la Puglia a mezzogiorno a Roma nei pressi di Piazza Aldo Moro davanti all´Ateno. Una decina i bus che da diverse parti dell´Italia portano il popolo vendoliano. Padova, Torino, Bologna, Toscana, Perugia, Milano. Da ognuna di queste città si è mossa una folla di ragazzi. Tra loro ci sono anche io che ragazzo non sono più da un pezzo, ma che prova una sensazione di sorpresa nell´assistere a chi sale su questi pullman. Sono quasi tutti studenti fuorisede, giovanissimi con appresso i loro grandi trolley, occupano con lo spirito di una gita, e un po´ sotto sotto, anche di una piccola missione i posti dentro il pullman.<br />
Salgo su uno dei &#8220;nichibus&#8221; che pascolano davanti all´Università La Sapienza di Roma alle dodici e mezzo. Ci sono soprattutto ragazzi salentini, del capo di Leuca, da Corsano, Alessano, Tricase, Gagliano, ma anche brindisini, tarantini, foggiani e ovviamente baresi.</p>
<p>Non sembrano gli studenti di sinistra che ci si può aspettare, non sono neanche il famoso popolo dell´Onda; le cosiddette facce di sinistra hanno spesso una loro connotazione precisa, una noiosa iconografia a cui ci ha abituati pure il cinema e la televisione; a vent´anni ti aspetti, kefiah, bandiere rosse e invece il pullman è pieno di ragazzi che non hanno il physique du role dell´attivista sfegatato, ma sono ragazzi normali con le loro storie di precariato e di lavoro instabile e compongono questa piccola moltitudine di neo votanti. Già neo votanti perché per molti di loro è la prima volta.</p>
<p>Ci sono Luca, Carlo, Roberto, Federica giovanissimi studenti al primo e al secondo anno universitario, studiano quasi tutti Giurisprudenza e coltivano ancora il mito di diventare magistrati, il mestiere più dileggiato del momento; ci sono Giovanna, Barbara, Lucia con le loro storie di decennale precariato. Lucia ha trent´anni con alle spalle due master e un lavoro in cui l´hanno costretta ad aprirsi la partita Iva nonostante l´esclusività del proprio datore e alla faccia di questo strumento di collaborazione che serve solo a rendere più libere le imprese e più precari i lavoratori. Ma non è la sola a raccontare storie simili, in molti c´è un sottile, malcelato desiderio di tornare a casa non semplicemente per votare, ma anche per rimanerci.</p>
<p>Vito, Carla, Marianna sono ragazzi che lavorano nella comunicazione, e poi c´è Sabrina che studia comunicazione, e ancora studenti di medicina, architettura, grafica, giornalismo. Ci sono anche ultras del Lecce e di altre squadre minori, qualcuno con la maglietta in onore di Gabriele Sandri; due file davanti agli ultras c´è un ragazzo che studia scienze politiche e racconta il suo sogno di diventare maresciallo dei carabinieri a conferma di questa evidente eterogeneità in cui è più facile incontrare simboli inattesi e aspirazioni inaspettate.</p>
<p>Stare immersi per sette ore nel clima allegro e goliardico, ma anche di impegno e passatempo fa sembrare più chiaramente la variegatezza di questa generazione, con le sue contraddizioni, ma anche le sue innegabili speranzose vitalità.</p>
<p>Sandri invece di Che guevara, il reggae salentino dei mesagnesi Boom da Bash invece di Ivano Fossati o gli Inti Illimani. Sono forzature, forse, ma servono a raccontare come è largo l´orizzonte di questa gente. È una generazione variopinta e sorprendente, una generazione che si auto organizza, come dimostrano questi autobus dietro i quali ci sono spontanei gruppi di ventenni che non aspirano a una politica partitica e che sembrano lontani una vita da quella che questa iniziativa, sarebbe stata forse, soltanto quindici venti anni fa.</p>
<p>Ed è Vendola che li eccita, li entusiasma talmente tanto da condurre qualcuno a raccontare al microfono del pullman gli aneddoti salienti della campagna elettorale come se fosse il racconto del personaggio di un altro tempo. Ed ecco l´aneddoto dell´anello di Mola, il monile appartenuto alla moglie scomparsa qualche anno prima che un vecchio pescatore regalò al Governatore, un gesto simbolico che si narra come una novella.</p>
<p>Simboli appunto.</p>
<p>Nel 2005 uno dei più clamorosi gesti della campagna elettorale di Nichi Vendola, e che col senno di poi fu tra i più simbolici nella vittoria finale, fu quello di tenere due dei comizi finali a Siena e Bologna, e scortare il treno alla stazione di Bari da Bologna carico di studenti fuorisede.</p>
<p>Sono le venti quando il pullman arriva in centro a Bari a piazza della Prefettura. Ci sono migliaia di persone, molte di loro giovani; sono qui come cronista, ma l´emozione è la stessa di tutte le volte che attraverso il viadotto presso Candela con lo spirito del ritorno. Quando si vedono le pale eoliche che si avvitano sullo sfondo della cortina che taglia l´orizzonte dell´autostrada, ho un nodo e mi viene di pensare a quello che scrisse John Fante: «È la mia gente questa, e io sarò ritornato a loro e all´amore di mia madre».</p>
<p>Mario Desiati</p>
<p>Fonte: Repubblica</p>
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		<title>I Nichi Bus</title>
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		<pubDate>Wed, 24 Mar 2010 10:36:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>redazione</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Elezioni regionali]]></category>
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		<category><![CDATA[Nichi Vendola]]></category>
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		<description><![CDATA[Gli studenti e i lavoratori pugliesi che vivono in altre regioni d’Italia hanno deciso, anche per queste elezioni regionali, di tornare in Puglia per scegliere ancora una volta di far vincere la Puglia migliore. Ecco i dettagli dei Nichi Bus: BUS DI ANDATA &#8211; VENERDÌ 26 MARZO 2010 TORINO-MILANO-BOLOGNA-FOGGIA-BARI-LECCE Torino (h 06.00 dal Palazzo di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Gli studenti e i lavoratori pugliesi che vivono in altre regioni d’Italia hanno deciso, anche per queste elezioni regionali, di tornare in Puglia per scegliere ancora una volta di far vincere la Puglia migliore. Ecco i dettagli dei Nichi Bus: <span id="more-6468"></span><strong>BUS DI ANDATA &#8211; VENERDÌ 26 MARZO 2010<br />
</strong><br />
<strong>TORINO-MILANO-BOLOGNA-FOGGIA-BARI-LECCE</strong><br />
Torino (h 06.00 dal Palazzo di Giustizia)<br />
Milano (h 07.30 Piazzale Lotto)<br />
Bologna (h 10.00 Piazza XX Settembre)<br />
Foggia (da definire)<br />
Bari (h 18.30 Piazza Prefettura)<br />
Lecce (h 21.00 fronte Hotel Tiziano)<strong>PADOVA-BOLOGNA-FOGGIA-BARI-LECCE</strong><br />
Padova (h 08.15 dal Piazzale Boschetti)<br />
Bologna (h 10.00 Piazza XX Settembre)<br />
Foggia (da definire)<br />
Bari (h 18.30 Piazza Prefettura)<br />
Lecce (h 21.00 fronte hotel Tiziano)<strong>PISA-FIRENZE-SIENA-CERIGNOLA-BARI-LECCE</strong><br />
Pisa (h 07.00 dalla Stazione)<br />
Firenze (h 08.30 dalla Stazione)<br />
Siena (h 10.00 dalla Stazione)<br />
Cerignola (h 16.00 uscita casello autostrada)<br />
Bari (h 18.30 Piazza Prefettura)<br />
Lecce (h 21.00 fronte hotel Tiziano)<strong>PERUGIA-ROMA-CERIGNOLA-BARI-LECCE</strong><br />
Perugia (h 9.00 da Università per Stranieri: Piazza Fortebraccio, 4)<br />
Roma (h 12.00 da Piazza Moro &#8211; Ateneo)<br />
Cerignola (h 16.00 uscita casello autostrada)<br />
Bari (h 18.30 Piazza Prefettura)<br />
Lecce (h 21.00 fronte hotel Tiziano)</p>
<p><strong>ROMA-FOGGIA-BARI-LECCE</strong><br />
Roma (h 18.30 da Piazza Moro &#8211; Ateneo)<br />
Foggia (da definire)<br />
Bari (h 00.30 Extramurale Capruzzi)<br />
Lecce (h 02.30 fronte hotel Tiziano)</p>
<p><strong>BUS DI RITORNO &#8211; DOMENICA 28 MARZO 2010</strong></p>
<p><strong>LECCE-BARI-FOGGIA-BOLOGNA-MILANO-TORINO</strong><br />
Lecce (h 12.00 fronte hotel Tiziano)<br />
Bari (h 14.30 Extramurale Capruzzi)<br />
Foggia (da definire)<br />
Bologna (21.30 Piazza XX Settembre ore 10.00)<br />
Milano (h 11.00 Stazione centrale)<br />
Torino (01.00 Palazzo di Giustizia)<br />
LECCE-BARI-CERIGNOLA-ROMA<br />
Lecce (h 14.00 fronte hotel Tiziano)<br />
Bari (h 16.00 Extramurale Capruzzi)<br />
Cerignola (18.00 uscita casello autostrada)<br />
Roma (h 22.00 da Piazza Moro &#8211; Ateneo)</p>
<p><strong>RESPONSABILI PER LE PRENOTAZIONI SONO:</strong><br />
Roma e Perugia: Martina Leo<br />
Pisa, Firenze e Siena: Nicola Guglielmi<br />
Torino, Milano, Padova e Bologna: Salvatore Specchia</p>
<p>Gabriele Caforio</p>
<p><strong><a name="jump-16"></a></strong></p>
</div>
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